giovedì, Luglio 2

USA: lo strapotere della Polizia e del suo sindacato Si moltiplicano le richieste di sciogliere la Polizia americana, come soluzione estrema a un problema estremo e irrisolvibile: l’impossibilità di riformare la Polizia americana. Il motivo? Un sindacato troppo forte perché colluso con la politicamente

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Da settimane gli Stati Uniti sono sconvolti dalle proteste contro il razzismo e contro la Polizia. Ad appiccare il fuoco delle proteste contro il razzismo l’uccisione di George Floyd, a Minneapolis, che hanno trovato la solidarietà da ogni angolo del mondo o quasi. Poi, venerdì, l’uccisione l’uccisione, sempre per mano di un poliziotto, di Rayshard Brooks, un altro afroamericano, ad Atlanta. Questa volta le proteste più ancora della connotazione razziale hanno dimostrato chiaramente l’esasperazione nei confronti della Polizia.

Il caso Floyd aveva sollevato il problema, quello di una Polizia violenta, come e forse più del passato, il caso Brooks lo ha fatto esplodere. E così si moltiplicano le richieste, subito avanzate già la scorsa settimana, di sciogliere la Polizia.

Una richiesta che appare retorica, provocatoria, quella di scioglimento, e che però a una fetta di americani, non solo afroamericani, come hanno dimostrato le manifestazioni, né soltanto democratici, appare come la soluzione estrema a un problema estremo e irrisolvibile: l’impossibilità di riformare la Polizia americanaripulirla del tasso di violenza che la rende cancro per la democrazia.

Nel corso degli anni non sono mancate le proteste e i relativi tentativi di riformare la Polizia, ma tutti i tentativi di riformamaggiore formazione, implementazione dei controlli, ecc…- si sono risolti in nulla. La Polizia, forse non in maggioranza, ma certo in proporzioni molto importanti, resta violenta, non rispettosa dei diritti umani. E il motivo per cui la Polizia non si riesce a riformare, secondo gli analisti, è il sindacato.
Jill McCorkel, docente di Sociologia e Criminologia, presso l’Università di Villanova, direttore fondatore del Philadelphia Justice Project for Women and Girls, è una ricercatrice che ha condotto una ricerca proprio sul sindacato di Polizia. Secondo questa ricerca, «questi sindacati svolgono un ruolo fondamentale nel contrastare la trasformazione dei dipartimenti di Polizia».
McCorkel ha condotto ricerche in molti Stati americani, e la situazione pare identica ovunque. La ricercatrice spiega da dove deriva questo potere del sindacato. In tutti gli Stati Uniti, afferma «la Polizia è protetta dalla responsabilità sia pubblica che dipartimentale da molteplici livelli di protezione contrattuale e legislativa. Quasi tutte queste misure riflettono la volontà politica e la potenza politica dei sindacati di Polizia».

Andando nel dettaglio si vede come le misure che scoraggiano la responsabilità variano in base alla giurisdizione, «ma in genere includono una combinazione di accordi collettivi di contrattazione, protezioni del servizio civile, una Carta dei diritti degli ufficiali delle forze dell’ordinee statuti legislativi». Tutti questi accordi nel loro insieme, «offrono alla Polizia maggiori garanzie procedurali rispetto ai cittadini sospettati di un crimine e offrono più garanzie di lavoro di quelle disponibili per altri funzionari pubblici».

Là dove non mancano superiori intenzionati a frenare la violenza dei loro sottoposti, i ricorsi hanno messo una pietra tombale su tali iniziative. Tra i molti privilegi della Polizia, anche le cosiddette ‘purge clauses’, che impongono ai dipartimenti di rimuovere tutti i registri delle azioni disciplinari contro gli ufficiali dopo periodi di tempo generalmente compresi tra due e cinque anni . «Ciò può ostacolare la capacità degli investigatori esterni di scoprire e analizzare modelli di cattiva condotta in un dipartimento». Le protezioni legislative e i contratti sindacali erodono la capacità delle commissioni civili di revisione di operare come controllo esterno del potere di Polizia.

I termini di assunzione per gli agenti di Polizia sono regolati da protezioni del servizio pubblico a livello statale che si estendono a tutti i dipendenti pubblici. Le leggi statali sul lavoro facilitano il processo di contrattazione collettiva e offrono ai dipendenti pubblici l’opportunità di contestare le decisioni gestionali.
I contratti collettivi di contrattazione perfezionano ulteriormente i termini e le condizioni di lavoro per le forze dell’ordine in migliaia di giurisdizioni in tutto il Paese, spiega McCorkel «Questi accordi non si limitano a stabilire parametri di base che disciplinano gli stipendi, gli aumenti e la retribuzione degli straordinari. Stabiliscono anche come verranno condotte le indagini sulla cattiva condotta degli ufficiali, i tipi di misure disciplinari disponibili per i dipartimenti e le vie di ricorso per gli ufficiali che cercano di ribaltare o eludere la sanzione. In tutti gli Stati tranne otto, le trattative contrattuali con i sindacati di Polizia si svolgono a porte chiuse, lontano da giornalisti e pubblico. Molti accordi dichiarano che gli ufficiali non saranno immediatamente interrogati a seguito di un incidente in cui si sta indagando sull’uso della forza da parte dell’ufficiale, inclusa la forza che conduce alla morte. Limitano la durata degli interrogatori, l’ora del giorno in cui si verificano e il numero di interrogatori. Consentono agli ufficiali di avere un rappresentante sindacale o un avvocato presenti. E, a differenza dei civili sospettati di un crimine, gli ufficiali hanno il diritto di rivedere tutte le prove contro di loro prima di sottoporsi alle domande».

Altri contratti richiedono che i civili cheperseguono un reclamo forniscano dichiarazioni giurate, testimonianze videoregistrate o accettino un esame incrociato da parte dei rappresentanti di un ufficiale». Non bastasse si aggiunge l’intimidazione nei confronti di coloro che denunciano un poliziotto. In Texas, per esempio,«gli ufficiali sotto inchiesta possono essere presenti durante la testimonianza di un denunciante prima di un’audizione privata del comitato di revisione civile della città», il che potenzialmente ha un effetto agghiacciante sulla volontà dei civili di presentare una denuncia. Anche quando le indagini danno i suoi frutti, il loro impatto è ridotto».
Stephen Rushin, professore di giurisprudenza alla Loyola University, ha recentemente condotto uno dei più grandi studi fino ad oggi sui contratti sindacali di polizia. Oltre il 70% dei contratti collettivi di contrattazione consente agli agenti sanzionati per cattiva condotta di appellarsi a un arbitro. La decisione dell’arbitro è vincolante e ignora le decisioni e le raccomandazioni dei supervisori, dei funzionari di polizia e delle commissioni civili di revisione.

Sedici Stati hanno approvato una versione di un pacchetto legislativo noto come Bill of Rights degli ufficiali delle forze dell’ordine. Questa legislazione fa proprie le disposizioni contenute in numerosi accordi collettivi di contrattazione ed estende le protezioni generali agli agenti di Polizia in tutto lo Stato. Ad esempio, ai dipartimenti viene impedito di identificare pubblicamente gli ufficiali sotto inchiesta e, se un ufficiale viene autorizzato, il dipartimento non può riconoscere che un’indagine sia mai stata condotta. Gli Stati che non hanno approvato la Carta dei diritti degli ufficiali delle forze dell’ordine hanno comunque adottato leggi che estendono simili tipi di protezioni. Ciò include le leggi che impediscono al pubblico di accedere a documenti disciplinari, file del personale e filmati registrati dalla Polizia stessa.

Queste leggi rendono difficile per ricercatori e giornalisti documentare e analizzare comportamenti scorretti. E creano barriere sostanziali per le comunità che cercano di affrontare la violenza della polizia e la discriminazione razziale.

Tutto questo esorbitante potere della Polizia, grazie al sindacato di Polizia, deriva dal fatto, secondo McCorkel, che politici sia repubblicani che democratici, «per la maggior parte degli ultimi tre decenni, sono stati sostenitori entusiasti della legislazione che nasconde gli accordi di contrattazione collettiva dalla vista pubblica e nega ai cittadini l’accesso alle informazioni pertinenti sull’occupazione degli ufficiali che pattugliano i loro quartieri».
Il motivo? Il sostegno dei sindacati di Polizia alle campagne elettorali dei candidati dell’uno e dell’altro partito, con donazioni cospicue. «L’ex capo della Polizia DC e l’ex commissario di polizia di Filadelfia, Charles Ramsey, hanno recentemente dichiarato alla ‘CNNche la Polizia e i loro sindacati sonodiventati troppo potenti.Formano comitati di azione politica. Fanno donazioni nelle elezioni degli avvocati distrettuali o degli avvocati statali, dei senatori e deirappresentanti dello Stato e così via».

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