lunedì, Marzo 25

Yemen, corsa contro il tempo per battere colera e difterite OMS, UNICEF e WFP si sono mobilitate nei giorni scorsi chiedendo alla comunità internazionale che venga consentito ai convogli umanitari di attraversare le frontiere

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OMS, UNICEF e WFP si sono mobilitate nei giorni scorsi, nuovamente, per lo Yemen. La richiesta è alla comunità internazionale è che venga consentito ai convogli umanitari di attraversare le frontiere e portare alla popolazione già stremata cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria.

Il Paese, infatti, dopo oltre due anni e mezzo di guerra civile, sta vivendo la peggiore crisi umanitaria al mondo: fame e epidemie (colera e difterite in testa) minacciano di fare fino a 1 milione di vittime innocenti. Tutta colpa di un conflitto che sembra destinato a durare ancora molto, quello tra i ribelli Houthi sciiti da una parte e le forze sunnite fedeli al presidente Abd Rabbuh Mansur Hadi, sostenuto dall’Arabia Saudita.

Si parla di 20 milioni di persone (di cui 11 milioni di bambini) abbandonate a se stesse. L’epidemia di colera che imperversa in Yemen è considerata la più grande mai registrata, con una stima delle vittime che si aggira oggi attorno a 900mila. Discorso simile per la difterite, che da quando è stato imposto il blocco delle frontiere ha ripreso a diffondersi rapidamente per via delle condizioni igienico-sanitarie precarie e l’assenza di copertura vaccinale. In questo caso si parla di 120 casi diagnosticati e 14 decessi (prevalentemente bambini) nelle ultime settimane.

Ora quindi è partita la corsa contro il tempo per arginare la trasmissione degli agenti infettivi in Yemen e importanti, anzi vitali, sono gli approvvigionamenti provenienti dalle organizzazioni umanitarie. Non solo alimenti e acqua non contaminati, ma anche combustibili per far funzionare gli impianti di approvvigionamento idrico e quelli di trattamento delle acque reflue, o semplicemente far bollire l’acqua e cuocere i cibi prima di consumarli, o ancora pastiglie al cloro per rendere l’acqua potabile.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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