martedì, Marzo 19

Usa, via il ritiro dalla Siria Francia: tornano a far paura i gilet gialli. Domani nuova mobilitazione nazionale

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Gli Usa hanno cominciato il ritiro militare dalla Siria. A dirlo il portavoce della Coalizione internazionale anti-Isis., il colonnello Sean Ryan, che però non ha fornito ulteriori dettagli. Gli Stati Uniti mantengono finora circa duemila militari nella Siria orientale e settentrionale.

Nel frattempo Donald Trump ha ben altro a cui pensare. In corso ormai lo Shutdown. Per la prima volta oggi circa 800.000 dipendenti pubblici non hanno ricevuto lo stipendio. La parziale paralisi del governo federale, che dura da 21 giorni, domani diventerà la più lunga nella storia degli Usa. Molti sono già scesi in piazza a protestare, nella capitale ma anche ad Atlanta e in altre città.

Ma non è tutto, perché Michael Cohen, l’ex avvocato personale di Trump condannato a tre anni per vari reati, testimonierà davanti al Congresso. Lo rende noto la Cnn. E’ la prima importante mossa dei democratici. Mentre il tycoon continua a pensare ai migranti. La Casa Bianca sta gettando le basi per dichiarare una emergenza nazionale che consentirebbe a Trump di bypassare il Congresso e finanziare il muro al confine col Messico, mettendo fine all’impasse dello shutdown. L’amministrazione vorrebbe utilizzare fondi non usati del Genio dell’esercito.

Tornano a far paura i gilet gialli. Domani nuova mobilitazione nazionale in Francia. E il prefetto di Parigi, Michel Delpuech, intervistato da CNews, dice: «Pensiamo che la mobilitazione sarà più forte rispetto a sabato scorso e che il comportamento dei gruppi presenti verrà segnato da un maggiore radicalismo, una maggiore tentazione di violenze. Di settimana in settimana osserviamo una deriva verso comportamenti sempre più violenti, causati da sparuti gruppi di casseur».

E intanto, per colpa dei gilet gialli, cala anche il turismo. Secondo Atout France, l’ente di promozione turistica della Francia all’estero, a dicembre Parigi ha scontato un calo dal 5% al 10% degli arrivi aerei internazionali.

Tornano le voci di un ipotetico rinvio della Brexit, nonostante le rassicurazioni della premier britannica Theresa May. A dirlo è l’Evening Standard, che cita alcuni anonimi ministri stando ai quali ormai potrebbero non esserci più i tempi per arrivare all’approvazione parlamentare delle sei leggi fondamentali di attuazione del divorzio entro il 29 marzo. L’ipotesi del rinvio dovrebbe peraltro passare attraverso una richiesta formale di Londra a Bruxelles di estensione dei termini negoziali previsti dall’articolo 50.

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