mercoledì, Maggio 22

Zone blu: i paradisi terrestri dove vivono i centenari Un giornalista del National Geographic spiega quali sono i segreti della loro longevità

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E’ possibile vivere fino a 100 anni? Forse sì. Esistono, infatti, delle aree del pianeta che vengono definite ‘zone blu’, nelle quali il tasso di longevità è più alto rispetto alle altre zone del mondo e gli ultracentenari, che le popolano, godono di una forma psicofisica invidiabile.

Le ‘zone blu’ comprendono: la Sardegna, la Grecia, il Giappone e la California.

La Sardegna è stata classificata come uno dei paradisi terrestri in cui si vive più a lungo. In particolar modo, l’Ogliastra è una Regione in cui è stata registrata, fin dagli anni ’70, un’aspettativa di vita maggiore rispetto alle altre Regioni d’Italia.

I suoi abitanti praticano quotidianamente sport all’aria aperta e si nutrono di cibi genuini, i quali sono stati inseriti nella tipica dieta mediterranea.

In Grecia, invece, vi è un’isola del Mar Egeo, Icaria, in cui la vita scorre molto lentamente. Gli isolani si alzano quando vogliono e sono abituati a riempire le loro giornate con attività meditative e rilassanti. La maggior parte degli abitanti dell’isola supera i 90 anni d’età (in media uno su tre), grazie ad una dieta a base di olio di oliva, latte di capra e tè. Inoltre, tra i luoghi più affascinanti da scoprire sull’isola di Icaria c’è Therma, località famosa per le sue acque termali, oppure si può andare alla scoperta dei vigneti di Kambos e delle taverne tradizionali di Evdilos che sono diventate, nel tempo, delle mete turistiche affascinanti.

L’isola di Okinawa, in Giappone, detengono il maggior numero di centenari. Nella città di Ogimi, ad esempio, ci sono più di 140 donne che superano la soglia dei 90 anni. Il merito è dell’alimentazione prevalentemente vegetariana e povera di grassi. Inoltre, l’isola è conosciuta in tutto il mondo per essere il primo luogo dove è possibile ammirare la fioritura dei ciliegi.

Loma Linda è una città californiana, situata a pochi passi da Los Angeles, dove la gente vive in media 10 anni in più rispetto a tutto il Nord America. I suoi abitanti seguono uno stile di vita abitudinario: cenano presto, mangiano sano e non rinunciano alle benefiche ore di sonno. Loma Linda è famosa per il suo centro di ricerca sanitaria, che monitora costantemente la salute dei propri pazienti, che non viene trascurata neanche dai tanti negozi della città, dove è possibile acquistare prodotti vegani, come minestre di zucca e zenzero, hot dog vegetariani ed altre specialità di cui gli abitanti vanno ghiotti, tanto da far diventare il veganesimo la loro filosofia di vita.

Sulle coste del Pacifico, in particolare nella penisola di Nicoya, esiste invece una piantagione di cereali, ricchi di antiossidanti, coltivata da arzilli novantenni. Sole, aria pulita, frutta e riposo sono i segreti della loro longevità. Qui, un uomo di 60 anni ha il doppio delle possibilità di raggiungere i 90 anni rispetto ad uno uomo della stessa età che vive negli Stati Uniti.

Si intuisce, dunque, come la dieta alimentare stia alla base del segreto della longevità di questi centenari.

In Sardegna, ad esempio, gli abitanti seguono una corretta alimentazione, che elimina i grassi e tutti i cibi industriali, che contengono conservanti, per prediligere prodotti genuini che provengono dalla coltivazione della propria terra.

La dieta tradizionale si basa, infatti, su pane integrale, verdure, formaggio di capra e vino. La carne non viene consumata regolarmente, e quando la introducono nella loro dieta, selezionano solamente i tagli di carne locale, favorendo gli allevamenti presenti sul territorio sardo.

Ad Okinawa, invece, l’alimentazione è caratterizzata da patate dolci, prodotti tradizionali a base di soia, riso e verdure dell’orto, tè verde e pesce.

Inoltre, prima di ogni pasto, gli abitanti di Okinawa hanno l’abitudine di pronunciare un insegnamento confuciano ‘hara hachi bu’ che ricorda loro di mangiare fino all’80%, di modo che possano alzarsi da tavola non completamente sazi ed appesantiti.

Gli abitanti di Nicoya, in Costa Rica, si cibano soprattutto di tortillas di mais, fagioli, frutta in abbondanza e di alcune proteine animali, come le uova, il pollo o il maiale. Rispetto alle altre popolazioni presenti nelle zone blu, questa popolazione assume, al giorno, una maggior quantità di cibi di origine animale.

Un fatto interessante, però, da tenere in considerazione è che Nicoya registra il tasso di tumore allo stomaco più basso di tutta la Costa Rica, a dimostrazione del fatto che mangiare carne non sempre favorisce l’insorgere di patologie tumorali.

Dunque, emerge un dato interessante, tutte le diete di questi centenari sono caratterizzate da cibi semplici. Per loro, infatti, la qualità del cibo è fondamentale. Inoltre, i cibi ricchi di proteine, come la carne e il formaggio sono sempre riservati ad occasioni speciali, quindi non fanno parte della loro dieta abituale.

A questo proposito, il giornalista del National Geographic, Dan Buettner, grazie alle sue ricerche effettuate sulle zone blu, dice di di aver scoperto quali siano i segreti della longevità degli abitanti di queste terre ed ha constatato che queste persone sono in forma, sono molto attive, hanno una vita sociale movimentata e dormono parecchio.

Dal punto di vista genetico, queste comunità differiscono le une dalle altre perché comprendono persone che provengono da etnie diverse. Ci sono: bianchi, neri, asiatici ed ispanici, quindi risulta evidente dagli studi svolti che la genetica ha un ruolo poco rilevante nella longevità.

La ricerca di Buettner si focalizza, principalmente, sugli stili di vita e su ciò che questi centenari hanno in comune. Nelle zone blu, l’attività fisica è parte della loro quotidianità. La maggior parte dei centenari cammina parecchi chilometri al giorno o, tutt’al più, si muove con la bicicletta. Nell’isola di Okinawa, ad esempio, molti di loro stanno seduti per terra e si alzano almeno 30-40 volte al giorno per sbrigare le faccende domestiche e in Sardegna, invece, la maggior parte delle case sono costruite su più piani, e ciò permette un movimento costante del proprio corpo. Lo sport, infatti, è visto come un piacere e non come un modo faticoso di bruciare calorie.

Gli abitanti di Okinawa usano piccoli trucchi per ridurre le calorie, il colesterolo e la pressione arteriosa, che se troppo elevata può causare malattie cardiache.

Smettono di mangiare quando sono pieni all’80%, servono il cibo al bancone, non portano in tavola i pentoloni pieni e usano piatti piccoli per ridurre le porzioni.

La dieta alimentare, inoltre, è basata su un principio chiave severamente rispettato: essi infatti assumono la maggior parte dei nutrienti direttamente dalla natura ed evitano i cibi troppo lavorati. E’ un’ alimentazione, quindi, caratterizzata prevalentemente da frutta, verdura, cereali integrali, noci e legumi. La dieta include anche carne o pesce un paio di volte alla settimana, latte e formaggi perlopiù caprini e un bicchiere di vino da consumarsi a cena.

Oltre alla dieta alimentare, la costante di queste comunità è che praticano la filosofia zen, che include la piacevole compagnia di qualcuno con cui condividere i propri interessi, imparare cose nuove e coltivare gli hobby. In questo modo non solo si rigenera la mente, ma anche il corpo che ne trae un profondo beneficio.

Ognuna delle comunità citate ha anche dei momenti della giornata dedicati alla preghiera, alle passeggiate nella natura e alla meditazione. E’ importante, inoltre, il modo con cui si relazionano agli altri e la scelta delle persone con cui si circondano. Trovare un cerchio di amicizie su cui si può contare aiuta a mantenere l’equilibrio psicofisico, infatti molto tempo viene dedicato alla famiglia e agli amici.

Infine, il giornalista sostiene che i centenari «Non hanno paura della morte e la accettano come qualcosa di inevitabile, perché hanno vissuto il loro tempo in piena salute e consapevolezza».

L’invecchiamento, quindi, non deve essere obbligatoriamente associato alla sofferenza. Basta godere delle piccole felicità quotidiane e accettare serenamente cosa riserva il destino.

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