mercoledì, Novembre 25

Virginia e la polizza. Il sostenibile talento del vuoto

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I bambini vorrebbero tutti il primo posto. Per conseguire l’obiettivo sarebbero disposti a sacrificare quote variabili di interesse generale. Succede anche ad alcuni adulti. Tanti personaggi pubblici rappresentano esempi di scuola.  

Possiamo grossolanamente dividere bambini e adulti di cui sopra in due grandi categorie, quelli a temperamento attivo e quelli a temperamento passivoI primi, anche quando non sono dei geni, mi vengono in mente Beppe Grillo e Matteo Salvini, riescono a imporsi utilizzando metodi aggressivi e manipolatori.

Gli altri, invece, sono specialisti nei ripiegamenti, tendono a cercare il primato attraverso azioni passive, come l’ostentazione di una finta mitezza –finta perché i repressi in realtà sono i più risoluti- oppure esibendo servilismo. Prendono posizione con riluttanza, per questo sembrano saggi. Portano il fiorellino all’insegnante e scrivono dieci pensierini gentili su di lei, che si concludono sempre col classico “ti voglio bene maestra”, ma per tanti versi sono assai peggiori degli altri, perché mai veramente interessati al benessere del prossimo. La stella polare è puntare poco e vincere molto.

Conosco tanti sacerdoti fatti così, immancabilmente diventano cardinali e vescovi, ma anche tanti individui che popolano posti di vertice, scelti perché la loro inutilità viene scambiata per senso di responsabilità. I loro silenzi vengono interpretati come manifestazioni di intelligenza o di competenza, e in genere questo li conduce a carriere splendide. Quando decidono di dire la loro, di rado, durante i consigli d’amministrazione o le direzioni nazionali, danno sempre ragione al capo (non sto pensando solo ai tanti signorsì di Matteo Renzi), che in genere proviene dall’altra categoria, quella degli ex bambini attivi. Insomma, sempre in cerca dello sguardo benevolo del superiore.

Inutile dire che Virginia Raggi appartiene a questo seconda categoria di ex bambini passivi, anzi ne rappresenta l’esemplificazione più alta, perché capace di capitalizzare con maestria il talento del vuoto, adattandosi alle situazioni con rapidità e scaltrezza, già perché costoro sono più scaltri che intelligenti. Sanno leggere le situazioni in maniera precisa, poiché essendo degli insicuri e non avendo alcuna fiducia nella propria persona -come dargli torto!- sono costretti ad affinare i loro strumenti di previsione per anticipare eventuali smacchi. Sono macchine di previsione pressoché perfette, dipendesse da me li impiegherei nella sicurezza del lavoro o al posto dei sensori sismici, annusano il pericolo assai prima e assai meglio di come i cani da tartufo individuano i loro obiettivi.

In forza di questo incomparabile talento autodifensivo, sono quelli che in caso di naufragio possiedono le maggiori probabilità di salvarsi, infatti mentre gli altri si godevano la crociera, loro si studiavano la situazione e mappavano tutte le possibili vie di fuga, come la stessa Virginia Raggi è stata in grado di dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, nelle vicende in cui da sindaco è stata coinvolta, compresa l’ultima, quella della polizza. Un capolavoro assoluto, una prova attoriale senza precedenti. Quel trasognato “sono sconvolta!”, nell’apprendere di essere beneficiaria della polizza predetta, pronunciato con la leggerezza con cui Carla Fracci interpretava Giselle, resterà scolpito negli annali. Per trovare un pezzo di teatro tanto efficace bisogna risalire a un altro mito, Rossella Falck nel ruolo della figliastra nei “Sei personaggi in cerca d’autore”, mentre spiega che il palcoscenico ‘è un luogo dove si gioca a far sul serio’. Del resto la sindaca è figliastra di un comico, il personaggio più singolare (e forse più pericoloso) che sia mai apparso sulla nostra scena politica, compresi primo e secondo Ventennio.

Ora lui la protegge come un padre buono, almeno fino a quando il calcolo gli suggerirà di fare così, poi se una mattina si sveglierà storto magari la licenzia con un post. Ora non può, non gli conviene, se cade Roma lui deve tornare a raccontare barzellette a pagamento, a tempo pieno.

È la democrazia quantistico-psichiatrico-masturbatoria, la vera creazione di Beppe Grillo, dove contano tanto gli stati d’animo, sia pure volatili, di uno, e niente la realtà. Lui vorrebbe che mollassimo gli attuali partiti, perché pieni di ladri. Fino a qui potremmo anche starci, ma se l’alternativa sono delle nuvole di probabilità, cosi care alla meccanica quantistica, oppure l’esercizio bipolare del potere, con regole decise in cucina, allora ci penso, perché se uno è ladro posso sempre allontanarlo, invece se uno è imprevedibile e fuori controllo può rubarmi la vita.

Comunque Virginia Raggi dice di essere serena, lo dicono tutti i politici indagati. È incredibile, appena uno di loro viene raggiunto da un avviso di garanzia, comincia a ostentare benessere. Dovremmo capire quale ormone o neurotrasmettitore della serenità si scatena quando un politico è sotto inchiesta, e poi somministrarlo ai depressi e agli ansiosi. Con quattro soldi salveremmo il sistema sanitario nazionale e un sacco di vite. Rimane ignota la ragione per la quale la sindaca e Beppe Grillo sono sereni anche verso Salvatore Romeo, che pure li mette in un guaio enorme. In genere se uno ti fa uno scherzo del genere lo denunci, lo licenzi, lo sfiduci, loro invece niente. Questa apparente contraddizione non nasconde però un mistero. È, invece, la circostanza che spiega ogni cosa, anche l’inspiegabile, quindi tutti uniti nell’inquietante coro a bocca chiusa.

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