domenica, Ottobre 25

Venezuelani in lotta per referendum contro Maduro

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Continua la battaglia antichavista per destituire il governo del Presidente Nicolas Maduro. Il gesto simbolico ha coinvolto centinaia di oppositori militanti: una raccolta di firme per chiedere il referendum per revocare i poteri del Presidente. Il referendum è una possibilità prevista dall’articolo 72 della Carta costituzionale. Tra le misure più estreme  di mobilitazione è previsto un assembramento davanti al Consiglio Nazionale Elettorale.

Il Segretario della coalizione dell’opposizione venezuelana, Jesus Torrealba, ha dichiarato: «Il governo può dire quel che vuole, l’opposizione può dire quel che vuole. Ma questa crisi si risolve solo in base alla volontà del popolo venezuelano. La soluzione passa dalle elezioni anticipate grazie al referendum di revoca che è un diritto sancito dalla Costituzione». Il segretario ha aggiunto: «Mentre i signori del CNE (Consiglio nazionale elettorale) sono rinchiusi in riunione, vogliamo che sappiano che fuori c’è un paese che, nella sua maggioranza, vuole un cambiamento pacifico».

L’opposizione vuole mobilitarsi prima possibile perché il tempo è prezioso: se il referendum verrà organizzato entro il 10 gennaio 2017, e nel caso in cui vincesse l’opzione di revoca dei poteri presidenziali rispetto alla riconferma dell’attuale presidente, Maduro verrebbe destituito e si terrebbero nuove elezioni. Se i tempi non saranno rispettati, e nel caso in cui i venezuelani si esprimano a favore della revoca dell’attuale presidente, Maduro verrebbe sostituito dal suo Vice, Diosdado Cabello, chavista ortodosso, tra l’altro indagato dalla Dea statunitense (Drug Enforcement Administration) per traffico di droga.

La missione non è certo facile per l’opposizione militante: il CNE deve innanzitutto convalidare le firme raccolte dall’opposizione (1,8 milioni contro un minimo di 200.000). Dopodiché 200.000 persone dovranno confermare, di persona la loro scelta e poi sarà necessario raccogliere 4 milioni di firme e un risultato superiore a quello ottenuto da Nicolas Maduro nel 2013 (7,5 milioni di voti) per destituirlo. La strada è ancora lunga, ma l’opposizione mostra una certa tenacia contro le autorità accusate di essere sbilanciate a favore dei chavisti.

Una grave crisi politica, istituzionale, economica e sociale sta colpendo il Venezuela.

(Video tratto dal canale Youtube: euronews)

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