giovedì, Maggio 23

Vincono Grillo e Salvini, perdono Berlusconi e Renzi: il BASTA del Paese Nella sfida tra i partiti tradizionali e quella dei partiti della protesta, hanno largamente vinto i secondi; fotografia di uno scollamento profondo tra Paese reale e ceto politico

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C’e grande confusione sotto il cielo. Dunque la situazione è eccellente, filosofeggiava Mao. Ma non era vero: la situazione in Cina al tempo di Mao era pessima. E anche in Italia oggi non si scherza.
Fondamentalmente i dati emersi da questa lunga notte elettorale confermano quanto certificano i sondaggi. Coalizione di centro-destra vincente, ma senza il sufficiente consenso per governare da solo (per non parlare delle ‘sgomitate’ tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini); balzo del Movimento 5 Stelle; ma anche il partito di Beppe Grillo e Davide Casaleggio non ha i numeri sufficienti; sconfitta – la può poi dipingere come crede – del Partito Democratico a guida Matteo Renzi. Confermate anche le ‘nicchie‘ attribuite al partito di Pietro Grasso, Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani; e al curioso cartello costituito dalla coppia Emma Bonino e Bruno Tabacci.

Nel campo del centro destra Matteo Salvini è riuscito in un’operazione  impensabile solo qualche mese fa: surclassare di fatto Berlusconi. Nel centro-destra insomma sfonda lapanciapopulista-demagogica dell’insoddisfazione e della protesta; un’ondata che va sommata con lo tsunami costituito dal Movimento 5 Stelle. Di fatto metà del Paese ha manifestato un chiaro voto di pollice verso nei confronti della classe politica tradizionale. Contiamo, in questa ‘pancia’ anche il consistente numero di astenuti, cioè coloro per i quali ‘questi o quelli per me pari sono’. Anche quanti hanno votato Liberi e Uguali lo hanno fatto non tanto ‘per’, piuttosto ‘contro’. E – anche- parte del raccolto del partito Bonino-Tabacci è frutto di un rigetto.
Forse, chissà, il Segretario del PD Matteo Renzi, che colleziona la vistosissima settima sconfitta della sua carriera, si deciderà forse, finalmente, a guardare la realtà che ha finora sempre rifiutato di vedere. Comunque, prevedibilmente, sarà costretto a vederla dai suoi stessi compagni di partito.
E’ un fatto che nella sfida tra i partiti tradizionali e quella dei partiti della protesta, hanno largamente vinto i secondi. Il dato politico e concreto è questo: Movimento 5 Stelle si è clamorosamente affermato; e la Lega ‘pesa’ quanto Forza Italia. E’ la fotografia di uno scollamento profondo tra Paese reale e ceto politico che governa e ha governato.
Ora un po’ tutti si arrampicano sugli specchi per dirci che hanno vinto, o almeno non hanno perso poi tanto. E’ un logoro rito di sempre. C’e’ poco da girarci intorno: centro-destra prima coalizione. Movimento 5 Stelle secondo raggruppamento; centro-sinistra a guida renziano terzo. In sostanza: 1) Trionfo M5S. 2) Vittoria Lega. 3) Sconfitta Berlusconi. 4) Caporetto PD. Amen.

Ora il rebus passa al Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella dovrà comporre il puzzle costituito da un Paese diviso, lacerto, inquieto, insoddisfatto da una classe politica incapace di cogliere questi sentimenti e queste percezioni, giustificate o meno che siano. Persona saggia e sensibile compierà certamente le giuste scelte. Quanto ai leader dei partiti, non scommetteremo un nichelino che imparino la lezione, Renzi per primo, ma non solo.

Va bene. Ci si può consolare che questa legislatura ci risparmia Angelino Alfano, Vincenzo D’Anna, Antonio Razzi, Domenico Scilipoti, Denis Verdini… I cosiddetti ‘nuovi’ con le loro  ‘novità’ chissà che non ce li facciano rimpiangere.

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