giovedì, Aprile 25

Usa-Gran Bretagna: alleanza in declino? La preoccupazione degli americani verte su un slittamento dagli effetti dirompenti in chiave geopolitica

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Negli ultimi tempi è andata consolidandosi la tendenza a trascurare il fatto che la parabola ascendente degli Usa sullo scenario internazionale, risalente alle guerre ispano-americane (1898), venne realizzata a discapito della Gran Bretagna, la cui fase decadente inaugurata con la gravissima crisi economica del 1873 aveva subito un’ulteriore accelerata con il dissanguamento causato dalla Prima Guerra Mondiale, da quelli che per secoli erano stati i suoi esclusivi spazi economici. L’apertura delle Sterling Balances (’conti in sterline’), imposta dagli Stati Uniti nonostante la forte contrarietà di Winston Churchill, fece in modo che gli avanzi nei confronti della Gran Bretagna accumulati nei conti denominati in sterline da parte dei Paesi del Dominion, come il Canada, l’Australia ed il Sud Africa, venissero convertiti in dollari e utilizzati per acquistare dagli Usa. Il che determinò l’allentamento dei legami imperiali l’aggravio della situazione finanziaria britannica. Secondo Keynes, Londra aveva davanti a sé tre alternative: rinchiudersi in un periodo di isolazionismo, con l’applicazione di controlli al commercio e di una pianificazione di stampo sovietico supportata da drastiche politiche di austerità nel caso in cui Washington avesse rifiutato di assistere finanziariamente la Gran Bretagna. Avrebbe potuto cedere alla tentazione di chiedere agli Stati Uniti un prestito condizionato alla accettazione del nuovo ordine di Bretton Woods. Avrebbe infine potuto puntare ad una più equa ripartizione dei costi della guerra tra gli alleati, che prevedeva, in aggiunta a un prestito di 5 miliardi di dollari, una sostanziosa sovvenzione statunitense alla Gran Bretagna (pari a circa 3 miliardi) per coprire le spese di guerra sostenute da Londra negli anni precedenti all’entrata in vigore dell’accordo Lend­ and Lease – l’accordo del marzo 1941 tramite il quale gli Usa accettarono di fornire sostegno finanziario alla Gran Bretagna e agli altri Stati alleati durante la Seconda Guerra Mondiale – e un programma di progressiva dismissione dell’area della sterlina.

In cambio, Londra avrebbe offerto l’immediata convertibilità delle vendite commerciali realizzate dall’area, e un’adesione piena, da subito, al nuovo ordine multilaterale di Bretton Woods. Di fronte al secco rifiuto opposto da Washington alle richieste britanniche e vista la renitenza di Londra ad imboccare la via dell’isolazionismo, il Ministero del Tesoro propose di dichiarare il default riguardo il rimborso delle somme addebitate nell’am­bito del’accordo Lend and Lease, ma il governo bocciò l’istanza temendo possibili ritorsioni statunitensi. Il che approfondì notevolmente la crisi economica britannica al punto da costringere il governo laburista di Londra ad annunciare, nel febbraio del 1947, l’impossibi­lità di fornire aiuti alla Grecia ed alla Turchia e, di conseguenza, ad esortare gli Usa a compensare questa inadempienza. Gli Stati Uniti accolsero con grande favore la richiesta, ma decisero anche di cancellare con un tratto di penna i debiti di guerra contratti da Italia, Germania e Francia obbligando allo stesso tempo la Gran Bretagna ad attrezzarsi per provvedere al rimborso. Schiacciata sotto la pressione del debito, la bilancia dei pagamenti britannica entrò in una crisi profonda, spingendo Londra ad abbandonare la convertibilità internazionale della sterlina, che si ritrovò così sullo stesso livello delle valute circolanti nei Paesi sconfitti. Il che, unitamente alla perdita di fonti di introito come il mancato rinnovo delle concessioni in Arabia Saudita, pose fine al ruolo di partner minoritario del dollaro di cui era titolare la sterlina vincolando l’intera architettura finanziaria internazionale alla disponibilità statunitense a fornire prestiti e liquidità di cui necessitavano gli Stati europei per approvvigionarsi di petrolio e derrate alimentari. L’unico aspetto a rimanere in vigore tra quelli fissati a Bretton Woods nel 1944  fu quindi la rigidità del cambio tra dollaro e oro e tra il dollaro e le monete utilizzate nei Paesi partecipanti.

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