sabato, Agosto 8

Zimbabwe, vince il partito di Mugabe. E scoppia il caos Appello in un video di Alessandro Sandrini, il bresciano scomparso in Turchia nell'ottobre del 2016

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Tensione in Zimbabwe, dove truppe armate dell’esercito hanno disperso i manifestanti dell’opposizione che stavano protestando nelle strade della capitale Harare contro i risultati delle elezioni. Il partito al potere che fu di Robert Mugabe, lo Zanu-Pf, ha infatti vinto la maggioranza dei seggi in Parlamento aggiudicandosi 109 seggi contro i 41 del principale partito all’opposizione MDC nella Camera dei deputati, che conta un totale di 210 seggi. Per questo, sostenitori del leader dell’opposizione, Nelson Chamisa, sono scesi nelle strade per protestare. Almeno un manifestante è rimasto ucciso.

Il Site, il sito americano che monitora il jihadismo sul web, ha pubblicato i fotogrammi di un video in cui compare Alessandro Sandrini, il bresciano scomparso in Turchia nell’ottobre del 2016, che lancia un appello per essere liberato. «Mi danno la possibilità di comunicare per l’ultima volta. Chiedo all’Italia di aiutarmi, di chiudere questa situazione in tempi rapidi. È 2 anni che sono in carcere, non ce la faccio più. Mi hanno detto che sono stufi, che mi uccideranno se la cosa non si risolve in tempi brevi. Non vedo futuro, non so cosa pensare», dice Sandrini.

Passando agli Usa, l’amministrazione Trump è pronta all’ennesimo cambio di rotta rispetto alle ultime ore. Nei prossimi giorni infatti è pronta ad alzare i dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti ‘Made in China’ importati negli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, secondo cui l’obiettivo è di fare pressione su Pechino riportando al tavolo dei negoziati le autorità cinesi.

Intanto il capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, resterà al suo posto fino alle elezioni del 2020 su richiesta del presidente. Dopo mesi di indiscrezioni e di apparenti tensioni fra i due, che avevano portato a ipotizzare un’uscita a breve di Kelly, ecco la smentita.

La nave Al Awda della missione Freedom Flotilla con destinazione Gaza per dare un aiuto e medicinali agli abitanti della striscia, è stata «attaccata violentemente dalle forze di occupazione israeliane mentre si trovava in acque internazionali». Lo denuncia, in una nota l’associazione che fornisce la sua versione dei fatti accaduti domenica 29 luglio. Inoltre viene denunciato che 18 persone dell’equipaggio della Freedom Flotilla sono trattenute nella prigione di Givon, in Israele, e due di loro hanno iniziato lo sciopero della fame.

In Afghanistan, oltre 150 membri dell’Isis si sono arresi  alle forze governative nella provincia di Jawzjan dopo essere fuggiti ad attacchi dei Talebani nel distretto di Darzab. Tra i combattenti che si sono arresi ci sono anche il capo dell’Isis nel nord del Paese, Mullah Habiburahman, e il sue vice Mufti Niamatullah.

Chiudiamo andando in Nicaragua sono centinaia le persone in fuga. Secondo gli ultimi dati dell’Onu, mentre si continuano a contare i morti e i feriti causati dalle manifestazioni antigovernative, sono stati almeno 23 mila gli abitanti che dallo scorso aprile si sono riversati nel vicino Costa Rica. In media sono circa 200 al giorno le richieste che vengono presentate.

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