martedì, Marzo 19

Voltastomaco da non-politica della cattiveria ipocrita Dal Trentino alla Campania la non-politica cattiva e ipocrita che disgusta

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La politica (per non parlare della politica legislativa, la politica del diritto, insomma) dovrebbe essere il regno del ragionamento e della discussione, della strategia nell’interesse di una Comunità umana che si chiama Stato e che in quanto tale fa parte di una più ampia Comunità che si chiama Comunità internazionale. Non vi è dubbio alcuno -mica sono nato ieri mattina ahimè (tranquilli: c’è chi si strofina le mani soddisfatto!)- che questa è una visione un po’altadella politica, ma è la visione di coloro i quali, nel bene o nel male, immaginano di riformare la politica, di cambiare e non di dire di ‘cambiare’.

È ovvio che cercare di fare prevalere la propria tesi è perfettamente legittimo, ma non solo non è ovvio per nulla, né legittimo, usare mezzi impropri e magari violenti per farla prevalere o, peggio ancora, approfittare del proprio ‘potere’ per limitare o addirittura offendere i diritti altrui e l’altrui onorabilità, ma nemmeno è ovvio che la politica venga ridotta al solo cercare di prevalere gli uni sugli altri, magari insultandoli. Ma su questo cercheremo di tornare in altro momento.

La politica, insomma, dovrebbe avere come sua regola di base, il rispetto per gli altri, a cominciare dagli avversari. Insomma, avere un avversario politico non può, né deve significare avere un nemico e trattarlo come tale. In altre parole ancora, come ho scritto ripetutamente in questi giorni: la politica non prevede la cattiveria o, se preferite, la cattiveria non è politica, ma è solo semplice, banale, volgare cattiveria.

Ma quando, poi, la cattiveria diventa ipocrisia, per nascondere la cattiveria fine a sé stessa con motivazioni di ordine ‘superiore’, allora la cosa non mi indigna, sul piano politico e concettuale (umanità a parte), ma su quello del disgusto, pur confessando di avere lo stomaco molto delicato.

Per dirla in altro modo, Matteo Salvini, per esempio, a me pare quanto di peggio io possa immaginare, ma ha unpregio’: è chiaro, netto. Lui non vuole gli stranieri, senza se e senza ma. Non mi piace ma è così, lo accetto e, se posso, lo combatto, non dico lo critico, perché la critica prevede interlocuzione concettuale, non solo verbale. Ma quando invece nega che il suo atteggiamento sia fondato su una mentalità razzista, la stessa dei suoi compari e soci più o meno nordici, è un ipocrita; e gli posso anche dare atto di buona fede, cioè di non essere in grado di rendersene conto! Per cui, nei confronti di Salvini, io provo al tempo stesso rispetto per le sue idee sbagliate, e disgusto per la sua ipocrisia.

Viceversa, ci sono quelli che a parole non sono né anti stranieri né razzisti, ma in realtà sono profondamente e completamente (stavo per dire ‘concettualmente’, ma forse è una parola troppo grossa?) xenofobi, tanto per non fare nomi, Luigi Di Maio, Beppe Grillo, ecc., e qui c’è solo ipocrisia. La stessa per cui, allo scopo ignobile di apparirebenevolente e generoso, di fronte al dramma di 49 persone da settimane in mezzo al mare (e la colpa non è, sia chiaro non è solo sua o italiana!), cerca di farsi bellodecidendo di accoglieredonne e bambini’ (tra l’altro una infamia, se quelle donne e bambini sulla nave hanno mariti e padri), salvo poi ad esseresoccorsodal sempre più irrilevante -e questo sì, davvero viscido- Giuseppe Conte che ne prenderebbe volentieri una quindicina … così, come io dal verdumaio scelgo una decina di bei carciofi. Questo, confesso, mi riempie di disgusto: lo so, non sono un buon letterato, ma non trovo altre parole perché sento lo stomaco contrarsi, come potete immaginare. Salvini no; Salvini vorrei poterlo combattere, se fosse possibile con le armi del ragionamento e della cultura, comunque con quelle della politica: mi indigna, non mi disgusta, se non quando nega di essere razzista. Beninteso, prima di essere coperto di contumelie, io comprendo benissimo quanto il tema sia scottante e politicamente delicato, e ne ho scritto qui più e più volte riconoscendone il ‘valore politico’ e lo spessore giuridico, ma non riesco a sottrarmi, diversamente da questi individui che ho citato sopra, dal sentire nello stomaco e nella testa il dolore, la disperazione, la paura di quei 49 poveri cristi, in mezzo al mare, al freddo, oggetto di uno scontro politico, ma loro sì: ‘poveri Cristi’!

Questi, nel mio piccolo, sono i parametri con i quali ‘ragiono’, tra virgolette, perché molti possono pensare che io non ragioni, ma non che rutti, almeno questo dovete concedermelo, e con i quali cerco di valutare (mai giudicare!) ciò che fanno gli altri.

Per esempio. 

Quando il vicesindaco di Trieste, raccoglie da terra, forse senza guanti l’impavido, le coperte di un senza tetto e le getta tra i rifiuti, commette un atto di cattiveria fine a se stesso, un atto di razzismo profondo, completato dallagiustificazioneipocrita che non sapeva che non erano abbandonati e che vorrebbe trovare quel povero disgraziato per risarcirlo del danno, salvo ad aggiungere che gli risulta che ogni giorno cambi 100 euri di monete. Quando ciò accade, a me, il disgusto sale nel gargarozzo in fretta e devo guardare da un’altra parte.
Solo che, benché strabico, vedo un altro bell’esempio di razzismo e ipocrisia disgustoso, quando un tale Assessore Trentino, se non sbaglio, pubblica la filastrocca ad imitazione di quella della befana, non naturalmente senza il solito colpo basso alla magistratura che li rilascia subito, gli infingardi migranti, peraltro largamente utilizzati ‘in nero’ da varie aziende della zona. È vero, confesso, però, che sto ancora torcendomi dalle risa (anche un po’ sconciamente) quando ho letto che un dipendente dell’Assessore triestino, un vigile urbano, multa il suo ‘capo’ per avere gettato rifiuti impropri nel cassonetto sbagliato. Posso anche, sono in vena anch’io di cattiveria oggi, immaginare che il Sindaco del predetto vicesindaco, grazierà quest’ultimo dalla multa … per solidarietà razziale.

Come dicevo prima: questa è politica? 

Ma quanto a ipocrisia, c’è solo da scegliere. Se è vero, come mi pare che sia vero, che il signor Antonio Di Maio da Pomigliano d’Arco/Mariglianella ha circa novanta giorni di tempo per abbattere alcuni manufatti sul suo terreno in quel di Mariglianella. Sono certo che alla scena assisteranno (esterrefatti e plaudenti, ma non preoccupati) molti abitanti di Mariglianella, in provincia di Napoli, dove mai è accaduto nella storia che si evadessero le tasse, o che si costruisse qualche piccolo o grande edificio abusivo, specialmente da quelle parti dove il fatto in sé e il conseguente abbattimento sono un fatto unico, uno spettacolo mai visto. Non sarà, invece -sempre preso dai suoi mille impegni ‘politici’- presente Luigi Di Maio, impegnato in visita ad Ischia a supervisionare i condoni delle abitazioni abusive ivi condonate.

Se, naturalmente, troverà il tempo per farlo, impegnato come è a scegliere quali dei 49 migranti importare in Italia a marcio dispetto della UE (dice), pare anche che stia stipulando accordi fondamentali con i non meglio identificati gilè gialli francesi, per conquistare l’UE in primavera, insieme a Salvini, che invece intende allearsi con altri. Vedremo. Uno, in politica, che fa vede se sei di destra o di sinistra (ah già non esistono più!), verifica se per caso sei razzista o fascista o comunista? No, questa è politica nuova, questo è cambiamento: si sceglie il primo che capita, perché è contro Emmanuel Macron, l’odiato orrido Macron, in vista di una alleanza al PE. Vero, lo so, che il Ministro francese di non so cosa ha protestato dicendo a Di Maio di non interferire nei fatti francesi e che Di Maio ha subito strepitato che Macron ha interferito prima … il solito metodo infantile: quello ha fatto ciò e ora lo faccio io! Tié!

Come si dice, la madre dei cretini è sempre incinta e non stanno fermi un minuto, anche perché nel frattempo è partita un’altra bordata non da niente contro il nostro Paese e le sue speranze di sopravvivenza, sempre in nome di quella idea di disprezzo per chi non è come te, ma pretende di essere trattato come te. Mi riferisco alla cannonata (tale è, anche se i giornali poco ne parlano) del ‘moderato’ (riesumando?) Roberto Maroni che ‘rivendicauna maggiore fretta sulla strada della autonomia del Nord. Pare che la strategia preveda l’ennesimo tentativo di cambiamento della Costituzione (insieme ai referendum senza quorum!) con elezione diretta, questa volta, del Presidente del Consiglio e quindi a quel punto tutto diventerebbe più facile. La notizia ha il valore che ha, ma Maroni non è uno che parla a vanvera e di ruggini con Salvini ne ha da vendere. A parte che le mene indipendentiste del Nord, ricche di atteggiamenti razzisti verso il meridione, non è che siano sconosciute.

Perfino il doloroso episodio della bambina morta sulle nevi altoatesine ne è purtroppo in qualche modo una prova. Che gli italiani di lingua tedesca amino poco la lingua (ma non solo!) italiana è ben noto, nonostante abbiamo avuto dagli italiani vantaggi e prebende in grande quantità, ma quell’episodio è emblematico. Quel cartello era in tedesco e solo in tedesco. Ora sarà interessante vedere come Salvini e i suoi risolveranno il problema, è solo un cartello, certo, ma tutti sappiamo che è un ‘clima’, e a certe cose si dovrebbe rispondere in termini politici, non lasciarle solo cadere.

E poi, siamo alle solite, i soldi del Nord devono restare al Nord, il che equivale a fare saltare il principio di solidarietà nazionale, e, saltato quello, fare previsioni diventa molto azzardato. Non che ‘il Meridione’ abbia fatto molto per farsi rispettare!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.