giovedì, Novembre 14

Von der Leyen e Lagarde: l’Europa che non ci serve. Bravo Conte! Salvini e Conte hanno fatto un capolavoro: un gruppo di Paesi, maggioritario e più ricco, Spagna e Portogallo inclusi, vogliono una Europa che cresca e non vogliono rischiare di rimetterci una quantità di soldi per le avventure italiane e per i mungitori orientali

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Non amo la dietrologia, e meno ancora i commenti ‘dei bene informati’, che sanno tutto, ma poi se si rivela che quello che sapevano è ben lungi dal realizzarsi, ‘dimenticano’ di averlo detto. Come Matteo Salvini, a quanto pare, che sui siti suoi o della Lega o non so cosa, avrebbe fatto in modo (non sapevo che si potesse fare) che se uno scrive49 milioni’ o ‘Siri’ e non so che altro, si vengabannato’. Bene bravo, evviva la democrazia, e viva la libertà del web, evviva l’intelligenza: sfuggire alle critiche solo impedendo di farle arrivare non solo è stupido -anche la più sciocca delle critiche può essere utile e talvolta illuminante- ma è l’anticamera per vietarle. Del resto, se puoifermarleprima o poi puoi anche impedirle alla fonte. Ma tant’è, non vi è nulla di autoritario, o di fascista, o di para-fascista in Salvini e Luigi Di Maio, o meglio è vietato dirlo … se solo lo accenni, Paolo Mieli e altri, a dir poco ti ‘bannano’. Del resto, se sei critico con Giggino, bene che ti vada ti buttano fuori dal partito, per decisione del ‘capo politico’, e magari ti chiedono pure 100.000 euro di multa.
Mi chiedo: da oggi se scriviCarola Racketeche ti succederà? magari potresti essere spedito in Germania, o altre cose terribili di questo genere. Come non amo la dietrologia, non amo i ‘l’avevo detto’, però, a onor di cronaca, così è nella vicenda della Sea Watch e della sua Comandante. Il gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto della Comandante. Ci torneremo quando avremo chiare le motivazioni, che per altro sembrano interessanti, le agenzie, infatti, riferiscono che oltre al fatto che non sussisterebbe il reato di resistenza a nave da guerra in quanto la motovedetta della Finanza speronata non sarebbe una nave da guerra, sarebbe «caduta anche la resistenza a pubblico ufficiale perché l’indagata avrebbe agito in adempimento di un dovere». Sono intervenuto più volte sui doveri del Comandante di una nave, prima e dopo l’arresto di Rackete, sulle responsabilità delle due parti, Comandante e Italia.
Per il momento, passiamo al resto.

Il Governo ha deciso, con il poderoso consiglio e supporto di Sergio Mattarella, sempre più prossimo a diventare il miglior Presidente della Repubblica italiana dopo Sandro Pertini, di fare una manovrina (‘assestamento’ la chiamano) di 7 miliardi: altro che i due o tre di cui i dioscuri parlavano, dicendo che non l’avrebbero mai fatta e che l’‘Europa’ si attaccasse al tram.
Qual è l’importanza di questo fatto? Due cose.
La prima è che i dioscuri, sia pure spargendo un po’ di veleno (specie Salvini che ne ha bisacce piene) si sono sottratti alla decisione del Consiglio dei Ministri, per, dicono i dietrologi più esperti, non metterci la faccia. Probabilmente, ne deduco, da ora in poi se uno scrive ‘assestamento’ o ‘7’ sui siti dei due o su quelli da loro controllati, saranno bannati … così imparano a consultare quei siti!
La seconda è che altro che piccolo aggiustamento dei conti! Sono stati sottratti dal bilancio, ingrossato ad arte in deficit (ve li ricordate sul balcone a festeggiare?) qualcosa come un terzo, quasi metà, dei soldi pretesi contro le indicazioni della UE: anzi, si è tornati esattamente al punto di partenza!
E ciò spiega l’intervento deciso e secco di Mattarella. Ha in sostanza detto al resto di Europa: stiamo rientrando nei parametri, il resto è chiacchiera.
A mio modestissimo parere, questa è anche, almeno per ora, la pietra tombale sulla flat tax e le altre strane invenzioni dei dioscuri. Non puoi spendere 10 e più miliardi che non hai, dopo avere ‘restituito’ quasi la stessa cifra; tanto più che, se ben capisco, per il prossimo anno le misure restrittive non saranno da poco, se non altro per la necessità di recuperare l’IVA.

Invero il Presidente ha detto anche un’altra cosa, e in termini di rara perentorietà, e rivolto evidentemente all’interno e all’esterno … a rischio di diventare strabico, quando ha detto: «vi sono problemi che nessun Paese europeo da solo può affrontare, ma che insieme, come Unione, possiamo affrontare con successo e possiamo contribuire alla vita del mondo allo stesso livello di influenza dei grandi giganti statualiÈ facile – ed è indiscutibile il rilievo – che la differenza demografica presente e futura, tra Africa e Europa, renda questo fenomeno inarrestabile se non governato con intelligenza, e tutti insieme, dai Paesi d’Europa, dall’Unione europea, in collaborazione con i Paesi dell’Africa da cui nascono i flussi migratori». E che poteva dire di più!

E dunque, a dimostrare quanto valgono, umanamente almeno, i due dioscuri si nascondono, per poter dire che sì, è vero, è stato fatto, ma loro non c’erano e se c’erano dormivano, anzi, litigavano, anzi, facevano finta di litigare. E poi avete dei dubbi che siano due grandi statisti?
Peraltro tutti a fingere di litigare tra di loro anche su altro: Di Maio a fare il giudice e il boia delle Autostrade (ci è abituato), per fare dispetto a Salvini; Salvini tutto preso a giudicare e decidere quello che gli pare sui migranti, minacciando l’espulsione della Comandante Rachete dopo la sua liberazione.

Due solo brevi osservazioni sulla coincidenza di mentalità anti-democratica dei due. Di Maio pretende di giudicare prima e a prescindere dai giudici sulla questione Autostrade e nella sua smania anti-imprese vuole distruggere la società. Salvini, giudice e accusatore al tempo stesso (ma non era per la separazione delle carriere?), vorrebbe fare tutto da solo e espellere la Comandante Rachete, che equivale a sottrarla sostanzialmente dall’eventuale giudizio (sì certo, può essere giudicata lo stesso, ma sarebbe ben altra cosa), ma anche ad impedirle di ‘godere’ dell’eventuale proscioglimento: non a caso ho citato proprio il precedente molto simile della Cap Anamur.

Intano, Giuseppe Conte ha cercato digestire la situazione nomine a Bruxelles. Nel bene o nel male, ha bloccato Frans Timmermans, particolarmente inviso a Salvini e dopo un suo messaggio ultimativo, utilizzando, però, un espediente tipicamente accademico: ‘Timmermans è una persona ottima, ma il metodo con cui viene proposto è sbagliato e quindi mi oppongo… al metodo, peraltro deciso proprio dal Consiglio, che aveva dato mandato a quattro Stati, tra cui la Spagna, di fare proposte.
Ho passato una vita nelle Università, e ho sentito mille volte usare questo espediente, compresa la laudatio non petita di quello che si cerca di fregare: non insulti il nemico, ti opponi, ma hai una via di suscita per salvare la faccia, dato che puoi sempre dire che, cambiato il metodo, si può accettare il candidato. Tipico, giusto un tantino ipocrita, ma insomma, specie se poi (fiutando l’aria e la proposta di Emmanuel Macron) dici che ti ‘piacerebbe una donna’, tra l’altro un po’ ambigua come frase. I dietrologi dicono che è stato Salvini ad imporlo, facendo addirittura telefonate a Viktor Orbán e altri. Forse sì, forse no: dietrologie.

I fatti, comunque sono. Timmermans è uno dei pochi in Europa ad essere sempre stato contrario alla cosiddetta austerità alla tedesca, uno dei pochi che ama davvero l’Italia, ed è anche uno dei pochi che ha fortemente criticato i regimi illiberali dell’Europa dell’est, che piacciono solo a Salvini. La signora Angela Merkel lo ha proposto perché convinta che dell’austerità se ne ha abbastanza, ma si è trovata in difficoltà col suo stesso partito, che non vuole un socialista: logica d’altri tempi. Macron fa il pesce in barile, perché vuole la BCE. E l’Italia?

Certo, l’Italia, schierata con Visegrad e qualche altro Stato piccolo riesce a bloccare Timmermans, ma induce la signora Merkel (bruciata sul filo di lana) a riconoscere la sconfitta (imparate, signori, imparate!) e a imporre un … popolare, anzi, una popolare a lei fedelissima, Ursula Von der Leyen: insomma, il contrario di quello che ci serve. Anti-russa, fortemente atlantista, fedelissima della signora Merkel, l’opposto di ciò che vuole Salvini, certamente, Putin a parte, poco propenso al ‘rigore’ nei bilanci.
Ma costoro non hanno mai avuto idee costruttive e quindi amano governare sulle macerie o almeno sulla confusione. E l’arrivo della signora Christine Lagarde alla BCE non è esattamente l’ideale per noi.

Italia, ho detto, conPaesi piccoli’ e già mi sembra di sentire qualche Lettore scandalizzato dire che no, gli Stati valgono ognuno per uno: uno vale uno, direbbe Di Maio, se sapesse che vuol dire! La cosa non è marginale perché forse non sanno, e comunque non dicono, che in queste cose non solo si vota a maggioranza, ma dove ilvaloredi ogni Stato èmisuratosulla base di fattori come la forza economica e la popolazione, e quindi per bloccare qualcosa occorrono moltiPaesi piccoli’ per eguagliarne uno grande, e, infatti, la signora Merkel lo ha detto: non voglio forzare, ma la maggioranza la ho. La Merkel, infatti, è una politica, non una politicante.
Il risultato finale, mi pare, è una buona vittoria dell’odiato Macron, mentre l’Italia è fuori gioco, almeno dai giochi che contano, poi una vicepresidenza non si nega a nessuno, e per noi è una abitudine.
Ma ora ragioniamo un momento.

L’Italia immagina di essere leader di quei Paesi (‘Paesi piccoli’), i quali, peraltro sono i più decisi ad opporsi alle avventure di bilancio italiane. Ma, posto pure che non sia così, quei Paesi, tutti quei Paesi, specie quelli di Visegrad, sono quelli che concepiscono l’Europa come una vacca da mungere, ma alla quale portare il minimo possibile di fieno. Se l’Europa è la vacca e quelli sono i mungitori, chi sono quelli che fanno il latte, cioè che portano la maggior parte del fieno? I Paesi più grandi’, Italia inclusa, che, infatti, ha pagato molto per ‘aiutare’ i mungitori e non solo, anche la Spagna, per esempio.
L’idea di Salvini e Di Maio è quella di non dare nulla all’Europa e di cercare qualcosa da mungere. Bene. Ma ora la situazione rischia di essere questa: un gruppo di Paesi, maggioritario e più ricco, Spagna e Portogallo inclusi, vogliono una Europa che cresca e non vogliono rischiare di rimetterci una quantità di soldi per le avventure italiane e per i mungitori orientali. Ma specialmente, posto pure che l’Italia fosse mai leader di quei Paesi, sarebbe solo leader dei ragazzi della via Pal (non a caso, una strada di Budapest, capitale dell’Ungheria di Orbàn … lo dico a beneficio specie di Di Maio e Salvini) di ragazzi, cioè, dove tutti erano generali, salvo uno! L’Italia?

E se quindi, alla fine, l’Italia si trovasse isolata con i suoi Paesi di Visegrad, e il resto dell’Europa ci dicesse ‘va bene, fate pure, arrivederci e gestitevi i vostri bilanci in deficit e andate a mungere qualcun altro?
Lo so, è una cosa che ripeto spesso, ma a me sembra sempre più verosimile, benché terrificante.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.