martedì, Marzo 19

Venezuela, Juan Guaidó: ‘Prossime ore cruciali, non abbandonatemi’ Il parlamento greco ha approvato l'accordo sul cambiamento di nome della Macedonia

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Non finisce di creare polemiche la situazione in VenezuelaJuan Guaidó, presidente dell’Assemblea nazionale e ‘presidente incaricato’, ha inviato intanto un messaggio ai venezuelani chiedendo appoggio alla vigilia di nuove azioni contro il presidente Nicolás Maduro. In particolare ha assicurato che «nulla è fatto per inerzia o casualità; abbiate fiducia nella nostra azione, ma non permettete che si spenga la fiamma della speranza che ritenevamo perduta. Le prossime ore sono cruciali, non abbandonatemi perché io darò la mia vita se possibile per la libertà del mio amato Venezuela». Poi ha dichiarato: «Non temo il carcere perché di fatto già sono stato catturato, già siamo tutti ostaggi di un governo assassino e indolente che non è disposto a mettere la vita del popolo prima dei propri interessi».

Ieri nel frattempo una mozione per riconoscere Guaidó quale presidente incaricato del Venezuela non è riuscita ad ottenere a Washington una maggioranza, di valore unicamente politico, tra i Paesi membri dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa). Soltanto 16 dei 35 Paesi membri dell’organizzazione si sono messi d’accordo per sottoscrivere una risoluzione di appoggio a Guaidó con la richiesta di elezioni il più presto possibile.

L’Alto commissario Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, ha chiesto invece un’inchiesta indipendente sul presunto uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza venezuelane per reprimere le proteste antigovernative. «Sono estremamente preoccupata per il fatto che la situazione in Venezuela possa rapidamente sfuggire al controllo con conseguenze catastrofiche», ha detto. «Più di 3 milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese, e molti altri milioni vivono in condizioni miserabili. Cos’altro ci vuole perché la leadership politica si decida a porre il benessere del popolo prima del loro interesse particolare?».

Mentre il governo tedesco intanto fa sapere che sta valutando di riconoscere Guaidó come capo di Stato del Venezuela. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert«Il Venezuela ha bisogno di nuove elezioni libere. Nicola Maduro non può pretendere di essere il presidente dal momento che le ultime elezioni non hanno soddisfatto gli standard democratici. L’auspicio è che l’Europa parli ad una voce su questa crisi democratica ed economica catastrofica».

Rimanendo in Europa, il parlamento greco ha approvato l’accordo sul cambiamento di nome della Macedonia. Su 300 deputati, 153 hanno votato a favore e 146 contro, approvando così l’intesa di Prespa sul nome di Macedonia del Nord. «Possiamo già dire che Atene e Skopje hanno scritto, insieme, una nuova pagina del nostro comune destino europeo», ha affermato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, La ratifica del parlamento di Atene mette fine a una controversia iniziata nel 1991 con l’indipendenza della Macedonia dall’ex Jugoslavia.

In Gran Bretagna, il cancelliere dello Scacchiere, Philip Hammond, capofila della fazione del governo di Theresa May più aperta a un compromesso sulla Brexit, ha elogiato le parole della regina Elisabetta, che ha invitato i suoi sudditi a coltivare il dialogo come un valore. Ma è tornato a paventare «intoppi molto gravi» per l’economia del Paese in caso di divorzio no deal da Bruxelles.

Andiamo negli Usa, dove Roger Stone, ex consigliere elettorale informale di Donald Trump, è stato arrestato in Florida: lo ha reso noto l’ufficio del procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller. Tra le varie accuse quella di subornazione di testimone, ostruzione e false dichiarazioni.

Chiudiamo con la Siria, perché secondo le forze curdo-siriane, l’Isis sarà sconfitto in un mese. I vertici delle Forze siriane democratiche hanno annunciato stamani che la battaglia contro i miliziani dello ‘Stato islamico’ nel sud-est del Paese è quasi giunta alla fine.

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