martedì, Aprile 7

Utopie ai tempi del coronavirus La burocrazia che mette a rischio vite umane: di questo Conte si dovrà occupare, per modernizzare la burocrazia, tema centrale da affrontare in futuro, grande occasione per un Governo che finora ha dato poca buona prova di sé

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Confermo, come ho scritto anche ieri, che non intendo occuparmi del coronavirus, ne è piena ogni trasmissione, ogni tweet, ogni giornale, ogni tutto.
È un dato di fatto che, nel bene o nel male e cioè qualunque ne siano le cause e le responsabilità politiche e operative, il virus c’è. Colpisce solo una cosa su cui dopo, ripeto dopo, dopo, si potrà a dovrà discutere, e cioè che l’infezione è partita, se ben capisco, anche da ospedali o prontosoccorsi.
Ipotesi praticamente confermata, in serata, dal Presidente Giuseppe Conte: « Non possiamo prevedere l’andamento del virus: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione», causando grande scandalo al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana..
Ecco, su ciò si dovrà discutere e valutare e decidere, perché se è così, se fosse stato così anche in un solo unico caso, vuol dire che lì si dovranno prendere provvedimenti, insomma abitudini, procedure standard molto accurate.
L’unico posto da cui non ti aspetti un danno sono ospedali e pronto soccorsi
. E, se per caso, si dovesse accertare (come è molto probabile) che certe precauzioni, oggi ormai usuali, non siano state adottate perché non ci si era pensato o non vi erano istruzioni adeguate, si dovrà provvedere in generale non nel caso singolo.

Questa, infatti, è una tipica mentalità della nostra burocrazia, ecco la burocrazia, questa è la burocrazia vera, quella che non agisce di propria iniziativa nell’interesse pubblico, che non agisce anche senza istruzioni alla luce di logiche misure usuali di buon senso, quotidiane, che aspetta la circolare e esegue solo quella e alla lettera, quando la capisce.
Mentre scrivo, sento su ‘SkyTg24’, un signora funzionaria di non so che, affermare sostanzialmente, che, visto che purtroppo (testuale) uno dei focolai (o il focolaio) è stato in un ospedale o prontosoccorso, si daranno istruzioni precise ai predetti. Ecco: il ‘superiore Ministero’ deve fare la circolare. Nessuno ci pensava da sé, nessuno deve pensarci da sé, e, infine fondamentale, nessuno ‘può’ pensarci da sé? Proprio così, perché spesso se fai una cosa di tua iniziativa, magari ti puniscono pure. Pochi minuti dopo, sulla stessa rete, sento ungiornalista’, complimentarsi per l’efficienza dei prontosoccorsi e ospedali del Nord, ed esprimere molti dubbi su cosa accadrebbe se qualcosa del genere accadesse al Sud. Siamo ancora a questo, purtroppo siamo ancora a questo, restiamo ancora a questo!

Questo, io credo, sarà un tema centrale da affrontare in futuro, e sarebbe una grande occasione per un Governo che finora, coronavirus a parte, ha dato poca buona prova di sé, anzi pessima: una prova di ottusa litigiosità, di ignoranza, di accidia, di arroganza, di superficialità, di sciacallaggio. E questo non riguarda solo i burocrati, sanitari e non. Sarebbe davvero un tema di grande modernizzazione, che potrebbe richiedere interventi decisi e impopolari, e che dovrebbe portare nella burocrazia modernità, capacità di decisione, senso di responsabilità, autonomia di giudizio e, perché no, coraggio.
Certo, il tutto dovrebbe essere diretto da un Governo, e da un Presidente del Consiglio, che oggi non chiamerò col suo nome, pochette, che innanzitutto deve guardare bene negli occhi i suoi colleghi di Governo e dire loro di abbandonare pregiudizi e preclusioni stupide e dannose (siano i ‘novax’ o i ‘noTap-tav’, i ‘nazionalizzatori’) e di rimboccarsi le maniche e cercare di fare il loro mestiere o lasciare il posto ad altri.

E dunque, il Governo, che fingo di credere (ahimè posso solo fingere) sia interessato a fare cose serie e utili, non ha solo il problema della infezione. Ha il problema della disoccupazione, dell’economia che non cresce, degli investimenti assenti, degli imprenditori che non imprendono, del disordine amministrativo, dell’incultura di massa, e chi più ne ha più ne metta.

Ebbene, Professor Conte, ora governi, se ne è capace e se vuole davvero farlo, o se ne vada. E con lei, governino seriamente, se del caso agendo a muso duro, Zingaretti, Bersani, Cuperlo (si fa per dire), uscendo definitivamente e senza accettare compromessi o altro dalle solite assurde infinite discussioni e diatribe inutili e dannose. Sì. Lo so, avrei dovuto aggiungere la signora Lezzi, il sig. Di Maio l’avv. Alfredo Rocco, pardon Bonafede. Ma sono casi disperati e se lei, prof. Conte, è una persona seria, a questi ed altri (non lo ho dimenticato, anche Renzi non si preoccupi) deve porre le cose in modo chiaro, semplice e netto: queste sono le cose da fare, se non vi vanno fate cadere il Governo e prendetevene la responsabilità di fronte al Paese.
Certo, anche Renzi. Ma quello non è il problema peggiore, credo. A quello si deve solo dire: mio caro ora basta, non abbiamo tempo da perdere in dibattiti bizantini, perfettamente inutili e utili solo a mettere bandierine qua e là e a assumere un po’ di sottogoverno. 

Lei, Conte, sostiene di avere un meraviglioso programma di governo per i prossimi anni.
Bene. Lo porti in Parlamento, lo faccia discutere (discutere, non le solite caciare) e lo faccia votare: prendere o lasciare. E poi, magari, lo metta in pratica … lo so non si usa in genere, ma potrebbe essere una interessante novità.

Il Carnevale è finito: si prenda ciascuno le sue responsabilità e agisca di conseguenza. A lei compete, tra l’altro di mettere i suoi colleghi di Governo di fronte alle proprie responsabilità operative: devono governare, e governare bene. I temi veri sono quelli, non le chiacchiere ridicole sulla prescrizione o sul sindaco d’Italia.

Spetta a lei e al Governo decidere e agire. E se fra due o tre anni il risultato sarà stato negativo, vorrà dire che avete fallito. Ma restare appesi a discussioni infinite e levantine, non serve a nessuno, ma specialmente non serve agli italiani. O meglio, serve solo a quelli che non pagano oggi le tasse e non intendono pagarle in futuro, a quelli che guadagnano da imprese che smantellano per godersi i soldi e ai loro ‘politicanti’ di riferimento, per non parlare dei delinquenti più o meno organizzati.

Il coronavirus riguarda il Ministro Roberto Speranza e qualche altro. Faccia lui, poi vedremo se ha fatto male. Lei, invece, deve fare il Governo, fare quelle cose e non perdersi in chiacchiere.
Non so se lo sappia fare. So che deve farlo. Se, onestamente, pensa di non saperle fare, se ne vada, e subito. Se pensa di saperle fare, ma non le sa fare, sarà bene che i suoi colleghi, da Zingaretti a … Zingaretti, la facciano andare via, subito, e che lei se ne vada.
Sono utopie?
Purtroppo fortemente lo temo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.