giovedì, Ottobre 29

USA: sogno americano infranto. E se non fosse mai esistito? La storia di uno straordinario paese in cui è difficile vivere, ognuno per sé, con il solidarismo che cerca di sanare ferite inferte da uno stile di vita competitivo

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Pensiero lento vs velocità elettronica

I can’t breathe (sussurrava il cittadino americano madi pelle nera George Floyd al poliziotto squadrista Derek Chauvin il 25 maggio 2020 che lo ha ucciso volontariamente per soffocamento a Minneapolis con un ginocchio sul suo collo per 8 minuti e 46 sec. Poliziotto con ottime referenze, negli anni scorsi aveva sparato alla pancia una ventiduenne ammazzandola. Ad oggi è sospeso ma libero dopo aver pagato 1 milione! di dollari di cauzione Questa è l’America in apparenza democratica, che criminalizza da 400 anni gli umani neri, dalla schiavitù alla segregazione razziale)

ULTIMA ORA Prima di proseguire la riflessione sulla vita ed il governo dell’America arriva l’ultima nefandezza tentata. Una tragedia sventata dall’Fbi verso un gruppo terroristico di estrema destra, uno dei tanti amato dal fCB (fascista alla Casa Bianca), i Wolverine Watchmen, nomignolo da una graphic novel della Marvel, che volevano innescare una mini guerra civile, che esploderà per l’odio che lì cova da sempre. Volevano far esplodere la casa di vacanza della Governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer e rapirla, tosta democratica che in primavera aveva osato sfidare il fCB. Risultato? Centinaia di individui in armi con bandiere naziste al vento, che inneggiavano al loro capo, the Donald. Bandiere che compaiono ormai senza freni ovunque, con l’Olocausto sempre più lontano, tra cui l’Europa in manifestazioni di milizie addestrate, dalla Germania, Polonia, Ungheria fino all’Italia, con il fascio-leghista e la fascistella d’Italia. Tutti mandanti morali di tutti gli episodi di intolleranza, xenofobia, odio razziale di questi anni. Luca Traini a Macerata che sparava ai ‘negri’ per uccidere, bestione con croce runica tatuata in faccia, filo-leghista, ricorda qualcosa? Cacce ai ‘negri’, ma vanno bene anche ‘froci’, anziani, deboli, tutti a sfogar il proprio nulla su inermi. Facile così. Figli di un disastro educativo morale politico culturale su cui il paese intero si sarebbe dovuto interrogare già molto tempo fa. E torniamo agli Usa.

AMERICA Il tempo oscuro che ho già affrontato faceva riferimento ad un ‘inizio’, un atto fondativo dell’’America, accadimenti che poi si riverberano in un’eco simbolica. Nel lontano 1619 schiavisti portoghesi vendettero per commercio e braccia nelle piantagioni una ventina di umani africani. Quell’accadimento obnubilato negli interstizi di una storia minore diviene oggi nel progresso delle coscienze, sebbene in ritardo e come risarcimento, almeno morale, una serie televisiva sponsorizzata da Oprah Winfrey (miliardaria nera afroamericana nota figura dell’establishment dello spettacolo ma combattiva ed autorevole, perché usa il suo potere mediatico per spendere parte del suo tanto denaro per una causa collettiva), con Lionsgate, titolata ‘The 1619 Project’, a suo modo innovativo atto di riesame dell’eredità prodotta dallo schiavismo nella e sulla società americana. Un’idea forte, che sarà letta da alcuni come controproducente perché rischiosa nel radicalizzare persone contro iniziative simili, potenza del politicamente corretto che ormai satura le menti democratiche, ché quelle di destra sono già tossiche, lì come in Italia, come altrove. Tutti peraltro mandanti morali di odio morti attentati vendette maturate in questi anni. Oltre a divenire un film di finzione, documentari e serie tv. Operazione mediatica di valore rilevante benché non al riparo da distorsioni di una fiction, potendo prevalere elementi di spettacolarizzazione tali da oscurare anche non volendolo passaggi storici controversi. Comunque portate all’attenzione di masse di americani tenute volutamente nell’ignoranza, non educate a conoscere della propria Storia anche passaggi molto poco edificanti. In una nazione come quella americana dove molti continuano ad ignorare, anche strumentalmente, le nefandezze prodotte dai vincitori portatori di valori diprogresso e libertà. Ovvero il lato oscuro della ‘Storia’ reale mai veramente accettata in America, tra non conoscenza, disinformazione e retorica.

Come ogni storia raccontata dai vincitori sulla pelle dei vinti. Come nel caso del Sud della Bible Belt, l’area della Bibbia dove vi sarebbero i pii religiosi, sovente fondamentalisti di destra violenti ma ‘pastori’ di Dio, il proprio, è l’‘unico il migliore, quello ‘vero’, poiché il proprio credere è l’unico, brandito storicamente per giustificare guerre, uccisioni, morti, torturati, si pensi alla tanto ‘Santa’ Inquisizione che ha ucciso ‘eretici’ del Verbo. Lì e non solo, sventola la bandiera dei Confederati, schiavisti uccisori di decine di migliaia di neri, ostentata ovunque. Persino negli uffici pubblici, sulle targhe delle auto, davanti alle case. Come qui da noi croci uncinate naziste o fasci italiani, busti di Hitler, Mussolini e pattume vario. L’ipocrisia che scatta, è che proprio la liberalità e l’apertura alle opinioni diverse o avverse va garantita, sì da dar parola proprio a chi vuole tappare la parola agli altri, in modo violento con atti parole e scritti. Perché alla fin fine lo spartiacque è sempre tra società aperte, e quindi permeabili a linguaggi estremi/osceni e sistemi chiusi dove il potere decide chi parla e chi no. Come in Ungheria, Polonia, da sempre anticomunista e filonazista, ma poi Germania, soprattutto da quell’Est che la politica occidentale, leggi Helmut Kohl, volle subito velocemente unificare dopo il fantastico ‘Muro’ crollato quel 9 ottobre del 1989. Anche per ‘passare alla Storia’. Lì dove la politica dell’Occidente si fermò ritenendo conclusa la sua missione di progresso. Invece di capire che quello era non già l’ultimo quanto il primo passo di una nuova era geopolitica che richiedeva nuovi strumenti e categorie di comprensione in un mondo che si stava allargando. Allargamento privilegiato per una deregulation o snellimento di regole di controllo per favorire i mercati la finanza le banche, i ‘padroni del vapore’. Ciò che ha prodotto i populismi di questi decenni. Poi sono arrivate le crisi sistemiche del capitalismo finanziario. Nel ritorno al futuro, il caso americano è più grave degli estremismi di destra rivitalizzati ed espansi a livello planetario soprattutto grazie ai portenti della Rete (con un pensiero democratico che non ha ancora capito nulla, e sì che i segnali venivano da almeno 15-20 anni, preoccupato di partecipare al banchetto del nuovo capitalismo finanziario più che a lavorare sulle contraddizioni insanabili dell’economia neoliberista), perché i bianchi, da quelli più ‘normali’ fino ai gruppi ed organizzazioni neonaziste, vengono oggi legittimati pubblicamente da un loro simile divenuto presidente. Mai vista una simile situazione polarizzata in quel paese che getta ombre nere altro che ‘Ombre Rosse, il film a tematica razziale del 1939 di John Ford con John Wayne, in cui un gruppo eterogeneo di viaggiatori su una diligenza attraversa il pericoloso territorio Apache. Piccola notazione: nei film western, che tanta mitologia verso la mitica America hanno esercitato, non si dice mai perché gli indiani, i pellerossa, sono raffigurati come cattivi che attaccano e distruggono. Manca l’atto iniziale: l’uomo bianco che arriva ‘dopo’ in un territorio che decide armi alla mano sia di suo possesso. E trovano nativi che non lo accettano e si difendono.

Nelle pellicole diventano macchiette stereotipate, tutti dallo sguardo torvo, cattivi, un poco strani, in fondo ‘primitivi’. Un’immagine che contribuisce alla costruzione degli stereotipi del pregiudizio. Torniamo all’oggi negli Usa. Da qui nel 2016 tutto è cambiato, a cominciare dalle decine di George Floyd uccisi a freddo e mai perseguiti, come già da un lontano passato. Ciò che succede in qualsiasi paese autoritario e dittatoriale, dove i rappresentanti del potere ammazzano torturano incarcerano senza alcuna forma di difesa. Come in Cina che noi tanto esecriamo salvo farci affari. O in Corea del Nord. Ma nell’apparente civile America no, perché ci convinciamo, con persuasione e manipolazione, che quella è sempre democrazia, magari con qualche piccola disfunzione! E da che cosa lo evinciamo? Dal fatto che formalmente istituti democratici tutelerebbero tutti, come la ‘Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America’ del 1776, scritta dal suo principale autore Thomas Jefferson, 157 anni dopo i primi casi di schiavismo documentati. Dove all’inizio è sancito a chiare lettere che ‘tutti gli uomini sono creati eguali’. Tutto bene dunque? Mica tanto se subito dopo si legge che ‘essi (uomini) sono dal Creatoredotati di certi inalienabili diritti’ come ‘la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità’.

Sono passati 250 anni da quei princìpi che l’Illuminismo francese veicolerà con la Rivoluzione francese, tredici anni dopo la Dichiarazione americana, con il progresso dello spirito della modernità passato dallo stadio in fieri degli enunciati alla rivendicazione del proprio libero uguale essere e divenire, in una società divenuta complessa e segmentata. Cosicché appare più evidente come non possa essere il Creatore, entità che trascende i fini umani, a poter disporre di vita libertà e felicità, valori la cui pretesa di assolutezza entra in cortocircuito con le istanze immanenti, costruite in un divenire storico da esseri umani, in un modo storicamente determinato. Dunque non assolutizzabile. Su questo si scatenano e si trincerano coloro che credono e credendo si arrogano l’arbitrio di una morale assoluta, sentendosi ‘eletti’ e legittimati a parlare a nome di tutti, anche a coloro i quali esprimono con diritto il rifiuto di quelle premesse. La cui interpretazione validità e plausibilità è in capo ad ogni singolo individuo nel suo arbitrio (libero). Che è poi lo scopo e fine dell’individualismo del regime di democrazia liberale inaugurato da quelle rivoluzioni. Oggi messo sotto attacco da molte forze potenti ed oscure che vorrebbero riposizionare le lancette della Storia su restaurazione e neo bigottismo. Cosicché non è causale che l’uomo oggi sotto attacco nella maniera più violenta e scoperta sia Papa Francesco I. Il retro pensiero neanche tanto sommesso è verso un ritorno ad una Chiesa, cattolica, pre conciliare. Qui si situa uno spartiacque tra chi soggettivamente pone precise condizioni a se stesso circa il suo esser-ci e stare nel mondo, e chi al contrario si arroga un diritto inesistente a voler imporre a tutta la polis il suo personale vissuto. Un’estensione incongrua che non tiene conto di chi non ne giustifica l’assunzione. Si chiama laicità, contenitore di contenuti di tolleranza dell/dall’altro da meche si traduce nel pensiero della laicità nella polis, mentre il credere è un libero convincimento individuale che resta fuori del governo della città, per manifestarsi nell’oikos, nella sfera privata. Provate solo a pensare a tutte le intromissioni che le Chiese praticano nelle diverse confessioni e nei diversi regimi politici ed avrete un quadro delle forme di inquinamento prodotte. The ‘StupidGeorge (Bush jr) aveva cominciato a rompere la separazione Stato/Chiesa aprendo riunioni presidenziali pregando! Mai avvenuto in America. Con ringraziamenti dei re-born, i ‘rinati’ che già è tutto un programma, i potenti evangelici, il Tea Party di destra e tutta la galassia dormiente di estrema destra americana, antiabortista, omofoba, razzista, schiavista, quasi tutta bianca. Una mappa dell’intolleranza, di nuove modalità fasciste, di nuovi tribalismi autoritari e dittatoriali che differiscono per alcune differenze formali, ma tutte convergenti allo scopo di opprimere, reprimere, incarcerare. Sparsi ovunque nel pianeta Terra, gli italiani de’ destra fascio-nazional-populisti-sovranisti, i pericolosi Bolsonaro in Brasile, un estremista criminale, in Usa lo sapete fCB (fascista alla Casa Bianca), gangster criminale macho volgare ignorante misogino razzista omofobo amico delle destre terroristiche americane, nella pseudo civile democratica America. Qualcosa con evidenza non torna. Un estremista simile che guida un paese formalmente democratico? Forse sono le radici di quel paese ad essere da sempre inquinate, dal tempo dei suoi fanatici padri fondatori. La storia di uno straordinario paese in cui è difficile vivere, ognuno per sé, con il solidarismo che cerca di sanare ferite inferte da uno stile di vita competitivo dove lo Stato è lontano e l’individuo lotta con la sua esistenza. Talora per ottenere progressi straordinari, sovente, lasciando tutti gli altri a navigare faticosamente contro corrente.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.