giovedì, Novembre 14

Voi, Noi, Ipocriti assassini dei curdi, complici della Turchia Da Trump a Merkel, da Putin a Di Maio, passando per Conte: ipocriti. I molti modi in cui la comunità internazionale potrebbe fermare la Turchia ma non lo fa, non ha nessuna intenzione di farlo

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Quante volte ho scritto -magari ricordando il mio amico Giuliano Della Pergola e magari no- sulla ipocrisia, la doppiezza, le due verità, anzi tre, anzi quattro, dei nostri politicanti più o meno illetterati e di altri, italiani e non.

Ciò che accade oggi in Kurdistan (permettetemi di usare il nome vero di quelle terre, come definito all’art. 62 del Trattato di Sévres, mai entrato in vigore per il … voltafaccia degli anglo-francesi, degli americani e … lo possiamo dire? degli italiani!) è un esempio vivido e lampante di cosa siamo capaci di fare noiuominiper difendere interessi, che, e lo dico da internazionalista (mi fucileranno nella schiena, poi), non -ripeto non- sono interessi difendibili, perché sono solo presunti interessi dello Stato, sono la miticaragion di Stato’, che normalmente maschera (ipocrisia) interessi di parti o gruppi di interesse, che col diritto non hanno nulla a che vedere e nulla che vedere con la legittimità. Non dello Stato inteso per quello che è: perché lo Stato è l’ente che amministra e gestisce gli interessi delle persone (cittadini e non, e sparatemi di nuovo se vi diverte) perché il ‘diritto’, quello vero, quello da difendere sempre, è per le persone e deriva dalle persone.

Ieri sera le agenzie hanno battuto l’entrata in scena della Siria a fianco dei curdi: «Truppe del Governo siriano stanno muovendo verso il nord del Paese nell’ambito dell’accordo tra i curdi e Damasco per respingere l’offensiva della Turchia». A caldo mi verrebbe da scrivere: prevedibile, previsto, e ora è guerra (leggasi massacro) totale.
E torniamo all’ipocrisia, il ‘nome’ di questo ennesimo massacro.

Quando, finita la prima guerra mondiale, si decise, in quel Trattato di Sévres (conviene dare una lettura alla ricostruzione storica che ho fatto venerdì prima di proseguire qui), di assegnare certi territori ad un costituendo Stato curdo anche per ‘ricompensare’ i curdi dei massacri subiti, insieme agli armeni, sempre dai turchi, i ‘garantidi quell’accordo furono la Francia, la Gran Bretagna e l’Italia; e il territorio fu definito con estrema precisione, esattamente come fu definito quello della Palestina, prima da Lord Arthur Balfour, nel 1917, e poi dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 1947. Sarà un caso, ma per entrambe le ipotesi non apparepolitically correctparlare (lo dico in inglese se no il nostro raffinato Ministro degli Esteri potrebbe non capire). Di quegli accordi, di quei confini non si parla più, si rifugge, si scappa.
I politicanti, prima di tutto, che per lo più neanche sanno di che si tratta e meno che mai di dove siano il Kurdistan e l’Armenia: anzi -giusto per farmi qualche nemico in più- a un politico può essere consentito tutto o quasi, ma l’ignoranza crassa di certuni no. Ma anche igrandi giornalisti’ evitano pudicamente di dirne.

Dopo l’attentato disgustoso e criminale ad Halle, in Germania, contro una Sinagoga, avete sentito gridare all’antisemitismo, abbiamo vistograndi giornalistiparlarne, discettarne, perfino discuterne seriamente, ma avete sentito uno, uno solo di quelli, o uno, uno solo degliimportanti ebrei italianivittime della Shoah (altra cosa disgustosa, alla quale noi italiani non siamo stati estranei … e diciamolo, no?) che protestavano e lamentavano il ritorno dell’antisemitismo e dell’odio razziale, dire una parola, una sola, una di sfuggita, per sbaglio, per ricordare che oggi -sì- oggi proprio oggi- il popolo palestinese è ridotto in una sorta di schiavitù e di repressione quotidiana dagli eredi dei martiri della Shoah? Che una ragazzina palestinese che ha osato dare uno schiaffetto a un soldato israeliano che, armato più di un carro armato, si trovava sul suo territorio, è in carcere? Anche solo questo basterebbe, macchè!

Lo so, non si può dire, se lo dici sei a dir poco antisemita. Non lo sono, ma non mi importa nulla che qualcuno pensi che lo sono. Ma quello che certamente non sono è ipocrita. E quindi così come il problema degli ebrei va risolto bene, egualmente va risolto quello dei palestinesi: chi non lo dice e non cerca di farlo è ipocrita, non io.

Donald Trump decide di ritirare la presenza simbolica americana in Kurdistan, evidentemente previo accordo con la Turchia: quei pochi soldati non avrebbero potuto impedire nulla, ma la Turchia non avrebbe sparato nemmeno un turacciolo contro gli americani … ora che non ci sono più, ecco le bombe … e Trump, poverino, cade dalle nuvole, insieme al genero, ebreo, autore di un folle piano di cancellazione della Palestina. Ma poi, subito dopo, Trump torna sul tema e dice che la Turchia non deve esagerare, che se esagera sarà distrutta economicamente, che si deve contenere. Che vuol dire? Niente. Trump vuole salvare la faccia: ipocrita. Poi ieri ha ordinato il ritiro di mille soldati da tutto il nord della Siria in tempi rapidi.

La Germania, il leader adamantino di Europa, dopo averci ben pensato su, sospende le forniture di armi alla Turchia. Perché la Turchia senza quelle armi non può massacrare i curdi? Magari le armi le serviranno dopo avere consumato molta parte di quelle che in abbondanza già ha per massacrare i curdi, ma a dire il vero la Germania fornisce armi navali alla Turchia e quindi con i curdi non c’entrano. Cara signora Angela Merkel: ipocrita.

Vladimir Putin balbetta cose. Basterebbe muovere dieci carri armati in gita di piacere da quelle parti e la Turchia si fermerebbe all’istante, ma basterebbe sospendergli le forniture di petrolio e gas! ma per ora invita dolcemente alla moderazione, come Trump: ammazzate i curdi, ma non tutti insieme. Signor Vladimir Putin: ipocrita.

Ma veniamo alla nostra politichetta da cortile.

Conte-pochette dichiara, serissimo e severissimo (quasi strappandosi la mascella come è sua abitudine), che l’Europa non può accettare le minacce e i ricatti di Erdogan sui profughi. Questo è tutto? che vuol dire? Nulla, assolutamente nulla; a parte la frase da bar, lo ricordate? il pesce non si può mangiare col coltello … . Cioè vuol dire: massacrate chi volete, basta che non ci mandate i profughi per i quali (tanto per non dimenticare le ipocrisie di qualche anno fa) abbiamo pagato cifre che cambierebbero la nostra economia. E un discorso commerciale, abbiamo comprato quei profughi, li abbiamo pagati, ora tieniteli. Giuseppe Conte: ipocrita.

Il sedicente Ministro degli Esteri (quello che convoca l’ambasciatore turco, ma non lo riceve, lo sbologna al Sottosegretario!) grida serissimo che occorre di urgenza che l’Europa faccia qualcosa, intervenga, agisca, sospendendo le forniture di armi … e quelle che forniamo noi?. E poi, l’Europa? Quella che il Ministro clandestino sbeffeggiava a Strasburgo, dinanzi al Palazzo del Parlamento europeo, a due passi dalla sede della Corte Europea dei diritti dell’uomo (che sulla stampa e tra i ‘politici’ si continua a confondere con la Corte di Giustizia dell’UE, cosa del tutto diversa … ma si sa, quanto a cultura e geografia, noi siamo alquanto approssimativi) sbeffeggiava, dico, parlando di marchette … che raffinato diplomatico. Intervenga l’Europa: quella contro la quale ha sparato a zero, quella del duo Merkel-Macron, fino a ieri nemici giurati di Giggino e Matteo, quella alla quale ha strappato un deficit mostruoso sbracciandosi dai balconi, per poi silenziosamente fare marcia indietro e rinviare l’abolizione della povertà, quella che ci affama, ci perseguita, ci maltratta, non ci ama, quella alla quale si oppone al prestito delle opere di Leonardo in cambio di quelle di Raffaello, quella, proprio quella, ora viene richiamata all’ordine: faccia lei, si sbrighi, che aspetta! Luigi Di Maio: ipocrita.

Intanto, a scanso di equivoci, i curdi sono sotto le bombe e, come accade a chi si trovi in quelle condizioni, muoiono; i ‘civili’ fuggono dopo avere perso le case, gli averi, tutto quello che hanno.
E il resto del mondo tace e acconsente, Conte al massimo cambia la pochette per andare a fare il fenomeno a Napoli, ad ascoltare il ‘visionario’ Grillo -ora abbiamo anche questo nella nostra ‘politica’, i visionari.

Direte, ma perché, si può fare qualcosa?
Eh sì, proprio così. Si può, cioè si potrebbe, se quella gente che ho detto, ma specialmente gli ultimi, gli europei, gli anti-europeisti pentiti, ecc., facessero qualcosa.

Il trattato NATO, di cui la Turchia è parte, proibisce l’aggressione militare, alla luce della Carta delle Nazioni Unite; l’aggressione è un crimine contro l’umanità, perseguito dallo Statuto della Corte penale internazionale. Qualcuno potrebbe denunciare Erdogan, chiedere una riunione NATO … intervenire a dividere i contendenti. La Turchia potrebbe coinvolgere l’intera NATO in una guerra: ci va bene così? Ipocriti.

Magari ‘rischiando un po’’, l’Europa, o addirittura anche l’Italia da sola, potrebbe concordare con la Siria e la Russia l’invio di una delegazione militare, anche molto ridotta, ai confini con la Turchia, ad esempio a Kobane (una delle destinazioni delle truppe siriane che si stanno muovendo in queste ore dopo l’annuncio dell’accordo di ieri) e Afrin. Le nostre truppe sono in Libano a proteggere Israele, in Afghanistan non si sa perché, ecc.: non sarebbe nemmeno una novità, e abbiamo pure ben tre portaerei che potrebbero essere utili.
Insomma, in una situazione in cui in spregio di ogni norma di diritto internazionale, ci sono soggetti come la Turchia, gli USA e la Siria e Israele, e la Russia, ecc., giocherellare un pochino anche noi con la forza aiuterebbe … e magari indurrebbe a un po’ di riflessione in Libia.

Minacciare di uscire dalla NATO, come acutamente propone Galli della Loggia, avrebbe sì un effetto clamoroso, ma, a parte che non sarebbe credibile, potrebbe solo aprire il solito balletto inutile.

La Turchia fa parte del Consiglio di Europa (quello che i politicanti vari e giornalistucoli vari, confondono con l’UE) che può adottare sanzioni, che possono giungere fino alla espulsione, come avvenne nel caso della Grecia. E sorvolo sul fatto che la Turchia è perfino più condannata dell’Italia per violazioni dei diritti dell’uomo! Ma si sa, nessuno ha detto una parola per il -letteralmente- colpo di Stato di Erdogan che ha affossato la democrazia. Oggi come ieri, tutti zitti e mosca: ipocriti.

L’UE (ma anche singolarmente i vari Stati, Italia inclusa) ha con la Turchia accordi commerciali fortissimi e le norme comunitarie permettono, anzi, richiedono, che non si forniscano aiuti a Stati che violano il diritto internazionale e i diritti dell’uomo e siano in guerra, si potrebbero attivare quelle clausole, che sarebbero certo più efficaci della sospensione della vendita di armi, che per ora non servono.

Ma se ne discuterà, con calma, al momento opportuno, se proprio necessario e compatibilmente con i vari impegni più importanti, come la ‘kermesse’ (mah!) napoletana e altre analoghe.

Ah, dimenticavo. Salvini propone di bloccare le trattative con la Turchia per il suo ingresso in Europa … poverino non lo sa: sono già praticamente bloccate da anni, ma noi alla Turchia vendiamo di tutto e la Turchia, amica di Salvini, è sovranista, in Europa non ci vuole più entrare.

Ma poi, qualunque cosa si volesse fare, voi ve li immaginate il bel Conte e Giggino a fare politica internazionale, per giunta! Suvvia, in materia di ipocrisia, qui siamo maestri!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.