venerdì, Novembre 27

USA2020: Casa Bianca a parte, ecco cosa c’è al voto In palio oltre alla Presidenza, c'è il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera, il rinnovo di 35 seggi del Senato, l’elezione di 11 Governatori e poi una serie di cariche locali, 34 Parlamenti locali, e oltre cento referendum locali

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Martedì 3 novembre, USA 2020, Election day. Tutta l’attenzione è concentrata sul duello presidenzialetra Donald Trump e Joe Biden, ma non si vota solo per la Casa Bianca. In palio, come ogni due anni, c’è il rinnovo di tutti i 435 seggi della Camera, il rinnovo parziale (35 seggi) del Senato, l’elezione di 11 Governatori e poi una serie rinnovi di cariche locali, tra queste, in 34 Stati, anche i Parlamenti locali, e oltre cento referendum locali nei diversi Stati.

Le elezioni per Camera e Senato sono, dopo la Presidenza, ovviamente le più attese. Alla Camera il partito democratico è già in maggioranza e conta di rafforzarsi ulteriormente. Al Senato i repubblicani dispongono oggi di una fragile maggioranza che rischia di sgretolarsi.
Se Trump otterrà un secondo mandato, l’intero Congresso in mano ai democratici gli complicherebbe molto la vita, mentre se Bidenandasse alla Casa Bianca, un Congresso democratico gli darebbe mani libere per realizzare il suo programma.
Ci sono in particolare cinque seggi contesi che potrebbero segnare la svolta e consegnare il Senato nelle mani dei democratici. Si tratta dei seggi di Arizona, South Carolina, Maine, Georgia, Alabama. I sondaggi per il Senato al momentorestituiscono un testa a testa dove la maggioranza si giocherebbe su di un seggio (per ora in favore dei repubblicani), per quanto alcuni sondaggisticonsiderino molto probabile che per una altrettantastrettissima maggioranza i democratici possano riprendere il controllo.
I sondaggi per la Camera invece preannunciano una larga vittoria per i democratici, senza margine alcuno di recupero per i repubblicani.

11 gli Stati dove i cittadini saranno chiamati al voto per eleggere i Governatori. Sono: Montana,North Carolina, Vermont, New Hampshire,Missouri, West Virginia, Delaware, Washington,North Dakota, Indiana, Utah. Al momento,quattro sono guidati da democratici, sette da repubblicani. I sondaggi non prevedono capovolgimenti, tranne che in Montana, dove il governatore uscente è il democratico, e in North Carolina, altro Stato a guida democratica.
Sempre domani verranno eletti anche i nuovi governatori di due ‘Territori’, che rientrano nella giurisdizione americana ma non come Stati: le Samoa americane e Porto Rico.

Come in ogni tradizionale Election Day americano, anche in questo 2020 gli Stati hanno colto l’occasione per indire un corposo numero di referendum di portata locale. Dalla cannabis all’aborto, dal ritorno dei lupi grigi al voto degli ex detenuti. Altresì sarà anche il giorno dei cosiddetti ‘ballot initiative’: petizioni firmate da un numero minimo di elettori, che portano a votare su proposte di legge o modifiche costituzionali a livello statale. Sono 120 i ‘mini referendumche coinvolgeranno 32 Stati su 50. In genere sono petizioni che nascono dall’elettorato di opposizione che non ha speranza di vederle passare attraverso il Congresso.
In California si voterà una legge che obbliga le Big Tech a equiparare i propri dipendenti presi con assunzione a chiamata, a veri e propri dipendenti, e non ‘appaltatori esterni’, garantendo salario minimo e tutele. Il referendum può avere una ricaduta nazionale importante perchè il cambiamento di status riguarderebbe anche centinaia di migliaia di lavoratori di Uber, il servizio privato di taxi molto diffuso in tutto il Paese.
Sempre in California i cittadini esprimeranno il loro parere su una legge che vuole estendere il diritto di voto a quasi 50 mila residenti usciti dal carcere dopo aver scontato la pena.
In Ohio e nel Maine verrà messa al voto l’istituzione di due commissioni per indagare casi di violenza da parte della Polizia, mentre in Rhode Island si deciderà se cambiare il nome originale dello Stato che attualmente è ‘State of Rhode Island and Providence Plantations’. L’obiettivo è eliminare il riferimento schiavista alle ‘Plantations’, le piantagioni dove gli schiavi neri lavoravano.
Tutt’altro tema in Oregon dove ci sarà un referendum sull’uso dei cosiddetti ‘funghi magici’ per la ricerca medica, già depenalizzato in California, Colorado e Michigan e in discussione in altri Stati. Se passa il ‘si’’, le persone con almeno 21 anni potranno usare i funghi magici come terapia.
Il Colorado, invece, voterà una proposta che renderebbe illegale l’aborto oltre le 22 settimane di gestazione. All’esame dei cittadini anche l’istituzione del congedo di maternità retribuito, una conquista che in Usa non è cosi’ diffusa.
Sempre in Colorado si voterà anche sul ritorno dei lupi grigi, ottant’anni dopo la loro cacciata da parte degli allevatori che volevano proteggere il bestiame. Ma, a lungo andare, l’assenza dei lupi ha finito per creare un disastro all’ecosistema. E allora, in attesa che i lupi se ne convincano, i cittadini decideranno se è arrivato il momento di farli tornare a casa.

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