venerdì, Aprile 3

Web, acquisti e sicurezza

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L’avvento di internet ha probabilmente rappresentato il fattore di cambiamento più radicale dei nostri tempi. Lo stesso modo di vivere e di percepire la realtà dei nostri tempi ne è uscito stravolto, aprendo la strada all’era della comunicazione digitale diretta. Una netta cesura con il passato che ha visto crescere e maturare nuovi strumenti e servizi che hanno, in modo più o meno diretto, trasformato il vecchio mondo analogico, nell’universo digitale cibernetico.

Oggi il web ci permette di comunicare in tempo reale con l’altro capo del mondo, di essere informati, di avere accesso a fonti illimitate di conoscenza settoriale, di ordinare una pizza o di comprare l’ultimo modello di telefonino al prezzo migliore del mercato. Già, perché gli acquisti online sono diventati (anche in Italia, nel corso degli ultimi anni) un’abitudine diffusa e condivisa da parte di una larghissima fetta della popolazione, attirata dalla possibilità di poter effettuare i propri acquisti con la massima comodità, scegliendo da un’ampissima gamma di qualità e di prezzo dei prodotti, e (cosa ancora più importante) in tutta sicurezza.

In effetti, uno dei problemi che sono stati maggiormente percepiti dagli ‘internauti’ di ‘primo pelo’ è stato l’enorme gap di sicurezza che investe tuttora le informazioni che viaggiano sul web, specie per quanto riguarda i trasferimenti di denaro. Un vuoto strumentale che è stato colmato grazie all’avvento di realtà e soluzioni, proposte da differenti player privati internazionali, che garantiscono pagamenti e trasferimenti di denaro in sicurezza e nel più stretto riserbo di dati e informazioni sensibili.

Un esempio interessante è il sistema paysafecard, carta prepagata (che, quindi, già offre un certo grado di tranquillità all’acquirente) con cui è possibile effettuare pagamenti via Internet senza indicare i dati né gli estremi del conto corrente o della carta di credito personali. Uno strumento acquistabile presso 480.000 punti vendita e che basa il suo funzionamento sull’inserimento di un codice PIN a 16 cifre come unico requisito per effettuare un pagamento online.

Soluzioni come quella proposta dal sistema paysafecard, sembrano effettivamente sostenere chi, ogni giorno, sceglie di eseguire i propri acquisti sul web. Secondo un recente rapporto pubblicato da Netcomm, infatti, gli acquirenti online italiani hanno compiuto in media più di un acquisto al mese nel 2014, con un trend generale in crescita che ha visto solo in Italia oltre 200 milioni di transazioni realizzate nel corso dello stesso anno.

Un mercato che sembra anche essere favorito anche sul piano politico. E’ di pochi giorni fa la notizia, infatti, che l’antitrust Ue aprirà un’indagine sul commercio online per verificare se alcune aziende ostacolano di proposito la vendita di merci transfrontaliera, violando in questo modo i dettati dei trattati in materia di libero scambio delle merci. Una strada tutta in discesa, quindi, per i consumatori europei (e italiani) che ogni giorno di più si affidano al web per i loro acquisti? Staremo a vedere.

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