domenica, Aprile 5

Vega-E: il lanciatore italiano che toglie il sonno ai francesi La Francia, a Space19+ a Siviglia, cercherà l’ammazzamento di Vega, l’Italia cosa risponderà? Perchè fino ad ora solo silenzio?

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Un senatore francese l’ha chiamata ‘lotta fratricida’ e con questo slogan da barricate -che da quelle parti non sono mai fuori tempo- si cerca di portare fino in fondo l’ammazzamento di Vega, il programma spaziale italiano ideato per le missioni di orbita bassa e sostenuto dall’Agenzia Spaziale Europea. A farne sponda è stato un gruppo di lavoro composto da sedici senatori appartenenti alle Commissioni Economia e Esteri, con una nomina ad hoc dalla Camera alta del Parlamento parigino, avvenuta lo scorso 22 maggio, durante un’audizione al Palais du Luxembourg.

Le carte rilasciate al Sénat, dopo la lunga consultazione avuta con i responsabili delle principali imprese manifatturiere, dell’ESA e della Direzione generale degli Armamenti, contengono indicazioni molto precise per mantenere l’autonomia francese di accesso allo spazio, «che è essa stessa cruciale per la nostra economia e la nostra indipendenza strategica».
Ora, non bisogna andare a scomodare i testi sacri di un’Europa così comunitaria e tanto poco integrata per poter affrontare alcuni temi in maniera congruente: da osservatori, in questo argomentare vediamo principalmente un atto di proverbiale prepotenza dettata da chi ritiene di governare la centralità continentale approfittandosi di una pressocchè assoluta incapacità delle controparti, disattente, impreparate e ammantate di modesta presunzione di furbizia. 

Il rapporto della squadra di eletti raccomanda di concentrare gli sforzi francesi sui lanciatori riutilizzabili, stabilire una preferenza europea e attenuare la politica di equità geografica che ha governato l’ESA. Ovvero, il metodo deljust return’ che, a spanne, è un ritorno industriale di quanto investito, fatto salvo l’obolo piuttosto consistente che l’Agenzia si assegna per elargire la sua benedizione al progetto. E fin qui nulla da aggiungere, a casa loro. Ma il Rapport si affaccia anche oltre la soglia dei propri recinti con frasi molto precise: «Non sviluppare Vega-E per lanciare piccoli satelliti se si tratta di aumentare le prestazioni di Vega».

Preferiamo evitare i dettagli che ogni lettore potrà facilmente recuperare sulla rete: diciamo semplicemente che il lanciatore avrà soluzioni rivoluzionarie nel motore a ossigeno liquido e metano, studiato per liberare un buon numero di satelliti in orbite diverse nel corso della stessa missione ad un costo competitivo

Ci lascia, dunque, increduli l’urlo di silenzio levatosi dai nostri amministratori e dai nostri politici alla pubblicazione dell’atto parlamentare francese e ci stupiamo del sorvolo su un paio di coincidenze da parte di media e istituzioni.
Il Senato francese ha pubblicato le conclusioni lo scorso 19 novembre. A circa una settimana dal Consiglio dei Ministri dell’ESA Space19+-, che si riunirà a Siviglia questa settimana, il 27 e 28 novembre, per la definizione economica e sociale della politica spaziale europea dei prossimi dieci anni. Una contemporaneità che identifica gli ultimi tentativi dei nostri vicini europei per sbarrare lo sviluppo di prodotti italiani di alta tecnologia

Noi riteniamo che una apprensione simmetrica dovrebbero averla i nostri organi di vigilanza sulla qualità di chi non controbatte ai piani francesi, e ci domandiamo come mai non si comprenda appieno che sia governativamente che commercialmente, rinunziare a certe risorse racchiude l’annullamento di posizioni strategiche e imprenditoriali.

Ma veniamo a casa nostra. Lo scorso 22 novembre il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro è volato a Parigi per incontrare la ministra della ricerca Frédérique Vidal che ha delega per lo spazio nell’Amministrazione Macron. Al di là delle frasi di circostanza, dalla stampa non si è fatto trapelare se vi siano stati commenti sul rapporto rilasciato dal gruppo del Senato. Ci sembra strano  -e ci limitiamo a questa espressione- che né l’azienda produttrice della famiglia Vega, né nessuno del Comint, il comitato interministeriale per lo Spazio regolato dalla legge 7-2018, abbia espresso pubblicamente un parere su un giudizio così ostativo verso un prodotto italiano.  

A questo punto, abbiamo ben motivo di domandarci quale sarà il mandato assegnato al gruppo che si recherà alla Ministeriale nella città andalusa. E siamo più espliciti. Come si esprimeranno i nostri delegati quando, attorno al tavolo dei ministri che governano le attività spaziali, il documento a cui facciamo riferimento detterà le linee guida del maggior investitore dell’ESA, ovvero la Francia? Non è che c’è qualche mercanteggio di cui non sappiamo, che sta portando un pezzo di una nostra proprietà strategica oltre il Monte Bianco? 

Ma andiamo oltre: cosa si risponderà a Mr. Christian Cambon, Presidente della Commissione per Affari Esteri e Difesa, che ha dichiarato: «L’indipendenza dell’accesso allo spazio è la condizione della nostra sovranità e una sfida strategica per i nostri eserciti, nel contesto di militarizzazione dello spazio. Ecco perché dobbiamo essere particolarmente vigili ed esigenti riguardo ai nuovi programmi di sviluppo dei lanciatori»? Noi suggeriamo di dire chiaramente che l’Italia ha in programma un vettore che mette paura non dal punto di vista militare, ma perchè appetibile per le imprese e fortemente commerciale per i satelliti da lanciare. 

E alla Sen. Sophie Primas, Presidente della Commissione Affaires Economiques, così preoccupata che il 27 e 28 novembre si dovranno prendere le decisioni per garantire l’indipendenza francese di accesso allo spazio a breve, medio e lungo termine, qualche cittadino europeo potrà ricordare che l’Agenzia Spaziale Europea ha come primo impegno lo sviluppo e la cooperazione pacifica dello spazio? 

E infine, al senatore di Strasburgo Jean-Marie Bockel, che a margine della documentazione prodotta ha sentenziato quanto da noi annunciato in apertura: «Evitiamo la concorrenza fratricida in Europa» avremmo noi stessi una domanda da porre: Chi è Caino e chi è Abele?

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