venerdì, Settembre 25

Yemen: la vita sotto assedio

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Abdullah al-Wazir, chirurgo traumatologo da più di 20 anni, ha visto troppo sangue, troppe ferite, troppe tragedie umane e ammette amaramente che i brutali attacchi militari abbattutisi sullo Yemen da fine marzo 2015 l’hanno lasciato senza parole, «completamente esterrefatto» come riportato nella nostra intervista in esclusiva. Il chirurgo volontario al-Wazir è ritornato nello Yemen all’inizio del 2015 per portare aiuti in quello che all’epoca pensava fosse un paese in transizione verso la democrazia. Determinato a offrire la sua esperienza e le sue conoscenze dove più ce n’era bisogno, il Dott. al-Wazir ha abbandonato una vita comoda in Canada in cambio di quella a Sana’a, la capitale dello Yemen.

Non serve dire che l’entusiasmo del suo ritorno a “casa” è stato presto distrutto dalla guerra.Dopo quasi un anno passato in quella che è una guerra devastante e crudele, il Dott. al-Wazir è irremovibile nel rimanere tra la sua gente, condividendo le loro avversità e la loro lotta, a prescindere da come andrà a finire. L’Indro l’ha incontrato questa settimana durante la sua breve visita a Londra.

Per ragioni di sicurezza ci siamo accordati sul non specificare in quale ospedale lei è affiliato, dopo che l’ospedale è stato colpito dai raid aerei sauditi. Visto che i media stanno mostrando poco interesse alla guerra in Yemen e alla devastazione che questa sta portando al Paese, potrebbe condividere con noi la Sua esperienza sul campo e raccontarci la realtà della gente? Com’è questa guerra vissuta di persona?

Prima di iniziare permettetemi di chiarire alcuni punti… Io sono uno sciita Twelver! La mia casa è lo Yemen, sono nato e cresciuto a Sana’a. E nonostante io sia emigrato in Canada molti anni fa, lo Yemen è sempre stata la mia casa. Quando dico di essere uno sciita, non significa che supporti la politica del partito di Ansarallah (il braccio politico degli Houthis). Non sono un membro degli Houthis, ma sono un membro orgoglioso del Movimento di resistenza. Penso che sia importante capire la differenza per la gente che vive fuori dallo Yemen. Molti yemeniti oggi sono uniti nella loro resistenza contro la coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Molti di noi vengono da diversi background politici e religiosi, ma essendo tutti parte della resistenza non importa se sei un Houthi, o un sunnita. Ansarallah è una fazione politica, non un movimento religioso, e il Movimento di resistenza è trasversale alle scuole di pensiero politiche e religiose. È questa unità contro l’imperialismo che permette a persone così diverse di stare insieme. Come posso descriverle che tipo di guerra è in atto contro lo Yemen?! È molto difficile trovare le parole di fronte a tali atrocità. La guerra che le racconto è la definizione stessa di male… è il peggio che l’umanità possa dare. Lo Yemen è stato devastato e prosciugato di ogni risorsa da parte della coalizione saudita. In qualità di chirurgo traumatologo ho visto molto dolore e sono stato testimone di molte morti… Lo Yemen mi ha mostrato cosa vuol dire la parola “orrore”… cosa vogliono dire la completa mancanza di speranze e la disparità assoluta. Ho visto troppi padri e troppe madri piangere fino a non poterne più per non avere nessuno con cui condividere la perdita dell’intera famiglia. Un raid aereo del mese scorso ha distrutto diverse abitazioni nel nord dello Yemen… Ero là quando i missili hanno colpito. La casa di una delle infermiere è stata abbattuta. Siamo corsi fuori per capire se potevamo portare soccorsi ai sopravvissuti. Un giovane ragazzo era incastrato tra i detriti della casa… Il suo nome era Amr. Sua madre era seduta a parlare con lui, la sua testa premuta sui detriti per cercare di liberarlo… Il ragazzo è morto prima che arrivassimo. La madre si è rifiutata di andarsene finché non è riuscita a vedere il corpo di suo figlio. È rimasta li per due giorni, aspettando un miracolo… Rifiutando di credere che suo figlio fosse stato colpito e lei no. Non dimenticherò mai la sua faccia… Ho visto bambini fatti a brandelli, ho dovuto amputare e razionare gli antidolorifici negando il sollievo dal dolore a chi sapevo ne aveva bisogno. Sono diventato dottore per guarire o alleviare il dolore… non per gestire un mattatoio! Ma i feriti non sono l’unico problema che affrontiamo… la fame ha preso molte vite, specialmente i più giovani e i più anziani. Molti hanno subito attacchi di cuore e ictus… altri sono arrivati al punto nel quale semplicemente non possono sopportare lo stress o la paura senza andare sotto shock. In tutta onestà sono stanco dell’oscurità… c’è così tanta gente che vive nella miseria più assoluta! Così tante ferite da guarire e cuori da consolare. Ciononostante andiamo avanti… cos’altro possiamo fare? Come potrei abbandonare la mia gente proprio quando ha più bisogno del mio aiuto? All’inizio della guerra tenevo una lista di tutti i morti e i feriti… ho smesso! Troppi nomi, troppe facce che vorrei dimenticare, troppe famiglie che ho dovuto abbandonare mentre erano ancora in lutto.

Se posso, vorrei chiederle un’opinione sulla dichiarazione della coalizione guidata dall’Arabia Saudita di voler colpire obiettivi civili. Proprio questa settimana un mercato è stato abbattuto dai raid aerei, sono morte dozzine di civili indifesi.

Nonostante non possa commentare le strategie militari, posso confermare che le vittime civili sono state troppe affinché chiunque di noi possa negare che ci sia questa intenzione. Quante volte dovranno essere colpite ancora le stesse città e le stesse periferie? Perché sono stati colpiti ospedali e cliniche? Nei villaggi del nord anche le infrastrutture: depositi di viveri, stabilimenti di purificazione dell’acqua, scuole e moschee sono stati bombardati più volte. La gente è stata costretta a rifugiarsi in caverne o buchi per sfuggire alle bombe! Non ci arrivano aiuti, non ci arriva cibo, non ci arriva acqua… e dovremmo credere che non sia stato pianificato? L’Arabia Saudita vuole chiaramente vedere lo Yemen distrutto… La cosa spaventosa è che nessuno sta parlando a favore dello Yemen. Non ho mai visto così tanto silenzio nei confronti di un conflitto militare. Migliaia di persone sono morte… milioni di persone hanno dovuto migrare, decine di migliaia sono state ferite. Tuttavia il mondo non dice NULLA. La mia nazione è stata rasa al suolo, e i politici continuano a negoziare armi con l’Arabia Saudita. Come si spiega tutto ciò?!

Chi è veramente colpevole… quelli che usano le armi o coloro che le vendono?

E il blocco? Ci sono delle notizie contrastanti che negano che la coalizione saudita stia impedendo agli aiuti di arrivare, accusando però gli Houthis. Qual è il suo giudizio in proposito?

Posso solo parlare della mia esperienza personale, che riguarda ovviamente lo Yemen del nord…. non so come stia il resto della nazione, o se effettivamente la gente stia soffrendo delle nostre stesse restrizioni. Si sentono così tante cose allo stesso tempo che è difficile distinguere tra la verità e la propaganda politica. Personalmente posso dire che i beni di prima necessità, medicine, acqua e cibo, sono diventati virtualmente impossibili da acquisire. La maggior parte dei villaggi si è convertita ai metodi di autosostentamento… abbandonando i propri territori per cercare quello di cui hanno bisogno. Ciò ha ovviamente causato effetti negativi sulla salute della gente e ha portato a gravi deficit nutritivi. Le comunità sono in modalità di sopravvivenza, e ciò vuol dire cavarsela con pochissimo cibo, acqua malsana e nessun accesso ai servizi di assistenza sanitaria. Da tempo le cliniche e gli altri centri medici sono rimasti senza antibiotici, antidolorifici, medicine per la malaria e altri medicinali di primo soccorso. La situazione è così drammatica che in certe aree i tagli cesarei sono stati eseguiti senza anestesia. Non c’è bisogno che vi dica quanto sia straziante per un dottore non aver altra scelta se non praticare un’operazione chirurgica in tali circostanze. Stiamo facendo quello che possiamo in una situazione impossibile. Mi interessa molto poco la politica e non voglio entrare nel merito di di chi sia la colpa. Detto questo sono convinto che sia da criminali togliere l’accesso a cibo, acqua e medicine. Gli yemeniti non si meritano tutto questo.

 

Traduzione di Manuel Marini

 

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