giovedì, Ottobre 29

Willy e tanti altri, una crisi sistemica Vuota immagine di un’epoca in cui l’affermazione del culto della violenza è l’epifenomeno di una tendenza ad accaparrarsi oggetti, beni, denaro, rispettabilità

0

Pensiero lento vs velocità elettronica

Urge tornare a riflettere sulla tragedia di Colleferro dove un ragazzo di 21 anni, un figlio di qualsiasi di noi ma con la pelle più scura, è stato ammazzato di botte per 20 minuti, tempo più che sufficiente per sfogare una rabbia repressa da quattro bulli violenti aggressivi vuoti nella fragile potenza del loro pugno. Già soldati semplici di gang dedite alla riscossione violenta di crediti di persone con problemi economici. Fatemi operare una digressione foriera di ‘coppetielli’ direbbero al Sud, una sorta di lancio di oggetti a mo’ di dileggio.

Naturalmente (scontato in un paese privo di regole per politici criminali e tanti comuni mortali di ogni dove) percettori con famigli della famigerata decisiva ‘arma di fine mondo’ contro la povertà (Gigginello ignorantello dixit) RdC, reddito di cittadinanza. Buffonesca operazione miliardaria con grotteschi ‘navigator ad offrir lavoro, senza vaglio dei risultati congruenti con le premesse. Con un ministrelloignorantello che doveva, ovvero un obbligo non un’opzione tra tante, rifondare i Centri Regionali per l’Impiego, già obsoleti, carenti, burocratici di loro. Tutto perso nelle nebbie indecenti di operazioni prive di certificazione, foriero humus per incentivare pratiche illegali corruttive di cui siamo campioni in Europa. Obiettivo peraltro sbagliato per ignoranza, infognando il tema serio di un reddito minimo con la ricerca del lavoro, due questioni che non ci azzeccano nulla.

Chiusa la doverosa deviazione dall’oggetto, torno a descrivere alcuni dei tratti estetici morali filosofici dell’epoca in cui questi bulli violenti, narcisisti d’immagine, nell’epoca dell’immagine che tutto sovrasta, a cominciare dal pensiero, espongono il come certificazione di esistenza in vita, che si beano di sé sui social e del proprio raggiunto ‘successo’. Inutili vips in un mondo di falsi importanti, bruttura estetica alla grande fratello docet, tizi sfessatibuttati questi sì per ore intere su divani, meglio di quelli da reddito di cittadinanza. Taluni palestrati altri tatuati altri ancora solo ignoranti ed imbecilli, e femmine, non donne, anche tatuate palestrate plastificate siliconate. Bestiario simil umano riunito ad officiare… il nulla. Cercate di seguire per qualche minuto, non di più se non volete effetti collaterali anche gravi!, qualcuno di quei dialoghi di parole inconsulte becere improbabili. Modelli sub culturali omologati e ripetitivi, prodromi per molti di sub cultura maschia omofobica, dagli al frocio!, di sano attaccamento fascioleghista d’Italia alla Nazione! Insomma, le mandrie dei vari Lele Mora, ed ho detto tutto, ex tenutario prima della galera di ville con giovini maschi da nutrire e lanciare nel mondo dello spettacolo, previ servizi ad personam... Con tanta ostentata foto sfondo di cellulare, già oltre dieci anni fa, naturally del Duce truce. Poi dice da dove vengono i neofascisti leghistoidi di oggi, da quale brodo di coltura sono emersi, mentre sani democratici dallo sguardo rivolto ai propri interessi personali non si curavano di un’infezione che si è andata diffondendo negli anni previa ignoranza e mancanza di memoria. Perché questi bulli criminalistucoli di Colleferro, come tanti altrihanno avuto buon viatico anche e soprattutto perché gli ormai da tanto tempo ex compagni’ morte le ideologie, hanno provveduto a pensare alle proprie carriere politiche pur di non lavorare. Per non dire dei famosi fumosi moderati, più estremisti di tanti altri.

Insomma da questo nuovo mondo di volgarità è partita la GdF arrivando appunto alla verifica del furto di Reddito’ da parte dei famigli di codesti individui. Domanda innocente: ma perché, altri strumenti di controllo Gigginello il pomiglianese non li aveva previsti, come dovevano essere controllati, chi ne aveva diritto, se per caso vedendo un video ci si accorge, nientemeno, che dei noti piccoli criminali erano conosciuti da tutti ma non dallo Stato? Che versa proprio in uno stato pietoso con queste classi digerenti. Non dovrebbe esser fatto dimettere un cialtrone di tal fatta, per manifesta ingestione di nulla, sulla pelle di noi milioni di cittadini, molti dei quali istruiti ed intelligenti? Di più, non dovrebbe essere eletto, ma essendo espressione di un paese involgarito ignorante scarno di letture col più basso tasso di laureati in Europa, con il più basso indice di lettura di giornali e libri, la cosiddetta società civile, poco società e tanto incivile, rispecchia perfettamente un individuo che ce l’ha fatta con i voti di 3-400 persone per farsi eleggere. Potenza della finta democrazia pentastallata, tutte Bra, braccia rubate all’agricoltura. E quelli che hanno studiato, scritto libri, fatto ricerche, andati in giro per il mondo scientifico, che facciamo, come mettiamo fine alla nostra insulsa vita di studiosi competenti bravi intelligenti? Forse aveva ragione Mario Merola, meglio che ti imparavi a fare lo zappatore, perché tra l’altro lo zappatore non se la scorda la mamma!! Archetipo potentissimo in un paese di mammoni violenti ammazza donne coccolati edipicamente da mamme terrificanti, talune al Sud micidiali. Terre difatti di potere matrilineare, mentre i padri fanno gli assenti si solleticano in pubblico, circuiscono altre donne o donne di altri. Assenti. Tendenze, non generalizzazioni per carità, lo dico per chi leggendo si dovesse sentire coinvolto. Ma siamo tutti coinvolti, perché questo terreno produce anche i casi di Colleferro.

Dunque, i marziali violenti cultori di arti marziali, che sono belle di per sé e non c’entrano nulla con discipline orientali praticate dal sottoscritto e da molti proprio per ottenere il contrario di ciò che motiva tali figuri. Ovvero controllare le proprie pulsioni alla ricerca di equilibrio interiore controllando aggressività ed emotività. Il punto nodale è che questi individui sono cresciuti in un humus tale da predisporre a certe scelte. Detto ciò essendo sociologo, lascio i risibili sociologismi del ‘è colpa della società se….’ a chi non pratica la nobile arte disciplinare della sociologia. Qui come nelle altre situazioni dove gli individui agiscono scegliendo, conta la decisione e scelta di agire in un modo ritenuto migliore di molte alternative dell’azione, poiché l’attribuzione laica di una responsabilità in capo all’individuo, come nella migliore disciplina giuridica, costituisce il campo di scelte e decisioni che l’individuo può o vuole intraprendere. Ovviamente non dimenticando che un soggetto con buon tenore di vita e sicurezza economica avrà un range molto maggiore di possibilità di scelte rispetto a chi nella scala della disuguaglianza sociale occupa con fatica gli ultimi gradini. Perché non si dovrebbe mai dimenticare, lo dico a chi possiede proprietà e denaro, che chi sta bene colloca il sé nel mondo al centro ritenendo che tutti stiano come lui, mentre un deprivato o povero avrà molto più chiaro le disuguaglianze e divari di reddito e di stili di vita con chi gli sta vicino. E forse sarà più solidale dei ricchi, presi ad occupare il tempo a gestire ricchezze e beni materiali.

Vuota immagine di un’epoca in cui l’affermazione del culto della violenza è l’epifenomeno di una tendenza ad accaparrarsi oggetti, beni, denaro, rispettabilità. L’aumento di separazione dalle aspettative di sogno dei bisogni soddisfatti con tutti i mezzi, dinanzi alle reali frustrazioni di quelle aspettative sempre più difficili da conseguire, costituisce lo iato, lo scarto, la frattura, entro la quale spiegare atti e comportamenti sociali. Insomma, lo splendido capitalismo ci mette del suo con prodotti esposti 24 ore ogni giorno su scaffali lucenti, infìdi, sbrilluccicantidi un capitalismo delle merci che manipola il desiderio individuale nel possesso come affermazione del sé, di sé. In mancanza di tutto il resto. Attorno ed interiormente agiscono modelli di comportamento ed imitazioni sociali che attribuisco a tre dinamiche oggi presenti nel panorama sociale.

Appare indispensabile descrivere le magmatiche relazioni sociali che agiscono nella complessità contemporanea con l’ausilio di tre movimenti o vettori culturali dell’ambivalenza autonomia e vitalismo che intersecano lerelazioni sociali con cui gli attori si scambiano un capitale immateriale di fiducia che presenta i seguenti caratteri.

Innanzi tutto mi riferisco all’esaltazione della libertà come scioglimento di ogni vincolo, del legame da/con gli altri. Parametro degli ultimi anni, laddove la libertà viene avvertita come distanza dagli altri che opprimono e viene coniugata da un movimento dell’autonomia quale distanza dai compiti e dagli impegni istituzionali di ‘costrittori normativi’ sempre più evanescenti lontani inaffidabili. Il coté soggettivo è costituito dalla rilevanzaquasi unica di scelte morali soggettive, da una contrazione del sociale, da una libertà intesa come responsabilità anti o a-istituzionale o comunque da cui sentirsi sottratti. Mondo globale e trattamento elettronico dei dati tramite la Rete sono i fattori incidenti di oppressione di un respiro individuale affannoso per intromissione pervasiva simultanea permanente di realtà intorno a noi. La troppa realtà, l’iperrealtà di messaggi comunicativi, azioni, mediazioni, negoziazioni, conflitti, determinano una fuga dal sociale o per dirla con Erich Fromm, una Fuga dalla libertà, tanto invocata. Ma la libertà per se stessi non esiste se non laddove la propria venga appresa, negoziata, espressa a ridosso della libertà altrui. Ricorda qualcosa? Sì, è Voltaire ed il pensiero è quello oggi in crisi dell’Illuminismo, pedagogia delle relazioni sociali, sostituita da violente negazioni dell’Altro, sì da negare dunque se stessi. Connessa a quella libertà del singolo si affaccia una crisi della dipendenza reciproca ovvero che la mia azione interseca quella altrui, che il mio dipendere da scelte oltre me costituisce il frontespizio di un riconoscimento dell’altro, oggi collocato lontano ed all’opposto nella società, in politica, negli affetti, in un processo di polarizzazione della vita sociale. Infine agisce un movimento del vitalismo, autoreferenziale perMarco Revelli, associato ad un assembramento tra solitudini. Relativa ad una divaricazione tra una teoria normativa della sovranità ed un percorso biopoliticodella/sulla vita accentuato dalla biosicurezza post covid19, unita ad una restrizione della morale dei princìpi ed un ampliamento dell’autorità etica soggettiva. In sostanza una diffusa disaffezione pre/post-sociale nell’era tecnologica. L’uomo ribelle verso un sociale troppo prossimo, una natura umana pressata da un diffondersi della tecnologia che da tecnica ad hoc diviene un ambiente di sistema che finisce per prenderci in ostaggio. E nessuno pagherà il riscatto, se non provando a riscattarci ognuno per sé senza Dio per tutti avendo chiaro che viviamo una condizione storica delicatissima nel passaggio dal contratto sociale ad un patto contingente in cui responsabilità, impegni, de-liaison sociali si sfidano a fidarsi nella connecting society la società della connessione permanente (Conte, Fiducia 2.0, 2012). Ma la connessione non è ancora una relazione. La prima è saltuaria, la seconda richiede impegno responsabilità e riconoscimento reciproco.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.