sabato, Agosto 8

Usa: pronti a opzioni militari in Corea del Nord

0
1 2


Altissima tensione in Estremo Oriente. Il presidente Usa Donald Trump e il suo vice stanno lavorando strettamente con i vertici della sicurezza per valutare opzioni militari nei confronti della Corea del Nord, proprio mentre vi sono indicazioni di un possibile nuovo test nucleare da parte di Pyongyang. Lo ha detto ai giornalisti un alto funzionario americano durante un briefing sul viaggio che il vice presidente Mike Pence effettuerà la settimana prossima in Corea del Sud, Giappone, Indonesia e Australia. Il funzionario ha però aggiunto però che aggiungendo che non verranno rese note le future mosse in ambito militare e della sicurezza nazionale.

Considerato che da giorni circolano voci di un possibile nuovo test nucleare in Corea del Nord, forse già domenica in occasione del 105esimo anniversario della nascita di Kim il Sung, fondatore del regime e nonno dell’attuale leader. Secondo alcune voci gli americani potrebbero lanciare un attacco convenzionale preventivo contro il regime nordcoreano per impedire che il test sia effettuato.

Pronta la risposta di Pyongyang, che per bocca del viceministro degli Esteri nordcoreano Han Song Ryol in un’intervista all’Apa ha fatto sapere che la Corea del Nord «non resterà con le braccia incrociate» in caso di un attacco preventivo americano, e «andrà in guerra» se gli Stati Uniti «lo sceglieranno».

In giornata il leader nordcoreano Kim Jong Un ha ispezionato reparti delle forze speciali dell’esercito, la marina e l’aviazione, sottolineando il loro ruolo nel combattere contro Corea del Sud e Stati Uniti. L’ispezione appare come un messaggio di possibili azioni di rappresaglia nello stile della guerriglia. Kim si è detto compiaciuto della piena preparazione dei reparti speciali in caso di guerra. Le Forze speciali dell’esercito nordcoreano contano ben 100mila uomini, pari a un decimo dell’intera forza militare del Paese. In passato furono protagoniste di due infiltrazioni in Corea del Sud: l’attacco del 1968 a Seul contro la residenza presidenziale e lo sbarco di un sottomarino nel settembre 1996. Nel primo caso fallì il tentativo di assassinare il presidente sudcoreano Park Chung-Hee e solo due dei 31 uomini dei reparti speciali sopravvissero. Nel secondo 26 combattenti delle forze speciali raggiunsero la costa, ma furono quasi tutti uccisi nell’arco di due mesi.

Preludio a una possibile azione Usa nella penisola è stata la ‘super bomba’ americana lanciata ieri in Afghanistan, che ha ucciso almeno 82 combattenti dell’Isis tra i quali anche un comandante locale. Nel raid sono stati distrutti tre covi dell’Is, una serie di bunker e tunnel profondi, oltre a molte armi e munizioni, secondo quanto diffuso dal ministero della Difesa di Kabul. Non si registrano vittime civili.

La vicenda è seguita con interesse e preoccupazione anche dalle due grandi potenze della regione, ossia Cina e Russia. Pechino ha fatto sapere che la compagnia aerea Air China sospenderà i collegamenti con Pyongyang a partire da lunedì. Air China è al momento l’unico vettore cinese che vola verso la Corea del Nord. Già in passato il servizio era stato sospeso a causa di un numero di passeggeri insufficiente. Oggi il ministro degli Esteri cinese Wang Yi aveva denunciato un aumento delle tensioni con il regime vicino, sostenendo che un conflitto potrebbe scoppiare «in ogni momento», riferendosi alle dichiarazioni di Trump sulla possibilità di intervento unilaterale. Tuttavia, se tale possibilità è imminente non si capisce come mai lo stop ai collegamenti parta solo fra tre giorni.

Anche a Mosca si cerca di invitare le parti alla calma. I ministri degli Esteri russo e cinese Sergey Lavrov e Wang Yi hanno discusso telefonicamente di accordo siriano e situazione nella penisola coreana. Lo ha detto il ministero degli Esteri russo in un comunicato. Sulla Siria i russi sono pronti a riattivare il memorandum d’intesa sottoscritto nel novembre del 2015 con Washington per minimizzare i rischi di incidenti fra gli aerei militari della coalizione anti-Is a guida americana e quelli del Cremlino impegnati sui cieli siriani. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il documento, sottoscritto due mesi dopo l’inizio dell’intervento russo in Siria, è stato sospeso da Mosca a seguito del raid Usa di venerdì scorso contro la base militare siriana di Shayrat dopo la strage di Khan Sheikhoun della settimana precedente.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore