martedì, Ottobre 20

Usa nella morsa di Corea del Nord, Russia e… al-Baghdadi Si aggrava la situazione dei Rohingya in Birmania. Kenya, annullate le elezioni

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L’assistente presidenziale Yuri Ushakov ha definito come ‘esproprio illecito’ la chiusura del consolato russo a San Francisco deciso dagli Usa. «Gli americani hanno confiscato cinque nostre proprietà e una presa in affitto: in tutto sei strutture, cinque delle quali con immunità diplomatica: si tratta di un esproprio illecito e penseremo a come rispondere». Una tensione quella con Mosca che ormai è sempre più alta. E intanto Vladimir Putin, in merito alla questione Corea del Nord, lancia un allarme: «Siamo sull’orlo di un conflitto su larga scala. Per la Russia l’idea che i programmi missilistici-nucleari nordcoreani possano essere bloccati dalla sola pressione su Pyongyang è un errore e non ha futuro: i problemi della regione devono essere affrontati attraverso un dialogo che coinvolga tutte le parti senza precondizioni».

Mentre per gli Usa (e non solo), riecco tornare il nome di Abu Bakr al-Baghdadi. Il leader dell’Isis, secondo il generale statunitense Stephen Townsend che comanda le forze della coalizione impegnate nella lotta contro Daesh in Iraq e in Siria, è ancora vivo. Il generale ha sottolineato che vi sono «alcuni indicatori nei canali di intelligence» che sosterrebbero la tesi secondo cui al-Baghdadi sarebbe ancora vivo.

Negli Usa intanto continua la guerra contro le statue e i simboli confederati iniziata dopo gli scontri con i suprematisti bianchi a Charlottesville. Stavolta è toccato a un busto in bronzo di Cristoforo Colombo decapitato in un parco a nord di New York. A Los Angeles il consiglio comunale ha cancellato il ‘Columbus day’ (festa che cade il secondo lunedì di ottobre) dal suo calendario, sostituendolo con una giornata per commemorare le popolazioni indigene, aborigene e native vittime del genocidio.

Tornando in Europa, è entrato in vigore in modo completo l’accordo di associazione Ue-Ucraina. «E’ un giorno da celebrare per il continente europeo»,  ha detto in una nota Jean Claude Juncker. Il Consiglio aveva ratificato il processo, in modo definitivo, l’11 luglio, ma il grosso dell’accordo era già operativo. Nel frattempo però Bruxelles è alle prese con la questione migranti e le richieste dell’Ungheria.«La Commissione europea sostiene la gestione delle frontiere esterne europee, ma non finanzia barriere», fanno sapere dalla Ue a chi chiede se Bruxelles pagherà il conto da 400 milioni di euro annunciato da Orban.

Si aggrava la situazione dei Rohingya in Birmania. L’esercito ha annunciato di aver ucciso 370 Rohingya nel Rakhine in sei giorni di violenze che hanno provocato la fuga in Bangladesh di migliaia di persone. Gruppi di attivisti accusano l’esercito della Birmania di pulizia etnica ai danni della minoranza musulmana, mentre il governo birmano incolpa i militanti Rohingya. Intanto quasi 50.000 civili hanno lasciato i loro villaggi per fuggire alle violenze degli ultimi giorni. Lo riferisce la rappresentanza dell’Onu in Bangladesh.

Passiamo al Kenya, dove la Corte Suprema ha riscontrato irregolarità nelle recenti elezioni presidenziali che hanno visto la riconferma di Uhuru Kenyatta ed ha ordinato un nuovo voto entro 60 giorni. Secondo i dati forniti dalla Commissione elettorale, il 56enne Kenyatta ha vinto con il 54,31% dei suffragi mentre il suo antagonista Raila Odinga, 72 anni, ha ottenuto il 44,81% delle preferenze. Kenyatta, esprimendo il proprio personale disappunto, ha però accettato la decisione della Corte, ma avvisa: «Sei persone hanno deciso di andare contro la volontà del popolo». Il presidente ha poi fatto appello alla calma.

In Colombia invece ‘spuntano i nomi del possibile partito che le Farc sono intenzionate a creare: si tratta di Forza Alternativa Rivoluzionaria di Colombia’ oppure ‘Nuova Colombia’. Il leader della Forze armate rivoluzionarie, Rodrigo ‘Timonchenko’ Londono, ha sottolineato che il nuovo partito lavorerà per il popolo e sarà del popolo, lotterà contro la corruzione e punterà sull’arte a la cultura quali obiettivi chiave per lo sviluppo del Paese.

Chiudiamo con la Gran Bretagna, dove la Raf è la prima forza armata del Paese ad aprire tutti i propri ruoli alle donne, inclusi quelli in prima linea. Da oggi le donne possono fare richiesta di arruolamento nelle truppe di terra, il Raf Regiment, composto da 2mila militari. Intanto, alla faccia della Brexit, il Paese vola nel turismo. Secondo i dati diffusi dall’ufficio del sindaco di Londra Sadiq Khan e dall’agenzia di promozione della metropoli, si prevede che più di 40 milioni di persone possano visitare Londra entro il 2025, registrando un incremento del 30% sui 31,2 milioni di visitatori che è arrivato nel 2016.

Proprio riguardo alla Brexit il  ministro del Commercio Estero Liam Fox ha detto in una intervista: «Non possiamo essere ricattati a pagare un prezzo come prima condizione», riferendosi alla Ue. Secondo il ministro, su questo punto sono i 27 ad avere fretta, mentre il Regno Unito insiste sulla necessità di avviare parallelamente un confronto sulle relazioni future, a partire da quelle commerciali.

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