giovedì, Ottobre 1

Vitalizi, verso l’abolizione per i condannati

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All’Ufficio di Presidenza del Senato si discute sull’abolizione dei vitalizi ai parlamentari e consiglieri regionali condannati in via definitiva, il MoVimento 5 Stelle incontra il Presidente del Senato Pietro Grasso mentre Beppe Grillo fuori da Montecitorio dichiara che i pentastellati voteranno contro. La Lega vuole l’eliminazione totale, anche per i non condannati, mentre Italia dei Valori manifesta fuori dalla sede della Camera. La Gazzetta Ufficiale pubblica la sentenza della Corte Costituzionale che blocca gli adeguamenti delle pensioni, per la sostenibilità del sistema previdenziale il Governo pensa a rimborsi solo al di sotto di una soglia minima, che potrebbe essere di 5000 euro. Archiviata la legge elettorale, il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi annuncia il prossimo obiettivo dell’esecutivo: rivedere il conflitto di interessi, proteste soprattutto da Forza Italia, che vede il proprio leader Silvio Berlusconi preso di mira. Disegno di legge ‘buona scuola‘, il Partito Democratico incontra le organizzazioni sindacali, ma avvisa che, pur con la volontà di ascoltare tutti, non ci saranno modifiche sostanziali. Dopo la Conferenza StatoRegioni, i Comuni decidono di ripartire i tagli fra le Città Metropolitane alleggerendo Roma, Napoli e Firenze, per una maggiore equità, a margine il Ministro dell’Interno Angelino Alfano chiede a Regioni e Paesi dell’Unione Europea di dividersi nell’accoglienza agli immigrati, che per Alfano potrebbero lavorare gratis per i Comuni se senza impiego. Infine schieramenti politici che si riorganizzano, dopo l’addio al Pd, Pippo Civati aderisce al Gruppo Misto, ma pensa a coalizioni con Maurizio Landini, segretario della Fiom. Nichi Vendola scioglierà Sinistra, Ecologia e Libertà, pronta la creazione di nuovi gruppi, mentre il centrodestra è diviso sulla proposta di Berlusconi di un contenitore unico, il Partito Repubblicano.
Scintille in mattinata nell’Ufficio di Presidenza del Senato, dove si discuteva sulla revoca dei vitalizi ai parlamentari condannati in via definitiva, a scatenare il putiferio ci ha pensato il senatore democratico Ugo Sposetti, che ritiene il tema atto solo a «lisciare l’antipolitica». Si dissocia lo stesso Partito Democratico, il capogruppo Luigi Zanda precisa che Sposetti «ha preso la parola a titolo personale». Più dure le reazioni del MoVimento 5 Stelle, che accusa la maggioranza di «indecenza» e «disonore». Una delegazione di pentastellati, composta da Laura Bottici, Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino ha incontrato il presidente del Senato Pietro Grasso: «l’ultima bozza di delibera è un compromesso a estremo ribasso che agisce su una strettissima cerchia di ex parlamentari, garantisce il vitalizio a tutti gli altri». Le richieste sono anche per i condannati per reati con pene di massimo quattro anni – come previsto nella bozza originale, ora si è saliti a sei anni – e per abuso di ufficio, l’esclusione del ripristino del vitalizio e della sua reversibilità in caso di decesso.
Dal sit-in di piazza Montecitorio Beppe Grillo sostiene che così com’è la legge non sarà votata dal M5S. Alla protesta aderisce anche Italia dei Valori, il segretario Ignazio Messina afferma che «le camere hanno il dovere morale di cancellare la vergogna dei vitalizi erogati agli ex parlamentari e consiglieri regionali che abbiano conseguito condanne definitive. Non sono più ammissibili indecisioni». Va oltre la Lega, che ha depositato una proposta di legge contro ogni vitalizio o pensione. Forza Italia ritiene invece che la sospensione sia congrua per i reati gravi, ma che data l’importanza della misura le decisioni vadano prese in maniera corretta, per non cadere nel rischio che siano inefficaci. Serve cioè una legge e non una semplice delibera, per evitare che la Corte Costituzionale la bocci.
E a proposito, la sentenza della Corte Costituzionale che ha bloccato gli adeguamenti alle pensioni acquista efficacia, la misura è stata infatti pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Si ipotizzano ora rimborsi sotto una soglia minima, «non è giusto pensare di rimborsare anche le pensioni più alte, cinquemila euro potrebbe essere una soglia», afferma il Sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, di Scelta Civica. «Siamo in un contesto dove la sostenibilità del sistema pensionistico è stata mantenuta con sacrifici molto grandi chiesti ai pensionati di domani e ai quasi pensionati. Giusto rispettare la sentenza, ma anche l’equità intergenerazionale». Di diverso avviso il segretario della Lega Matteo Salvini, «qui c’è uno Stato ladro che ha derubato 6 milioni di pensionati, come si fa a decidere che erano pensioni alte quelle da 1445 euro lordi? Se questa gente ha versato contributi è giusto che vengano restituiti fino all’ultimo centesimo con una letterina di scuse».
Dopo aver varato la legge elettorale, il Governo si concentrerà ora sul conflitto di interessi. Il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi annuncia che nelle prossime settimane sarà chiesta la calendarizzazione in Commissione, la speranza è terminare l’iter entro giugno. Dura la replica di Forza Italia, che vede nel suo Presidente Silvio Berlusconi il vero bersaglio, il capogruppo Renato Brunetta contrattacca e accusa il Primo Ministro Matteo Renzi di avere i suoi conflitti di interessi, «pensi alla sua finanza di relazione, ai suoi amici finanzieri, nelle banche, nei giornali. A noi delle minacce della Boschi non ce ne importa proprio niente, ce ne facciamo un baffo». «Dopo la legge elettorale il Governo vuole occuparsi di conflitto di interessi, due temi che non interessano ai cittadini. Più che una riforma quella annunciata dal Ministro Boschi appare come un ricatto, una minaccia neanche tanto velata a Forza Italia per non fare il referendum contro l’Italicum e non ostacolare l’abolizione del Senato», aggiunge Elvira Savino, capogruppo Fi in Commissione Politiche della Ue della Camera. «A Renzi non interessano i problemi degli italiani, si sta occupando solo di se stesso».
Partito Democratico che intanto nella sua sede incontra i sindacati per trattare sui punti del disegno di legge ‘buona scuola‘. «Andiamo a verificare la disponibilità del Pd», dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della delegazione di insegnanti Gilda, «abbiamo dei punti fermi che sono il no allo strapotere dei dirigenti scolastici, no alle assunzioni dirette e no a un albo che precarizzi gli insegnanti, dal momento che dopo tre anni potrebbero essere rimossi». Punti su cui il Pd si dimostra comunque inamovibile, «se non ci saranno ascolto e dialogo pieni la conclusione dell’anno scolastico sarà tutt’altro che serena», avvisa Di Meglio, «contro la riforma si sta creando un fronte contrario compatto».
L’Associazione Nazionale Comuni Italiani raggiunge l’intesa nel corso della Conferenza Stato-Regioni per rimodulare i tagli imposti dalla legge di stabilità, troppo penalizzanti per Roma, Napoli e Firenze. Il nuovo riparto prevede tagli rispettivamente per 9.1, 10.8 e 4.1 miliardi. «L’Anci ha dato una significativa dimostrazione di solidarietà», commenta il suo Presidente Piero Fassino, «Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Bari e Reggio Calabria hanno accettato di dare un maggiore contributo alla manovra». A margine della Conferenza il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha parlato di immigrazione, invocando «equa distribuzione tra tutti i Paesi dell’Europa ed equa distribuzione in Italia. Su questi due principi nessuno può essere contro». Alfano lancia poi la sua idea contro il tenere inoccupati i migranti, «dobbiamo chiedere ai Comuni di far applicare una nostra circolare che permetta di far lavorare gratis gli immigrati che vi risiedono, invece che tenerli lì a non far niente almeno li facciano lavorare». «Alfano si vergogni», ribatte il capogruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà alla Camera Arturo Scotto, «oltre alla decenza si perde pure l’umanità, ritiri la circolare».
Dopo l’abbandono del Pd, Pippo Civati aderisce momentaneamente al Gruppo Misto, ma ci sono altri movimenti in vista. Intanto c’è stato un incontro con il segretario della Fiom Maurizio Landini, «ci siamo visti, per me è un interlocutore. Non credo che la sua iniziativa si chiuda in un fronte sindacale». Civati torna anche sullo strappo con il Premier, «non ho tradito, è Renzi che non ha rispettato il programma con il quale siamo stati eletti. Esco per coerenza, per le troppe differenze di metodo e di merito e per lo spostamento a destra del baricentro politico. La mia credibilità si stava offuscando». «Capisco la scelta di Pippo», interviene un altro esponente della minoranza Pd Stefano Fassina, «ma lasciare un partito non è una scelta soltanto individuale. Voglio fare scelte condivise e coordinate con chi in questi mesi ha portato avanti proposte diverse».
E di grande manovre parla anche il leader di Sel Nichi Vendola, intanto il partito non ha presentato i propri simboli per le prossime Regionali, poi si sarà «pronti per costituire gruppi nuovi sia alla Camera che al Senato, partiamo con chi ci sta, il nostro progetto non è la conservazione di un piccolo partito, vogliamo creare una grande sinistra innovativa sul piano politico-culturale. Nel Paese c’è un’opposizione sociale che cresce, che non accetta la religione dell’obbedienza, della politica ridotta a marketing». La ‘coalizione sociale‘ proposta tempo fa da Landini resta una «prospettiva necessaria a ricostruire vincoli di solidarietà, ma c’è bisogno di costruire non la somma algebrica delle sinistre sconfitte, bensì una nuova agenda di Governo».
Si profilano cambiamenti anche nel centrodestra, Silvio Berlusconi propone di raccogliere le forze nel Partito Repubblicano, ma le reazioni sono diverse. «L’ipotesi di un partito sul modello americano è un’idea che chi condivide i valori liberali dovrebbe prendere in considerazione», commenta entusiasta la deputata del Nuovo Centro Destra Nunzia De Girolamo, «il fatto che né Salvini né la Meloni siano disponibili non deve frenarci dal provare a costruire e  non a demolire». «Il Cavaliere non detta più legge», controbatte Francesco Storace, segretario de La Destra, «la pretesa di Berlusconi di ingoiare tutti gli ‘antisinistri‘ in un contenitore di cui lui decida forme, contenuti e sostanza richiama più Alberto Sordi che Barack Obama». Mentre dal repubblicano – nel senso del già esistente Partito Repubblicano italiano – Francesco Nucara arriva la diffida all’uso di tale denominazione, «ci siamo già noi dal 1895».

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