lunedì, Novembre 18

Vacanze di Natale 2018: cattiveria e volgarità, con il rosario in mano Una delle componenti evidenti e tipiche di questo Governo, di questa politica e di questi politicanti, che cercano di diventare regime, è la cattiveria, e in queste ‘vacanze’ di Natale lo si vede

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Spigolature, sì, in queste vacanze, voglio limitarmi a qualche spigolatura. Ne già ne sono arrivata un bel po’ e mi pare giusto menzionarne qualcuna e commentarle o magari, perché no, sorriderci. Sorriderci, sì, ma con qualche riserva.
Non sono bravo in statistiche, che lascio ad altri, ma ‘a naso’ questi giorni ‘festivi’, ma anche i successivi temo, sono caratterizzati da due aspetti, entrambi negativi: la cattiveria, ormai un sentimento sbandierato e vantato quasi con orgoglio (anzi, spesso, senza il ‘quasi’), e lo sbrego sprezzante delle istituzioni italiane ed europee. La prima è ‘solo’ una cosa infame, la seconda è di una pericolosità estrema. Dimenticavo: la volgarità.

Comincio proprio da quest’ultima per parlare di un certo Radja Nainggolan, chiunque egli sia non importa, che, con un linguaggio da trivio (come ‘straniero’ queste sono le espressioni che ha avuto interesse ad imparare, perché questo è il linguaggio che si usa nel suo ‘ambiente’), esprime il suo desiderio di tornare con qualunque mezzo alla Roma. Bene, cioè male. Una vergogna. Ciò che colpisce è la diffusione della sua considerazione filosofica e letteraria, l’analisi della stessa, i sussiegosi commenti … eppure se c’è una persona straniera da espellere dall’Italia, sarebbe uno che parla così e fa in quel modo i suoi progetti. Ma forse intorno a lui circolano molti soldi e, dunque, novello Casalino, il suo audio diventavirale’.

Passiamo ad una cosa che mi ha molto stupito, anche perché, cosa poco abituale per il personaggio, un po’ grossolana. Mi riferisco ai commenti del professor Mario Monti, Senatore a vita, allamanovra’. Che sia claudicante e pessima è inutile dirlo, lo abbiamo capito perfettamente. Che sia stata fatta ignorando completamente il Parlamento, è altrettanto evidente e scandaloso, semplicemente scandaloso, specie ad opera di un partito, il M5S, che apparentemente dovrebbero essere il principale difensore della volontà popolare, che può essere espressa solo dal Parlamento e non lo è, suscitando le giuste ire della Onorevole Emma Bonino. Il fatto, però, è perfettamente logico e prevedibile dato che, come ho detto molte volte, i 5S sono, e nel prossimo futuro saranno vieppiù, il peggior pericolo per la nostra democrazia e le relative Istituzioni. Se un timore esiste (eh vabbè, mi aspetto iBhuuuuu’ dei tanti grillini distratti) per un colpo di mano, quello lo temo più da quella parte che da quella di Salvini. Matteo Salvini, a mio parere, è un fascista nell’anima, cattivo, ma rozzo e quindi, secondo me, incapace, anche culturalmente, di una cosa simile, al massimo un re Travicello. I 5S, invece sì, pieni come sono dell’idea robespierriana di essere i portatori della verità e della morale … sono i più pericolosi, lo insegna la storia.
Ma la critica di Monti al fatto che la manovra è stata scritta a Bruxelles non la capisco proprio. Dovrebbe esserne contento: è la prova che l’Europa come istituzione può esistere e funzionare. Poco importa, lo ho scritto qui l’altro giorno, che le scelte siano ‘corrette’ o ‘burocratiche’ o da ‘contabili’, quelle si possono modificare con una azione politica (certo ci vorrebbero i politici e dall’Italia il contributo oggi sarebbe nullo, ma non si sa mai), ciò che conta è che la Commissione,morente e ubriaca’, ha dimostrato che, volendo, c’è. Cioè che l’Europa c‘è, e può funzionare.

Ora è sulle spalle dei politici e politicanti europei, decidere se farla funzionare o distruggerla. Salvini e Di Maio, la Le Pen ecc. la vogliono distruggere o danneggiare gravemente: non si illudano Salvimaio eccetera, non Orbàn o Kurz, loro vogliono prendere ciò che gli serve senza pagarne il prezzo, sono i nostri peggiori avversari, solo Salvimaio non se ne rende conto! Si dice che vinceranno le elezioni europee, ma non avranno la maggioranza, e quindi gli europeisti veri avranno una chance unica: potranno fare politica, indicare una prospettiva e un fine, ricostruire l’Europa assieme, rinviando al prossimo Parlamento europeo il ritorno alla divisione tra destra e sinistra, alto e basso, belli e brutti. In Italia lo abbiamo fatto dopo la seconda guerra mondiale, ma non solo in Italia, del resto l’Unione è frutto proprio di ciò, la rinuncia all’individualismo.
Ci vorrebbe coraggio e senso delle istituzioni, di quelle europee, quelle su cui piange la signora Bonino. Ci si può sempre sperare, certo è meglio sperare in ciò, che negli effetti miracolosi del reddito di cittadinanza! Il Parlamento non è solo ‘umiliato’ è semplicemente ignorato. È solo un organo burocratico incaricato di mettere il timbro, e i più silenziati sono proprio i ‘parlamentari’ della maggioranza, che sono chiamati a dire semplicemente sì, senza sapere a cosa. Da loro, da questi ‘parlamentari’ (Roberto Fico incluso) non una parola, se non altro di dignità … del resto non è da loro che viene l’idea di sceglierli a sorte?

La signora Ministro Giulia Grillo, ci ha abituati ad ogni cosa: i vaccini sì; i vaccini no; i vaccini forse; la Commissione sanitaria composta da persone nominate da ‘quelli di prima’ no; La stessa Commissione nominata da quelli di adesso, per ora no, ma poi forse, intanto decide il Ministro se una medicina è buona, come per i vaccini; eccetera. Ma ora supera se stessa: il Pandoro è una cosa spenta, anzi, ‘senza anima’, diversamente dal Panettone. Anzi, per essere precisi, il Pandoro senza anima è il PD: «Il pandoro mi ricorda il Pd, trasparente, senza sostanza. Il panettone è come il Movimento 5 Stelle, saporito». Capito? Questa sì che è politica, alta politica, altissima: altro che Metternich, Disraeli, von Rbbentrop, Gromyko, Cavour, Nigra. La politica vera si misura sul panettone: se ami il panettone sei buono, se no sei cattivo, anzi peggio, del PD, quasi come se dicesse che hai la scabbia.
Il bello, poi, è che un tale di nome Coletto (che non so chi sia, ma è certamente un allievo, o forse il, maestro, del professor Paolo Becchi) un vero pensatore, spiega, essendo veronese dato che a Verona il signor Melegatti ha inventato, pare, la ricetta del Pandoro: «in effetti il Pd è senz’anima, ma la cosa non c’entra con il pandoro», questa è roba da Nobel!. «Inviterò la ministra a Verona, per visitare le aziende che lo producono. E gliene regalerò uno per Natale».
A lei, non ai bambini di Corsico (milanese) che a scuola non ricevono il Pandoro e nemmeno il Panettone, non ricevono nulla, diversamente dagli altri bambini alla mensa della scuola, se i genitori non hanno pagato regolarmente le quote della mensa. È già successo e succederà ancora, questa è la volontà di papà Salvini. Ma qui siamo alla raffinatezza sadica, nemmeno Salvini, solo la ‘mente’ di un Di Maio potrebbe pensarla: i bimbi mangiano in mensa e il Pandoro gli sfila sotto il naso e finisce ad altri. Le rinomate torture cinesi sono roba da educande.

Lo ho già scritto: una delle componenti evidenti e tipiche di questo Governo, di questa politica e di questi politicanti, che cercano di diventare regime, è la cattiveria: in questo Paese, bagnato dall’arte, dalla filosofia e dalla religione (eh sì, dalla religione) la caratteristica principale che i nostri politicanti ci insegnano e impongono e praticano attivamente e quotidianamente (con il rosario in mano, sia ben chiaro e la croce e l’immaginetta di Padre Pio, ecc.) è la cattiveria e l’odio, anche per i malati, Grillo docet.

Quella stessa cattiveria, che ha fatto sì che l’imprenditore elevato durante la campagna elettorale a simbolo del malgoverno del PD, e al quale era stato promessa (come a tutti coloro che si trovassero nella medesima condizione?) la immediata e fulminea soluzione dei suoi problemi mediante la eliminazione delle ‘angherie’ della legge, mi riferisco al signor Sergio Bramini, sia rimasto, come si suol dire, «con la mazza in mano»! Gli hanno venduto la casa, e ora gli venderanno anche l’azienda. Non so come stiano le cose e se abbia torto o ragione, ma Salvini e Di Maio, sempre presenti dappertutto, da lui non sono tornati.

E ancora la stessa che, per soddisfare le smanie giustizialiste e cattive di Giggino Di Maio, porta il suo papà a subire ogni sorta di sanzioni, perfino l’accusa di inquinamento (!): unico responsabile di un andazzo generalizzato, che vede il figliolo, per difendere sé stesso, accusare il padre e vederlo, indifferente, condannare e soffrire. Esempio estremo e chiaro di cattiveria fine a sé stessa e di cinismo: perché alla fine è solo lui, il povero genitore, quello che paga per tutti. Posso solo ripetere il disgusto che tutto ciò mi ha provocato e mi provoca. Che diventa rabbia a leggere su Facebook il ridicolo elenco delle cose ‘fatte0, novello Berlusconi lo ricorderete, ma su ciò Gramellini è stato irraggiungibile, e quindi chapeau a lui!

Ed ancora la cattiveria espressa dal faccione soddisfatto e ghignante di Salvini che per l’ennesima volta chiude i porti a poche decine di disgraziati raccolti in mare. Contento Salvini, contento, che bel Natale per te! Sono certo che nella Chiesa dove andrai a farti fotografare compunto a celebrare il Natale, completo di rosario e immaginette varie, sarai accolto da un clamoroso Te Deum … il Dies irae lo rinviamo a data da destinarsi.

E che dire di Giorgia Meloni, che del padre dice che quando è morto non «ha provato nulla», … stupendo. E lo ‘giustifica’, pure: «se una bambina di 11 anni decide che il padre non lo vuole vedere più e poi lo fa davvero, evidentemente quest’uomo qualcosa le ha fatto». Questo modo di ragionare si chiama ‘tautologia’, ma la Meloni lo ignora, però resta un ragionamento allucinante, utile solo a giustificare l’indifferenza, la cattiveria, appunto.

Ma poi, Salvini (sempre discinto, indifferente e cattivo) si autofotografa mentre addenta una fetta biscottata con Nutella (che dimostra che non ha gusto … la Nutella si mangia sul pane, specie se un po’ secco!) e dice «il mio Santo Stefano inizia con pane e Nutella (segue emoticon) e il vostro?», indifferente al fatto che c’è gente alle prese con un terremoto (Catania) e un post terremoto (Marche, Abruzzo, ecc.) e per di più il fratello di unpentito’, sotto protezione della Polizia (= Salvini) viene tranquillamente ammazzato con 30 colpi di pistola, nel garage di casa, procurata dal Ministero. Buon Santo Stefano, sig. Salvini! Dice il sindaco di Pesaro: «Quando ha finito di mangiare vorremo rassicurazioni» … sta fresco, prima c’è la cassoeüla!

Ho detto in altri contributi che l’avvocato del popolo, professore di diritto, sedicente premier, ritenuto da alcuni Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Dr. Avv. Giuseppe Conte aveva mostrato finalmente di esistere, non solo come entità individuale capace di pensare, ma addirittura come entità pensante capace di decidere e perfino fare valere una propria volontà. Poteva, mi sembrava, esservi dubbio sulla razionalità e sul valore del suo pensiero e delle sue decisioni, ma che vi fossero stati era, pardon ‘appariva’, indubbio, visto che aveva assunto la direzione (insieme, anzi, grazie a Giovanni Tria e Enzo Moavero) del difficile e tardivo ‘negoziato’ con la Commissione europea, per giungere ad una composizione del conflitto determinato dalla stupidità dei dioscuri. Che essa prevedesse un consistente ‘arretramento’ dalle posizioni iniziali oltranziste e sprezzanti era tanto evidente quanto irrilevante, anche se oggi Salvini dice che la manovra, o lui non si capisce, ha le palle, …. sempre raffinato. Il tema non era, e non è, se questo o quello hanno arretrato’, ma se la soluzione è o meno favorevole alla logica e non dannosa. Avete letto bene non manca una frase, non manca il riferimento agli interessi dell’Italia, perché questi, lo si volesse o no da parte del predetto, sono del tutto in seconda linea. Tutto ruotava e ruota intorno ai due provvedimenti assunti dai dioscuri a simbolo di vittoria e affermazione. I due provvedimenti, sono entrambi se non dannosi assai poco utili all’Italia in senso collettivo, che avrebbe bisogno di investimenti, non di ulteriori spese. Ma Conte poteva solo fare ciò che poteva, per ri-citare Paolo Savona (o meglio Menichella) ‘devi giocare con le carte che hai’.
Bene, ma quando lacomposizionedella manovra cominciava ad essere rinviata a causa delle impuntature dei dioscuri contro Bruxelles, ma specialmente del litigio violentissimo tra i dioscuri, Conte ha, sì, manifestato il proprio imbarazzo (e ci mancherebbe), ma ha fatto una affermazione intollerabile e inaccettabile, meschina che lo condanna a tornare nell’oblio: «non è colpa mia», ha detto. Eh no, mio caro, e di chi, del solito destino cinico e baro? O della volgare affermazione (che Lei, signor Conte, non ha smentito, colpevolmente, perché lei è il garante di tutti i suoi dipendenti) che era colpa dei funzionari incapaci o malevoli? Perfino Salvini si è dissociato da questa infantile affermazione. Se lei fosse stato padrone, come ha dato la fallace impressione di essere stato, delle sue azioni e delle sue decisioni, avrebbe detto chiaro e ad alta voce la verità: questi due litigano e non se ne viene a capo. E, se fosse stato, come purtroppo non è, capace di decidere, avrebbe preso lapalla in mano (e magari anche quelle dei dioscuri) e avrebbe deciso.
E invece, come i bambini colti a rompere il vetro con una pallonata, ha detto che non era colpa sua, anzi, come i bambini quando dicono, piagnucolosi ‘è stato il mio amico a rompere il vetro’, ma in burocratese stretto, ha detto,: «Tengo a precisare che le tempistiche di quest’anno sono state imposte da un negoziato con Bruxelles davvero molto complesso, e tengo a sottolineare che non c’è stata alcuna deliberata volontà del Governo di comprimere il vaglio del Parlamento» … ce ne vuole di faccia tosta! Ora attendiamo la smentita di Bruxelles, o forse no, ormai ci considerano irrilevanti, temo!

Al bambino che rompe il vetro, uno scapaccione è certo, due se dice che non è colpa sua. A lei, avvocato? Ma forse la misura è data dalla immagine, al solito surreale, di lei che entra in aula al Senato, prende posto tra i banchi del Governo e Tria, lì accanto, in conversari fittissimi con la Bongiorno … non si accorge di lei, nonostante il colpetto sulla schiena … poi, dopo un bel po’, mentre lei cerca di darsi un contegno sfoglia il brogliaccio saluta il Presidente, ‘si accorge’, la saluta frettoloso e si rimette a parlare fitto fitto … cosa ci sia da dire con la Bongiorno preferisco non saperlo!

Dopo l’incidente di Corindoli e la morte di sei persone, alcuni sindaci (non lo Stato, come sarebbe stato ovvio e necessario, e non il sindaco Raggi, chi sa perché) hanno stabilito che ai festeggiamenti, di questi giorni, in piazza o in locali portare quella roba urticante è punito con una multa. Lo Stato, potrebbe punire con l’arresto, o potrebbe (ma dovrebbe essere uno Stato) regolamentare il tema, perché autodifesa è una cosa, creazione di pericoli o danni è altra; ma lo Stato, ormai, qui non c’è. Ma Salvini che lo interpreta e, ahimè, lo rappresenta, non ha perso l’occasione per rivelarsi quel personaggio infimo che è, quando ha affermato (al solito sprezzante) imitando il suo mito Trump, che non è lo spray urticante il colpevole degli incidenti, ma chi li usa. Come dire che, se domani vado in giro con una bomba a mano in tasca o con un fucile mitragliatore a tracolla, al massimo mi possono chiedere se intendo usarli in maniera opportuna. Bravo Salvini.

Non vorrei che si pensasse che dimentico Dibba, il rientrante Dibba, il Lettore (delle sentenze berlusconiane) Dibba, l’amico di Giggino, Dibba, che finalmente rientra (pare … lo dice da settimane, manco l’Aida) con un paio di calzini per Di Maio e per difendersi dalle ‘stronzate’ (testuale) che dicono su di lui. Sempre fini ‘sti ragazzi. Ah, pare che abbia in mente di fare la riforma della Costituzione, consistente nella riduzione del numero dei parlamentari (che avrebbe anche un senso), nell’istituzione del referendum propositivo senza quorum (una sciocchezza colossale … votano in quattro e ‘zac’ il referendum è approvato), e nel vincolo di mandato. Insomma, mandare definitivamente in soffitta la democrazia. Allegria.
Che almeno si sbrighi a tornare, questa attesa ci sta divorando!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.