sabato, Gennaio 25

Virus Zika, proteste a Portorico contro i diserbanti tossici field_506ffb1d3dbe2

0

Centinaia di persone sono scese nelle strade San Juan ieri per protestare contro l’irrorazione aerea di pesticidi atti a debellare la minaccia del virus Zika. Misure d’urgenza sono state prese nell’ultimo mese dal Governatore Alejandro García Padilla, vista la rapida diffusione del virus nel Paese. Negli ultimi mesi ci sono stati centinaia di casi di contagio e, secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle malattie statunitensi (CDC), si contano campioni di sangue infetti anche tra la popolazione dei donatori. Il Governo ha assicurato che l’uso del pesticida contestato è utile alla prevenzione del contagio, ma secondo il sindaco di San Juan, Carmen Yulin Cruz, l’utilizzo di tale metodo può essere classificato come «terrorismo ambientale». La protesta ha riunito attivisti per la tutela dell’ambiente, contadini e studenti. L’attivista Melissa Vargas ha dichiarato che «il Governo non ci sta difendendo, non sta adempiendo al suo dovere di proteggere i propri cittadini». L’insetticida tanto contestato è il Naled’, usato spesso negli Stati Uniti a partire dagli anni ’60. È conclamata la tossicità per l’uomo: può causare dolore e irritazione alle vie aeree, malattie della pelle, ma soprattutto risulta fortemente pericoloso per le donne in gravidanza, a causa dei problemi che potrebbero pregiudicare la normale e salutare crescita del feto.

Il virus, da ciò che comunicano le fonti sanitarie, è trasmesso dalle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus o tramite rapporti sessuali. A Portorico si è verificata un’escalation di casi di contagio, preoccupante per i cittadini che, oltre a temere per la propria salute, si trovano in condizioni economiche non idilliache: l’isola infatti è in recessione economica dal 2006, con un debito che ha superato il 100% del Pil.

(video tratto dal canale Youtube di ‘Ruply Tv’)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore