domenica, Gennaio 24

Vaccino Covid-19: quel problema della catena del freddo In 10 mesi il vaccino che immunizza dal Covid-19 è stato realizzato. Ora però si pone il problema dei problemi: la distribuzione. E’ un prodotto che richiede la conservazione a temperature molto fredde. Ecco cos’è la ‘catena del freddo’

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Per realizzare il vaccino che immunizza dal Covid-19 ci sono voluti circa 10 mesi a una manciata di multinazionali farmaceutiche tra le più avanzate al mondo e grandissimi investimenti. Un grande successo, visto che gli esperti spiegano che per un vaccino ci possono volere 10 anni. L’OMS ha segnalato 42 candidati negli studi clinici e altri 151 nella valutazione pre-clinica.La realizzazione haprovocato progressi senza precedenti nello sviluppo di vaccini che si rivelerà un grande passo avanti per la farmaceutica che si dedica allo sviluppo dei vaccini.
Il problema che ora si presenta è quello della distribuzione, o meglio ancora, della gestione del vaccino da quando esce dagli stabilimenti di produzione a quando arriva al paziente. E qui stiamo parlando di miliardi di pazienti, in teoria tanti quanto il totale della popolazione del pianeta. Si tratterà di una impresa unica nella storia, molto complicata -secondo alcuni ancora più difficile della realizzazione del vaccino stesso- e molto rischiosa.

Il problema è quello della così dettacatena del freddo’.
Gli investimenti che hanno reso possibile la realizzazione del vaccino, infatti, non si sono estesi alla catena di fornitura necessaria per distribuirlo.

I vaccini sono prodotti altamente deperibili e devono essere conservati a temperature specifiche molto fredde. La maggior parte dei vaccini COVID-19 in fase di sviluppo, come ivaccini Moderna e Pfizer, quelli che sono ai nastri di partenza in queste settimane, sono nuovi vaccini a base di RNA. Se diventano troppo caldi o troppo freddi si rovinano , richiedono una conservazione estremamente fredda ed estremamente stabile, in ambiente sterile.
La maggior parte dei vaccini, spiegano gli esperti, deve essere conservata entro 1 grado Fahrenheitdalla loro temperatura ideale. I vaccini tradizionali vengono solitamente conservati tra 35 gradi Fahrenheit e 46 gradi Fahrenheit, ma alcuni dei principali vaccini COVID-19 devono essere conservati a temperature molto più fredde. Il vaccino di Moderna richiede una temperatura di conservazione di meno 4 gradi Fahrenheit, il vaccino di Pfizer richiede una temperatura di conservazione di meno 94 gradi Fahrenheit. Queste non sono temperature facili da mantenere con precisione.

Per questa conservazione serve, dunque, la catena del freddo, ovvero una catena di distribuzione e approvvigionamento in grado di mantenere i vaccini a temperature strettamente controllate dal momento in cui vengono prodotti fino al momento in cui vengono somministrati a una persona. Una catena del freddo molto complessa,di capacità molto poderose, se l’obiettivo è quello della vaccinazione di tutta la popolazione del pianeta -si aggiunga che gran parte dei vaccini prevedono la somministrazione di due dosi-, e capillarmente distribuita.

Una catena del freddo è una catena di approvvigionamento a temperatura controllata che include tutte le apparecchiature e le procedure relative ai vaccini. La catena del freddo inizia con l’unità di conservazione del freddo nello stabilimento di produzione, si estende al trasporto e alla consegna del vaccino e alla corretta conservazione presso la struttura del fornitore e termina con la somministrazione del vaccino al paziente.

I produttori, i distributori, il personale della sanità pubblica e gli operatori sanitari condividono la responsabilità di garantire il mantenimento della catena del freddo del vaccino dal momento in cui i vaccini vengono prodotti fino alla loro somministrazione.

L’attuale catena del freddo, ci dicono gli esperti,non è all’altezza del compito; e espandere la catena di approvvigionamento non sarà facile.
Quasi 3 miliardi di persone in tutto il mondo vivono in luoghi privi dello stoccaggio a temperatura controllata necessario per una campagna di immunizzazione su vasta scala. Il che significa che un pezzo di mondo, quello più povero, in via teorica già sarebbe escluso dalla vaccinazione. Vero è che molte organizzazioni sono al lavoro per affrontare il problema.
Attenzione, però,
anche in molti Paesi avanzati il problema dell’assenza delle infrastrutture è grave, a cui si assomma il problema che le infrastrutture che ci sono non sono bastanti o/e adeguate.

Uno studio del 2019 ha stimato che il 25% dei vaccini è degradato nel momento in cui arriva a destinazione. Tali prodotti vengono buttati, se per una svista vengono utilizzati non causano alcun effetto negativo, ma potrebbero offrire una protezione ridotta e potrebbero richiedere la rivaccinazione di un paziente.

Gli errori di temperatura sono principalmente dovuti a procedure di spedizione inadeguate nella catena del freddo e queste perdite sono stimate a 34,1 miliardi di dollari all’anno.

Con miliardi di vaccini necessari per affrontare la pandemia da Covid-19, un alto tasso di deterioramento comporterebbe un’immensa perdita finanziaria e un enorme ritardo nelle vaccinazioni che potrebbero causare decessi ulteriori e ulteriori danni alle economie mondialiGli esperti stimano che a livello globale saranno necessari tra i 12 e i 15 miliardi di vaccini COVID-19.

Attualmente, il mondo è in grado di produrre e distribuire circa 6,4 miliardi di vaccini antinfluenzali all’anno . Nel 2021, gli esperti prevedono che le aziende produrranno circa 9 miliardi di vaccini COVID-19 e la catena del freddo deve essere in grado di gestire questo enorme aumento oltre ai vaccini che devono essere distribuiti già ogni anno.

La catena del freddo richiede tre grandi infrastrutture: aerei, camion e magazzini frigoriferi. Il modo in cui l’infrastruttura è collegata e utilizzata dipende dai luoghi di produzione dei vaccini e dai punti di richiesta.

Una volta prodotto un vaccino COVID-19, è probabile che verrà immediatamente trasportato su camion al più vicino aeroporto idoneo. Poiché un vaccino COVID-19 è particolarmente prezioso e sensibile al tempo stesso, sarà probabilmente spedito tramite trasporto aereo in tutto il Paese o nel mondo. Dopo che questi aerei saranno stati scaricati, i vaccini saranno portati via camion alle strutture di stoccaggio appropriate per il trasporto alle strutture di distribuzione. Alcuni dei vaccini possono essere spediti direttamente dai magazzini alle strutture sanitarie dove verranno effettuate le vaccinazioni.

Cosa possono fare aziende, agenzie sanitarie e governi per espandere la catena del freddo?

Il primo passo sarà identificare dove verranno prodotti i vaccini. Se la produzione viene effettuata principalmente all’estero, le aziende dovranno utilizzare camion e aerei per il trasporto all’interno dei propri Paesi e per l’ulteriore distribuzione ad altri.

C’è ancora incertezza su quale vaccino COVID-19 sarà approvato per primo. Vaccini diversi possono richiedere temperature e procedure di manipolazione differenti. Pertanto, il personale lungo tutta la catena del freddo avrebbe bisogno di una formazione diversa su come gestire ciascun vaccino.

Un’altra domanda è la frequenza con cui sarà necessario effettuare le consegne ai punti di cura. Ciò dipenderà dalla capacità di refrigerazione delle organizzazioni sanitarie e degli ospedali, dalle risorse di personale, dai luoghi in cui verranno somministrati i vaccini e da molti altri fattori, inclusa la durata di conservazione del vaccino stesso. 

Infine, c’è il problema di come espandere la capacità di spedizione e stoccaggioÈ necessaria un’attrezzatura specializzata. Diverse importanti società di logistica, tra cui UPS e DHL, stanno già investendo in nuovi impianti di stoccaggio per la gestione della catena del freddo.
UPS sta costruendo parchi di congelatori a Venlo, Olanda e Louisville, KY, che conterranno un totale di 600 congelatori che possono contenere ciascuno 48.000 fiale di vaccino. Ulteriore capacità di congelamento sarà installata in Sud America, Germania e Regno Unito. Tali congelatori saranno in grado di conservare il vaccino Pfizer o il vaccino Moderna alle basse temperature necessarie.

L’installazione di congelatori in grado di sopportare le basse temperature necessarie al vaccino Pfizer non è possibile in molti luoghi, quindi è essenziale che i processi siano messi in atto per assicurarsi che quelle aree possano ricevere una fornitura costante del vaccino.

Gli aeroporti e le società di logistica stanno attualmente valutando se possono soddisfare questa esigenza.

Problematiche connesse ai vari punti della catena del freddo sono moltissimi. Si prevede,per esempio, che solo alcuni aeroporti certificati per la movimentazione di prodotti farmaceutici saranno in grado di accettare carichi così preziosi e deperibili, quindi potrebbero verificarsi dei colli di bottiglia. E’ possibile che con le compagnie aeree che vacillano dalla pandemia,potrebbero non esserci abbastanza aerei attivi per soddisfare la domanda di spedizione di questi vaccini.
Ultimo, ma tutt’altro che ultimo problema, quello della sicurezza. Il timore è quello di furti da parte di organizzazioni criminali, nonché di immissione sul mercato di vaccini manomessi o scaduti. Il danno finanziario sarebbe norme, il danno sanitario incalcolabile.

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