martedì, Luglio 14

USA, Super Tuesday: una questione demografica 89 milioni di elettori in 14 Stati dove l’elettorato è 18% ispanico, 11% nero, 6% è asiatico decideranno ‘quali blocchi demografici favoriscono quali candidati’

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Oggi, circa 89 milioni di elettori americani, in 14Stati ( Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont e Virginia) sono chiamati a votare per le primarie democratiche, ovvero per scegliere i delegati alla convention democratica che nominerà il candidato alle presidenziali di novembre: è il così detto Super Tuesday.
Nel Super martedì di quest’anno verranno eletti circa un terzo dei delegati (1.357 sui 3.979) che parteciperanno alla convention democratica di luglio, chiamata a nominare il candidato democratico sfidante di Donald Trump. Per ottenere la ‘nomination’ per correre per la Casa Bianca il candidato deve ottenere la metà più uno dei voti, ovvero 1.991 delegati. I candidati democratici che oggi tenteranno di conquistare, attraverso i loro delegati, i 14 Stati sono: Bernie Sanders, Joe Biden, Elizabeth Warren, Tulsi Gabbard e Mike Bloomberg, che per la prima volta è in campo, inIowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina infatti non aveva presentato suoi candidati delegati.

I risultati di queste primarie, secondo gli analisti politici, dovrebbero fornire un quadro più chiaro di come si posizioneranno i candidati democratici, non solo perché questi Stati forniscono un terzo di grandi elettori, i delegati alla convention di luglio, ma soprattutto perchèriflettono anche un’ampia gamma demografica di blocchi di voto. Sono elezioni che diranno, agli analisti e prima ancora ai candidati, ‘quali blocchi demografici favoriscono quali candidati’.

L’elemento sul quale conviene puntare l’attenzione in questo Super martedì, infatti, è quello attinente alla composizione demografica di questi Stati. Le preferenze di voto dei diversi gruppi etnici saranno particolarmente importanti, non solo per determinare chi a luglio sarà nominato, ma altresì darà indicazione ai candidati per impostare la loro prosieguo di campagna elettorale.
Particolarmente attenzionati dagli analisti politici sono Joe Biden sull’elettorato nero, ma anche sulla sua capacitò di allargare il potenziale bacino elettorale alla fascia media moderata, Bernie Sanders su quello latino e sulla sua capacità di convincere un numero consistente di bianchi,Mike Bloomberg che per la prima volta scende nell’arena del voto, per altro favorito dai sondaggi, si vedrà se la sua campagna è capace di dare frutti.Nei 14 Stati il miliardario ha speso 350 milioni di dollari in campagna pubblicitaria, dalle televisioni ai social. La grande esposizione gli ha permesso di scalare posizioni nei sondaggi, compresi quelli che riguardano gli elettori afroamericani, al pari dell’ex vicepresidente Biden.

Su 89 milioni di elettori ammissibili, il 18% è ispanico, l’11% è nero e il 6% è asiatico, secondo le stime del Pew Research Center. In alcuni Stati, le quote di minoranza sono molto più elevate, precisa il Centro: in California, ad esempio, si stima che il 30% degli elettori idonei sia ispanico, il 14% asiatico; i neri rappresentano circa il 26%degli elettori ammissibili in Alabama, il 22% in Carolina del Nord e il 19% in Virginia. Tanto da far dire al Centro -in una interessante ricostruzionedel come è cambiata nel tempo questa giornata di primarie- che, mentre all’origine il Super Tuesday era stato voluto e pensato da «in gran parte bianchi, i meridionali moderati», oggi i dati demografici danno «alle minoranze razziali ed etniche una voce maggiore nel processo di nomina». Con ilruolo dei latinoamericani particolarmente importante per i democratici e una particolare incidenza, per meccanismi interni al calendario delle primarie, sulla nomination di luglio.
Tutto ciò va contestualizzato nel quadro di un elettorato 2020 che, sostengono dal Pew, «sarà unico in diversi modi. I non bianchi rappresenteranno un terzo degli elettori ammissibili -la quota più grande di sempre- guidata da aumenti a lungo termine tra alcuni gruppi, in particolare gli ispanici. Allo stesso tempo, tra gli elettori idonei uno su dieci saranno membri della Generazione Z , gli americani tra i 18 e i 23 anni»,mentre i Millennial e tutte le altre generazioni più anziane rappresentano una quota inferiore di elettori ammissibili rispetto al 2016. E, circa il 10% dell’elettorato generale della Nazione che a novembre andrà al voto, ovvero 23 milioni, saranno immigrati.

7 dei 14 Stati -quasi la metà dei 1.357 delegati eletti oggi sono al Sud, spiega William H. Frey, del centro di ricerca Brookings Institution, guidati, in dimensioni, dal Texas e seguiti da North Carolina, Virginia e Tennessee, Alabama,Oklahoma e Arkansas. «Questi Stati sono meno bianchi e hanno quote di neri più grandi rispetto alla Nazione nel suo insieme. Tuttavia, gli Stati del Super Martedì al di fuori del Sud rappresentano delegati ‘more pledged’. Ciò è dovuto alla presenza della California, che ha spostato le sue primarie all’inizio dell’anno dopo le elezioni del 2016. Di conseguenza, la California e gli altri Stati primari della regione occidentale (Colorado e Utah) sveleranno, più che il Nevada, come andranno i candidati tra i blocchi di voto latino o ispanici». I restanti Stati (Massachusetts, Maine, Vermont e Minnesota) sono caratterizzati da una popolazionebianca anziana.

Biden sarà messo alla prova tra gli elettori neri specialmente nel sud, dove su sette Stati cinque -Carolina del Nord, Virginia, Tennessee, Alabama e Arkansas- hanno una considerevole popolazione nera che comprende le più grandi minoranze razziali negli Stati. «Il peso degli afroamericani qui è cruciale». Biden probabilmente conta sul fatto che Sanders, nel 2016, non aveva ottenuto buoni risultati nel Sud Hillary Clinton lo aveva battuto inognuno di questi Stati, sia nel complesso che soprattutto tra elettori neri, con percentuali quasi bulgare, dall’80% in Carolina del Nord al 91% in Alabama, e lo aveva battuto anche tra i bianchi in tutti questi Stati, ad eccezione della Carolina del Nord. A Sanders potrebbe andare male anche con il suo elettorato preferito, quello dei latinoamericani, infatti, fa notare Frey, nel Texas Clinton aveva battuto Sanders anche tra la popolazione latina o ispanica dello Stato e tra i bianchi. Dati che dovrebbero dire che Biden su Sanders è favorito, come indicato anche da un recente sondaggio dell’Università di Houston che lo mostra a battere Sanders tra gli elettori neri nello Stato. Biden come Hillary Clinton richiamano presidenze democratiche molto apprezzate dagli elettori neri, e però, si sottolinea, la concorrenza di Sanders non è da sottovalutare.

Per capire come andrà Sanders, secondo gli analisti, bisogna tenere d’occhio la California, dove la popolazione è più varia che in qualsiasi altro Stato del Super Martedì, con una popolazione latina che domina. Un segnale positivo per Sanders, sottolinea l’analista del Brookings Institution, viene da un recente sondaggio dell’Università di California, Berkeley,che lo ha portato al 51% con tutti i candidati per il voto latino o ispanico.

In California e in Colorado e Utah, la competizione per il voto bianco sarà forte. Sanders ha vinto questi ultimi due Stati nel 2016 ed è arrivato primo nei caucus del Nevada di quest’anno tra i bianchi. E in un recente sondaggio in California, «ha un vantaggio positivosul suo concorrente diretto, la senatrice Elizabeth Warren, sia nel complesso che tra i bianchi», eperò dovrà fare i conti con Mike Bloomberg ora in gara, e con i sondaggi molto buoni per Warren.Insomma, il voto bianco per Sanders qui potrebbe essere un problema.

Massachusetts, Maine, Vermont e Minnesota saranno indicativi, secondo Frey, su come l’arrivo sulla scena dei candidati democratici di Bloomberg influirà sul futuro delle primarie e probabilmente sulla decisione di luglio.

Secondo Frey, superato il Super Martedì, le altre primarie restituiranno ‘l’America media’, in termini demografici, a partire dal Midwest industriale, in cui gli elettori non hanno ancora avuto voce in capitolo. «Questi Stati hanno elevate quote di bianchi non istruiti al college e includono Michigan e Missouri (10 marzo), insieme a Ohio e Illinois (17 marzo). Altri Stati influenti con primarie a marzo sono Washington, Arizona, Florida e Georgia. Entro la fine di marzo, dovrebbe essere selezionato il 65% dei delegati impegnati».Aprile, maggio e giugno potrebbero comunque decidere il vincitore«Louisiana e Wisconsin terranno le primarie chiave nella prima settimana di aprile», New York, Pennsylvania, Maryland, Delaware, Connecticut e Rhode Island fine aprile. Una percentuale non indifferente di delegati sarà selezionata nel periodo maggio-giugno, principalmente da Stati più bianchi nel cuore della Nazione»Se le primarie conteranno ancora a giugno, «gli Stati razzialmente diversi del New Jersey e dell’Arizona potrebbero essere influenti».

Ora gli strateghi delle campagne elettorali attendono i risultati, che saranno indicativi, come detto, di quale bacino di voti inciderà su di un candidato o l’altro, poi la campagna elettorale entrerà probabilmente nel vivo con gli aggiustamenti di tiro del caso.

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