venerdì, Novembre 15

Yemen: assassinato l’ex-Presidente Saleh Gerusalemme e Abu Dis: la disputa delle Capitali. Russia, primi sondaggi sulle presidenziali del 2018

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno dato il via ad una esercitazione militare su vasta scala: si tratta della più imponente esercitazione congiunta mai intrapresa dai due Paesi e, come è ovvio, rappresenta una vetrina del potenziale bellico nei confronti delle minacce provenienti dalla Corea del Nord. L’aumento della tensione e le dimostrazioni di forza sui confini tra le due Coree, con il rischio di incidenti che agiscano da detonatori della crisi, hanno portato la Russia a chiedere a Washington e Pyongyang di abbassare il livello del confronto astenendosi, da un lato da esercitazioni militari, dall’altro da nuovi testi missilistici: Mosca auspica un nuovo intervento delle Nazioni Unite.

Oltre che per la situazione tra le due Coree, i russi sono anche preoccupati dalle pressioni che, a loro dire, gli USA starebbero attuando sui propri alleati NATO per aumentare la presenza di armi strategiche nell’area balcanica e mitteleuropea (in particolare in Polonia): Mosca si è detta pronta a prendere contromisure adeguate per contrastare l’aumento dell’influenza statunitense in Europa.

Nel frattempo, i russi cominciano a prepararsi per le prossime elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 18 marzo. Un recente sondaggio, oltre a indicare un forte livello di astensione (dovrebbe votare circa il 60% degli aventi diritto), indica come quasi certa la riconferma dell’attuale Presidente, Vladimr Putin (con il 53% delle preferenze), nonostante questi non abbia ancora sciolto la riserva sulla propria candidatura. Gli altri candidati sono il liberal-democratico (in realtà nazionalista e conservatore) Vladimir Žirinovskij, con il 4%, il blogger Alekseij Navalnij con il 2% e, infine, la conduttrice televisiva Kseinja Sobčak con l’1%.

In India, il Partito del Congresso, attualmente all’opposizione, si avvia ad un cambio al vertice: dopo diciannove anni, la Presidenza passerà dalle mani di Sonia Gandhi a quelle di suo figlio, Rahul Gandhi. Il ruolo di Presidente sarà scelto tramite elezioni interne al partito ma, non avendo Gandhi alcuno sfidante, la sua ascesa alla massima carica della formazione è scontata tanto che, secondo alcuni, si potrebbe anche saltare al fase della votazione e procedere con un’elezione per acclamazione. Gli avversari politici fanno notare come il Partito del Congresso sia guidato da delle logiche essenzialmente dinastiche.

Dalla Repubblica Democratica del Congo è arrivata la notizia che, nei giorni scorsi, ufficiali delle Forze Armate avrebbero reclutato dei miliziani per reprimere le violente proteste contro il Presidente Joseph Kabila che stavano mettendo in difficoltà le unità regolari.

In Sudan, invece, per il sesto giorno consecutivo, sono state bloccate le uscite di molti giornali, le copie pubblicate sono state sequestrate e i Direttori sono stati convocati per accertamenti da parte delle Autorità. Nonostante lo stesso partito di Governo, il Partito del Congresso Popolare (PCP), abbia chiesto che si ritorni allo stato di diritto, le azioni contro la libertà di stampa proseguono.

Con gli scrutini quasi chiusi, il risultato delle elezioni in Honduras è ufficiale: il Presidente uscente, Juan Orlando Hernandez, è riconfermato alla guida del Paese con circa il 43% dei voti; il suo sfidante, Salvador Nasralla, della coalizione di sinistra, si è fermato attorno al 41%. Le opposizioni hanno denunciato brogli elettorali e si sono avuto scontri nelle piazze con alcuni morti.

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