giovedì, Ottobre 29

USA2020: quel voto anticipato che viene da lontano Gli americani stanno votando, e oramai via posta o di persona hanno votato milioni di americani. Si Si parla già di nuove abitudini di voto per gli americani che potrebbero sopravvivere alla pandemia. Ma il voto anticipato arriva da lontano, dalla guerra civile

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Gli Stati Uniti al voto il 3 novembre. Anzi, no. Gli americani stanno già votando. Lo hanno già fatto in svariati milioni per una tornata di presidenziali che i media americani già definiscono ‘storica’. E qualcosa di ‘storico’ o quanto meno ‘nuovo’, diverso rispetto alle altre 45 volte in cui si States hanno scelto l’inquilino della Casa Bianca già c’è. Sono le lunghe fila ai seggi per il voto anticipato e molte le schede già votate e restituite.

Le cronache americane ci restituiscono la forte affluenza nei centri di votazione anticipata, le attese lunghe anche otto ore un po’ ovunque ma in particolare in Stati come Georgia e Texas. La ‘CNN’ parla di «entusiasmo di entrambe le parti in un momento raw della storia degli Stati Unitialla fine di un tumultuoso mandato presidenziale», il tutto incontrando problemi decisamente demotivanti se non sfiancanti che vanno dall’emergenza sanitaria, alla campagna di disinformazione e discredito del voto per corrispondenza condotta dal Presidente uscente, Donald Trump, ai problemi tecnici di cattivo funzionamento delle infrastrutture per la registrazione e poi l’esercizio del voto, fino alle contestazioni legali sollevate in particolare dai governatori e dai parlamentari locali repubblicani praticamente su tutto, dalle schede, ai seggi, ai calendari delle procedure di voto.

Si vota in anticipo, via posta -quello che veniva definito ‘absentee voting’ e che oggi viene abitualmente definito ‘mail-in voting’, differenza di terminologia che sta indicare l’evoluzionenormativa che il voto anticipato consegnato a mezzo posta ha avuto nel tempo piuttosto che da qualche giorno nei centri di votazione anticipata -e in alcuni Stati si inizierà solo nei prossimi giorni– , non soltanto perché entrambi i partiti hanno cercato di convincere gli elettori a votare in anticipo, dato che la folla nei seggi elettorali il giorno delle elezioni potrebbe rappresentare una seria minaccia per la salute pubblica, ma anche perché i democratici in particolare, ma non soltanto loro, stanno vivendo questo voto come un appuntamento decisivo per le prossime generazioni americane. Ecco perché l’affollamento.

«Più di 10,5 milioni di americani hanno già votato alle elezioni generali, secondo un’analisi delle informazioni pervenute sul voto in 41 Stati da CNN, Edison Research e Catalist». Gli elettori che a ieri avevano votato usando il metodo del voto per corrispondenza, secondo United States Elections Project, sarebbero 19.858.793.

Numeri che non hanno nulla a che spartire con le precedenti tornate elettorali. La U.S. Election Assistance Commission, circa il voto del 2016, aveva riferito che oltre il 41% di tutte le schede elettorali a livello nazionale erano state espresse prima del giorno delle elezioni -con il voto anticipato di persona che rappresentava il 17% e il voto per posta il 24% di tutta l’affluenza alle urne.

I dati ‘CNN’ riferiscono di 6 milioni -sui 10,5 milioni- di voti che provengono dai 16 Staticonsiderati al centro della competizione 2020. In Stati decisivi per la vittoria dell’uno o dell’altro candidato come la Florida due giorni fa più di 2 milioni di elettori avevano già votato.
Altresì si prevede che il voto anticipato da qui al 3 novembre continuerà a crescere, affollandosi sempre più.

Si parla già di nuove abitudini di voto per gli americani, con una percentuale di cittadini molto più ampia che nel passato che sceglie il voto anticipato, fisico o per posta, in particolare tra i democratici, e che tali nuove abitudini potrebbero sopravvivere alla pandemia. Secondo alcuni osservatori, si deve oramai parlare di una unastagione elettorale’, non più del giorno delle elezioni.

E però il voto anticipato non solo non è una novità, anzi, dalla guerra civile in poi si è imposto fino alla sua definizione normativa a partire negli anni ‘80 del secolo passato, e, secondo alcuni studiosi della storia politica USA, non è una novità assoluta neanche l’importante partecipazione al voto anticipato.

Terri Bimes, docente di Scienze Politiche all’Università della California di Berkeley, spiega che quando fu fondato il Paese «non c’era un giorno delle elezioni nazionali fissato. Le prime elezioni presidenziali iniziarono il 15 dicembre 1788 e terminarono quasi un mese dopo, il 10 gennaio 1789».

Poi nel 1792, il Congresso approva una legge checonsente a ogni Stato di scegliere i membri delCollegio Elettorale -i così detti grandi elettori che poi formalmente eleggeranno il Presidente- in qualsiasi momento nell’arco dei 34 giorni prima del primo mercoledì di dicembre. I diversi Stati decisero giorni elettorali diversi, e per quanto, la maggior parte degli Stati abbia deciso per elezioni in un solo giorno, «alcuni hanno avuto elezioni nel corso di due giorni».

Negli anni dal 1789 al 1840, gli Stati convergono sulla considerazione che l‘inizio di novembre è il momento per tenere le elezioni presidenziali, ponendo le basi per l’adozione da parte del Congresso di un giorno delle elezioni presidenziali comune a tutto il Paese.
L
e presidenziali del 1840 –anche politicamente significative in un ragionamento sulla storia delle elezioni USA- iniziarono venerdì 30 ottobre in Ohio e Pennsylvania e terminarono giovedì 12 novembre nella Carolina del Nord -in Carolina del Sud, proseguirono ancora per alcuni giorni.

Bisognerà arrivare al 1845 per avere il martedì delle presidenziali, in quell’anno, infatti, «il Congresso adottò formalmente un giorno per le elezioni nazionali, il martedì dopo il primo lunedì di novembre».

Le motivazioni Bimes le spiega così: «Con l’invenzione del telegrafo, l’aumento della competizione bipartitica nella maggior parte degli Stati e l’affluenza alle urne da record, entrambi i partiti avevano interesse a regolare le elezioni e stabilire un giorno delle elezioni nazionali. Inoltre, i partiti erano sempre più preoccupati per le frodi elettorali».

La scelta cadde sul martedì perché «la maggior parte degli Stati aveva tenuto le elezioni nel passato il lunedì o il martedì e hanno ritenuto che fosse generalmente una buona idea avere un giorno tra domenica e il giorno delle elezioni» e il martedì dopo il primo lunedì di novembre perché fosse 30 giorni prima della riunione dei grandi elettori.

Anche dopo la definizione del primo martedì di novembre, le abitudini del passato hanno per lungo tempo resistito. Per esempio in occasione delle elezioni del Congresso del 1848, le quali durarono 15 mesi, dall’agosto 1848 al novembre 1849. Per le elezioni dei membri del Congresso, gli Stati del nord «tendevano ad adottare il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre, lo stesso giorno delle elezioni presidenziali», quelli del sud, al contrario, «hanno programmato le elezioni del Congresso diversi mesi dopo il giorno delle elezioni presidenziali. Fu solo nel 1872 che il Congresso impose a tutti gli stati di tenere le elezioni al Congresso lo stesso giorno delle elezioni presidenziali».

«L’istituzione di un periodo di voto anticipato esplicito si basa sul precedente stabilito durante la guerra civile», spiega Terri Bimes. «C’erano molti modi in cui i soldati sul campo di battaglia potevano esprimere il loro voto»: per procura,inviando le schede elettorali a mezzo posta, ovotando di persona nei campi e negli ospedalivicini al campo di battaglia. I voti per procura, le schede elettorali e / o i fogli di conteggio dei voti espressi in loco venivano inviati allo Stato di origine del soldato o del marinaio per il conteggio. Nelle elezioni presidenziali del 1864 la percentuale di voti raccolti in questo modo, che definiremmo ‘anticipato’, in alcuni Stati come l’Ohio fu molto rilevante.

«Da allora sono state stabilite molteplici forme di voto anticipato. La votazione anticipata può avvenire di persona o tramite votazione per posta». E circa la perfetta legittimità di questo voto, Bimes spiega che «in un caso d’appello federale del 2001 che contestava il voto anticipato senza scuse, la nona Corte d’Appello del Circuito degli Stati Uniti ha confermato i periodi di votazione anticipata, stabilendo che le elezioni devono essere solo ‘consumate’ il giorno delle elezioni. In altre parole, gli elettori devono votare entro il giorno delle elezioni, ma la legge non impedisce loro di votare prima».
Il voto anticipato per posta era definito anche … questo perché per molto tempo in molti Stati era consentito soltanto per ‘assenza motivata’, per tanto chi richiedeva di poter esprimere il proprio voto per posta doveva presentare una valida motivazione di assenza nel giorno dell’elezione (malattia, assenza per impegni di lavoro, ecc…). Nel 1978 la California divenne il primo Stato a consentire a qualsiasi elettore registrato di votare a distanza senza bisogno di scuse, motivazioni insomma che giustificassero la necessità di votare in anticipo e a distanza.
Il numero di
Stati che hanno adottato periodi di votazione anticipata anche a mezzo posta è aumentato considerevolmente negli anni ‘90 e ora la pandemia ha ulteriormente ampliato il numero degli Stati che adottano questo tipo di voto (almeno 35 , secondo alcune fonti, proprio a seguito della pandemia hanno ridotto ulteriormente le restrizioni).

La votazione anticipata nel 2020 potrebbe segnare un nuovo record. Che questa forma favorisca una maggiore affluenza o meno è tema ancora ampiamente discusso.

«Mentre alcuni studiosi sostengono che i periodi di voto anticipato di persona possono potenzialmente ridurre l’affluenza alle urne», afferma Terri Bimes,«gli studi incentrati sul voto per corrispondenza, mostrano generalmente un aumento dell’affluenza alle urne. Una nuova ricerca presenta la prova che l’implementazione del voto per corrispondenza in Colorado ha aumentato l’affluenza alle urne del 9,4% in generale».
Altro tema al centro del dibattito in particolare proprio in questa tornata elettorale è se e chi tra i due grandi partiti favorisce il voto anticipato. «Sebbene alcuni studi abbiano dimostrato che il voto anticipato non ha aiutato un partito rispetto all’altro, le elezioni del 2020 potrebbero essere diverse». Ma questa è ancora una storia da scrivere.

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