giovedì, Agosto 6

USA, Trump: ‘Non andremo in Siria’

0

A una settimana dal controverso bombardamento col gas di cui sono stati accusati Assad e l’Esercito Siriano, Trump spazza via ogni paura e preoccupazione dichiarando che non ci sarà nessuna invasione della Siria.

In molti si aspettano l’ennesimo intervento americano ‘boots on the ground’, e i più pessimisti prevedono persino uno scontro con i principali alleati della Siria, Iran e Russia, ma, stando a un’intervista di ieri a ‘Fox Business’, il Presidente sembra aver semplicemente voluto mandare un segnale di forza. «L’Amministrazione Obama avrebbe dovuto fare quel che ho fatto molto prima che lo facessi io» ha precisato Trump.

‘Gli Stati Uniti non possono essere lasciati da parte nella questione siriana’, sembra essere il messaggio dei 50 missili che venerdì hanno colpito la base aerea siriana di Sheyrat: «E’ molto difficile dare il segnale quando sai che si tratta di vite umane», ha affermato il Presidente,  «avremmo potuto colpire più bersagli, e in maniera più incisiva, ma abbiamo pensato che questo sarebbe stato appropriato come primo colpo».

«Non stiamo andando in Siria», ha rassicurato Trump, «ma quando ho visto usare orribili armi chimiche, quando ho visto quei bellissimi bambini morti tra le braccia dei loro padri e i ragazzi che non riuscivano a respirare… ho immediatamente chiamato il Generale Mattis».

In un’altra intervista, sempre di ieri, a Michael Goodwin per il ‘New York Post’ il Presidente americano ha definito Assad un «macellaio», e l’attacco missilistico degli USA un «atto di umanità». «La nostra grande missione è quella di sbarazzarci dell’ISIS», ha poi chiarito Trump, confermando che «questo è sempre stato il nostro obiettivo […] la nostra politica non è cambiata. Non andremo in Siria».

Riguardo alla Russia, ha aggiunto Trump, «non siamo sulla stessa lunghezza d’onda […] Putin deve capire che barbaro quest’uomo è [Assad, ndr], ed è cattiva pubblicità per la Russia stare con una persona che uccide i bambini col gas e usa bombe a grappolo».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore