giovedì, Ottobre 29

Zagrebelski – Suarez: la democrazia, l’onorabilità, la sudditanza La democrazia del referendum è la negazione della democrazia, ovvero la dittatura. Come ‘regalare’ l’esame di italiano ad un famoso calciatore è l’annientamento della onorabilità. Risultato? Sudditanza

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Caro professor Gustavo Zagrebelski, scrivo a Lei perché Lei ha detto la ‘verità’ definitiva l’altro giorno, a cui io -piccolo professorino marginale e in pensione- ho osato (senza risposta) obiettare qualcosa; la verità essendo che i referendum sono il sale della democrazia, anzi, sono la democrazia. Avevo obiettato -ripeto: senza risposta dalla Sua Autorità- viste anche le precedenti dichiarazioni di un certo comico italiano circa la preferibilità delle dittature alla democrazia rappresentativa vecchia e inutile.
Ovviamente il mio parere, che vado ripetendo da mesi, è stato da Lei, come da tutta la stampa che ‘conta’, ignorato, è che il referendum è l’esatto contrario della democrazia, perché riduce tutto ad un si o no, su una proposta semplificata, fatta da chi sa chi.

Sarà un caso, sarà che Grillo ha letto il mio articolo e dispettoso com’è ha deciso di rispondere, sarà quello che vuole, sta in fatto che oggi, -dico oggi, il giorno della sconfitta chiara degli stellini, il giorno in cui il mitico Dibba prima spacca il partito e poi dice che ha perso il partito (scuola Renzi, ben nota!)- afferma, col suo solito tono profetico e gli occhi rivolti al cielo, che lui non crede più alla democrazia parlamentare, ma che punta ad unademocraziafatta solo di referendum, preferibilmente attraverso Rousseau! Cioè ad una dittatura, senza mezzi termini.
È appena il caso di ricordare che quasi tutti gli attuali dittatori si sono fatti confermare il potere e al potere da referendum, ovviamente fasulli. Ma, certo, Grillo ha letto con attenzione la Sua intervista, che del resto gli è stata sicuramente bene illustrata da quel campione della democrazia che è Marco Travaglio. Bene, ha fatto proseliti, caro prof.

Ma come timidamente spiegavo io, che non capisco nulla di diritto caro prof. Zagrebekski, una democrazia referendaria non esiste, è una dittatura e basta, è la negazione della democrazia, perché è la negazione radicale della discussione democratica, appunto, della valutazione dei problemi, in una parola della discussione, non quella urlata che piace a voi politicanti, ma quella vera, che presuppone idee diverse da discutere con l’idea che gli argomenti dell’uno possono convincere l’altro e viceversa … la famosa sintesi di un tale di nome Hegel.
Potrei ricordare a Lei e ai Lettori, che tutti i dittatori, tutte le dittature, partono così: dolersi di una sconfitta elettorale (ovviamente causata dalla cattiveria altrui) e forzare la strada verso la dittatura, magari attraverso qualche referendum addomesticato.

Non mi aspetto da Lei, caro prof. Zagrebelski, una risposta. Chi sono io alla fine? Ma quello che dico lo penso e sono pronto a ripeterlo e documentarlo e dimostrarlo criticamente. Ai miei Lettori dico: attenti, quando un politicante si vede sfuggire il potere può ben avere queste idee, e se fra qualche mese vi troverete a seguire le decisioni di Rousseau, sappiate che ve lo avevo detto.

Ma, a quanto pare, oggi non è la mia giornata. Perché ho fatto a lungo -malamente, stia tranquillo prof . Zagrebelski- il professore all’Università, dove non di rado sono stato ‘avvicinato’ da manutengoli vari, da mamme, da papà ecc., per ottenere che i loro figlioli fossero ‘compresi’ e promossi. Non so quante volte, in sedute di esame, c’erano in aula mamme, papà e manutengoli vari. Mi indignavo, ma poi me ne fregavo, e davo, con i miei collaboratori, allo studente o alla studentessa il voto che, a nostro parere, meritava, anche se ciò mi privava di qualche chilo di prosciutto o di qualche favore non richiesto.
E oggi, mentre ascolto delle performance di Grillo, mi vergogno profondamente, arrossisco davvero per la disgustosa oscena storia di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia e Luis Suarez.
Nella speranza, pare, di avere un maggior numero di studenti paganti stranieri ad imparare l’italiano, si è fatto un accrocco schifoso (almeno per quanto raccontano stampa e TV e magistratura) per ‘regalarel’esame di italiano al famoso calciatore. Dove, tra l’altro, mi manda fuori dai gangheri la constatazione della scala di valori sulla quale agiscono purtroppo moltissimi, specie in Italia: un calciatore è un dio, può tutto e gli si deve tutto, anche la propria onorabilità.
Direte, ma uno che agisce così onorabilità non ne ha mai avuta.
Pensate così davvero?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.