domenica, Novembre 17

Venezuela: Petro, la criptovaluta disperata di Nicolas Maduro Intervista a Antonella Mori, ricercatrice associata dell’ISPI, professoressa all’Università Bocconi di Milano e ricercatrice dell’ISLA

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Qual è il passato dei bitcoin in Venezuela?

Si sa che molti venezuelani hanno comprato bitcoin, altri li stanno cercando. I venezuelani hanno messo in rete computer utilizzando tantissima elettricità, la quale non costa molto in Venezuela perchè sovvenzionata. Tutto questo comporta che nel Paese ci sia un grosso utilizzo di bitcoin. La ragione principale rientra nella mancanza di fiducia da parte dei venezuelani nella valuta nazionale. Ad oggi, non riuscendo a comprare dollari, stanno comprando i bitcoin. Ma, chi oggi compra i bitcoin in Venezuela, non andrebbe mai a comprare una valuta virtuale emessa dal Governo di Maduro, dal momento che li comprano perchè non si fidano di lui. I venezuelani stanno comprando monete digitali perchè non hanno alternative e sperano che questi bitcoin possano avere un andamento sicuramente diverso dalla valuta nazionale. Pertanto, la domanda del Petro non può venire da qui.

E’ vero che con il Petro sarà più facile per il Paese accedere ai fondi internazionali?

Certo, perchè secondo Maduro questo Petro verrà comprato. Secondo lui ci sarà una grande domanda internazionale la quale comporterebbe più risorse per il Paese. Naturalmente, se questo succedesse, ci sarebbero più risorse per il Venezuela, ma non vedo nessuna possibilità che succeda. La criptovaluta è un tema difficilissimo per tutti coloro che non sono esperti di tecnologia, di blockchain e di criptovalute, e sicuramente non è un argomento facile neanche per il Presidente Maduro.

La domanda per il Petro venezuelano può venire dal campo internazionale?

Non credo proprio. Se Cina e Russia vogliono continuare ad aiutare il Governo di Maduro, hanno altri modi per farlo, non di certo comprando una moneta virtuale. Quindi, seppur non conosco i dettagli, per quel poco che si sa, non vedo nessuna possibilità di crescita per il Petro. Supponendo che nasca, non credo poi ci possa essere una domanda per una criptovaluta venezuelana.

Il petrolio venezuelano questa settimana è salito di 1,13 dollari sul mercato. Questo come dovrebbe essere letto alla luce della crisi economica venezuelana?

Il petrolio sta salendo, l’OPEC sta cercando di avere una contrazione dell’offerta per ridurre la produzione e avere dei prezzi più alti. L’aumento dei prezzi a livello internazionale avrà un effetto sul petrolio internazionale internazionale, e l’unica speranza di Maduro per risolvere la crisi è che il prezzo del petrolio ritorni velocemente a livelli alti. Il punto è che le previsioni attuali non lo dimostrano. Anche se il prezzo è aumentato di 1,13 dollari, si tratta di una crescita esigua che non è abbastanza per rendere il Paese sostenibile. Dovrebbe aumentare molto di più. Il prezzo dovrebbe tornare tra gli 80 e i 100 per poter dare una boccata di ossigeno al Paese in termini di entrate di dollari, I quali consentirebbero al Paese di importare. Il Venezuela ha bisogno di importare beni di prima necessità, alimentari, medicine, etc…Maduro potrà anche inventarsi il Petro, ma nessuno gli venderà medicine, cibo o altri beni primari. Nessuno vorrà essere pagato con Petro.

Perché Maduro continua a negare il bisogno di aiuti umanitari?

Li rifiuta da sempre. Il Governo Maduro non vuole ammettere la gravità della situazione, e un modo per farlo è quello di dichiarare che non c ‘è bisogno di aiuti umanitari. Dalle fonti governative naturalmente non emerge un quadro di crisi, ma ovviamente le fonti dell’opposizione venezuelana, come anche think tank che lavorano in altri Paesi latinoamericani, riportano una situazione sociale ed economica drammatica. Da un punto di vista economico, guardando i pochi dati pubblicati, sappiamo che le riserve ufficiali sono ormai a zero. Il Paese deve importare tantissimo, e se non ha dollari per poterlo fare, non può comprare beni. Il Venezuela non produce internamente abbastanza, ed è per questo che è inevitabile credere ai reportage che raccontano una situazione economica e sociale così difficile. I dati economici pubblicati dalla Banca Centrale sulle riserve ufficiali dicono ormai da tempo che le riserve sono quasi esaurite. Mancano i soldi e il Paese non può importare. Può darsi che l’idea del Petro sia nata come soluzione per poter importare, ma si deve trovare qualche acquirente disposto a vendere beni e ricevere in cambio Petro. Quando avremo qualche ulteriore dettaglio si potrà comunque dire di più.

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