lunedì, Settembre 23

Venezuela, chi è Juan Guaidò Ingegnere di 35 anni, ex deputato del piccolo Stato costiero di Vergas e praticamente uno sconosciuto fino a pochi giorni fa

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Ieri Juan Guaidò si è dichiarato il Presidente ad interim del Paese. «Giuro di assumere formalmente i poteri nazionali dell’Esecutivo come Presidente ad interim del Venezuela fino alla fine dell’usurpazionela creazione di un Governo di transizione e lo svolgimento di libere elezioni», ha solennemente dichiarato tenendo in mano una copia della Costituzione del Paese, con la foto di Simón Bolivar, il leader militare venezuelano che ha liberato le Ande dall’impero spagnolo nel 19 ° secolo.

Un perfetto sconosciuto sullo scenario internazionale, un ‘giovane che gioca con la politica, lo aveva definito il Presidente (fino ai ieri)Nicolas Maduro. Un ingegnere di 35 anni, ex deputato del piccolo Stato costiero di Vergas e praticamente uno sconosciuto fino al 5 gennaio scorso quando è diventato il Presidente del Parlamento in Venezuela, -Parlamento controllato dall’opposizione al regime di Maduro. Da ieri, Juan Guaidò è salito alla ribalta delle cronache mondiali, autoproclamandosi presidente ad interim del Venezuela eincassando immediatamente il riconoscimento dei governi statunitensecanadese e di altri Stati sudamericani.

Che volesse lanciare la sua sfida, lo aveva annunciato quando Maduro si è insediato per il suo secondo mandato di 6 anni come capo della Repubblica bolivariana. Si era dichiarato pronto a sostituire ad interim l”usurpatore’ e a convocare nuove elezioni contando sul sostegno dell’Osa, l’Organizzazione degli Stati americani.

Guaidò è cresciuto a La Guaira, città costiera a circa 30 chilometri da Caracs. La sua famiglia è sopravvissuta ad una devastante frana nella sua città nel 1999, nella quale persero la vita 30.000 persone. Ha detto di avere una cicatrice sul collo a causa di un proiettile sparato dalle forze dell’ordine durante le proteste nel 2017. Ha mosso i suoi primi passi in politica durante la manifestazione studentesca contro il predecessore di MaduroHugo Chavez, nel 2007. Chavez mise al voto una serie di proposte come l’abolizione dei termini per il mandato presidenziale e la possibilità di dichiarare in modo unilaterale l’emergenza nazionale. Il risultato del voto fu una debacle per Chavez che fece germogliare il movimento di opposizione, guidato da giovani come Leopoldo Lopez, carismatico mentore di Guaidò, agli arresti domiciliari e bandito dalla politica dal 2014.

E’ stato proprio Lopez ad indicare Guaidò come leader dell’Assemblea nazionale. Guaidò è al suo secondo mandato parlamentare, dopo essere stato eletto nel 2015. E’ a favore di un’economia di mercato e del federalismo fiscale in Venezuela. E’ consapevole dei rischi che corre perchè Maduro, che ha g esautorato i poteri del Parlamento, potrebbe dichiararne le scioglimento, arrestare Guaidò e scatenare una violenta repressione contro gli oppositori. «So che ci saranno conseguenze», ha detto alla folla ‘assumendo’ i poteri, «per riuscire a compiere questa missione e ristabilire la Costituzione occorre il consenso di tutti i venezuelani».
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Guaidó è un combattente e un ottimista  è umile e sincero», ha detto Freddy Guevara, leader dell’opposizione e amico di Guaidó, in una telefonata dalla residenza dell’ambasciatore cileno a Caracas, dove sta cercando asilo. «Va d’accordo con tutti e non ha il tipico profilo di un politico».

López, è stato uno dei leader più radicali dell’opposizione, ma pochi si aspettavano che il suo protetto Guaidó potesse affrontare una sfida così ‘sfacciata’ a Maduro, sostengono gli osservatori internazionali.
Il rischio che sta correndo l’autoproclamato Presidente è di essere incarcerato, torturato o di dover andare in esilio, ha detto 
David Smolansky, un leader dell’opposizione, che è stato costretto a fuggire dal Venezuela e ora vive negli Stati Uniti, «Tuttavia, ha deciso di andare avanti. Fa parte della mia generazione; una generazione coraggiosa cresciuta sotto una dittatura».

Gli Stati Uniti di Donald Trump lo appoggiano e Maduro lo considera un burattino nelle mani degli Stati Uniti, i venezuelani che sostengono Maduro considerano il suo un colpo di Stato sul modello cileno.

I prossimi giorni saranno decisivi per il futuro del giovane che ha lanciato l’attacco a Maduro dopo che da anni l’opposizione era di fatto paralizzata.

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