domenica, Gennaio 24

USA: democrazia azzoppata, tra insurrezione armata e terrorismo interno Scene raccapriccianti che pongono una seria ipoteca sul futuro della democrazia in quel Paese e nel mondo

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I can’t breathe (sussurrava il cittadino americano madi pelle nera George Floyd al poliziotto squadrista Derek Chauvin il 25 maggio 2020 che lo ha ucciso volontariamente per soffocamento a Minneapolis con un ginocchio sul suo collo per 8 minuti e 46 sec. Poliziotto con ottime referenze, negli anni scorsi aveva sparato alla pancia una ventiduenne ammazzandola. Ad oggi è sospeso ma libero dopo aver pagato 1 milione! di dollari di cauzione… Questa è l’America in apparenza democra/tica, che criminalizza da 400 anni gli umani neri, dalla schiavitù alla segregazione razziale)

Ho chiuso l’anno terribile del virus Covid-19 del 2020 con un piccolo compendio sulle parole, agevolato da uno scritto di Saramago. Con il nuovo anno ho difficoltà a trovarne, di parole. Scorrono sugli schermi del mondo le scene scioccanti sullatto eversivo dell’ordinamento democratico avvenuto a Capitol Hill, Washington, sede del Congresso americano il 6 gennaio, chiamato a ratificare ufficialmente la nomina a Presidente di Joe Biden ed a Vice di Kamala Harris. Dichiarati ufficialmente vincitori da Mike Pence il Vice-presidente uscente, che in uno scatto di onestà ha accettato il verdetto vero del popolo mettendosi solo all’ultimo contro il suo capo, anche per rifarsi una verginità per aver condiviso tutte le decisionidel suo capo. E con lui Mitch McConnell potente capo dei senatori repubblicani, uno che con tanti ha consegnato il GOP ad un estremista per convenienza ed assenza di un serio programma conservatore. Siamo nell’alveo consolidato della salita sul carro dei vincitori pur avendo tramato con i perdenti fino all’ultimo, per poi agire all’ultimo in modo tale da poter essere redento dal nuovo potere. Vecchia storia, come nella nuova Germania democratica dove molti ex gerarchi nazisti si riciclarono ‘riverginandosi’ nel nuovo ordinamento politico. O come in Italia con tutti i fascisti che all’ultimo cambiarono casacca, continuando ad allignare nelle pieghe dello Stato, come confermato da tutti gli attentati del terrorismo nero,dal 12 dicembre 1969 con la bomba alla Banca dell’Agricoltura di Milano, per non parlare della strage della Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 con Licio Gelli, il venerabile maestro della P2 che aveva pagato con milioni di dollari i neofascisti Fioravanti e Mambro autori della strage, a Piazza della Loggia, ecc. ecc. Per non parlare degli accordi tra organizzazioni mafiose e pezzi dello Stato con i Servizi segreti cosiddetti deviati. Senza mai aver voluto fare veramente pulizia.

Così ci ritroviamo con personaggi che possono straparlare senza un adeguato ed autorevole argine democratico che li faccia arretrare. Basta al riguardo leggere sui fatti dell’assalto al Congresso americano un’indecente lettera non di correità dove la Meloni non ha preso le distanze da quanto successo ma addirittura si è risentita accusando gli altri!! Sta tipetta che va a braccetto con Steve Bannon, pericolosissimo con le sue idee eversive da neofascista suprematista bianco preconciliare, teorico della prima ora del sociopatico Trump. La destrorsa facesse piuttosto ammenda pubblica scusandosi per le sue tesi neosuprematiste uguali ai gruppi ‘terroristici interni’ americani, per l’Fbi, QAnon, ProudBoys, Boogaloo, dichiarandosi pubblicamente estranea e non frequentando questi nuovi teorici insurrezionali di destra estrema né i gruppetti italioti che alliscia. Invece come tutti di destra, la butta in caciara accusando sempre gli altri. Nessuno ne ha chiesto conto. In un paese sul serio democratico verrebbero chiamati a dar conto.

Svegliatevi tutti, lo dico a chi mi legge e se arriva, anche fuori, non si può più rimanere indifferenti, il male maggiore per Antonio Gramsci. Perché lo sconquasso a destra del mondo in questi decenni sta anche nel fatto che quelli che dovevano, vale a dire tutti noi, hanno ripiegato pensando solo ai fatti propri. Abbiamo sempre più lasciato sguarnito il campo da gioco della democrazia. Questi i risultati, da cui nessuno può chiamarsi fuori. A cominciare da chi ci doveva rappresentare politicamente. L’anno scorso la sullodata con una provocazione ebbe l’ideuzza di onorare come patriota il 25 Aprile!! Almirante, ovvero colui che firmò le leggi sulla difesa della razza del 1938! Siamo ancora qui, non “se vonn stà”, la democrazia ha vinto e loro hanno perso e se vogliono stare qui bene siamo così tolleranti da sopportarli tra noi. Invece questi sono rigurgitati. Non è più possibile accettare compromissioni simili. Nessuno disse nulla al riguardo, quasi un dettaglio,da buona parte del carrozzone mediatico giornalistico italiano, quello che sta sempre in tv. Mentre il fascio leghista Salvini sui fatti americani straparla genericamente di difesa della libertà e democrazia, senza dissociarsi dai gruppi armati estremisti essendone liminale. D’altronde è quello che tra le sue fila ha avuto fanatici che le armi le hanno usate, per uccidere. Come Luca Traini, croci runiche tatuate e frequentazioni della Lega, che fece tiro a bersaglio a Macerata contro i negri per ucciderli. Il mandante morale è solo uno. Tornando all’assalto ed occupazione del Campidoglio americano provo a rimettere i fatti accaduti almeno in ordine tematico, visto che quello politico è stato sconfitto a (il)logica conclusione di quattro anni devastanti.

La nomina dei vincitori è avvenuta a notte fonda del 6 gennaio 2021 poiché per tutto il pomeriggio estremisti e ‘terroristi interni’ (FBI dixit) pro-Trump da lui aizzati, per poi andarsene il codardo, sono stati fatti ‘passeggiare’ fuori dalla spianata di Capitol Hill e fatti entrare all’interno, così da assistere a scene raccapriccianti in apparenza folkloristiche, dall’estremista con corna e tatuaggi di milizie naziste poi arrestato, a figuri seduti sugli scranni e nelle stanze del potere a sfregio del medesimo. In larga parte comportamenti da frustrati, gente minuta dimenticata da tutti che penetra in un palazzo istituzionale per avere un attimo di celebrità ma soprattutto per mimare, per un attimo, di sognare di essere come quelli che irridono. Ma anche molti convinti estremisti, perché non regge la balla buonista dei poveretti forgotten, dimenticati. Se no dovrebbero tutti nelle stesse condizioni comportarsi allo stesso modo, ciò che non è. Solo osservati da appena 350! poliziotti in buona parte complici, come selfie tra poliziotti e squadristi testimoniano, mentre in una recente manifestazione nel medesimo luogo del BLM, il Black Lives Matter, organizzazione a difesa dei diritti degli afroamericani ammazzati con regolarità in quel paese para-democratico, lo spiegamento di polizia e Guardia nazionale era imponente con tutti i varchi chiusi, qui invece appena transennati.

Così è avvenuto e non mi meraviglia visto che da tempo scrivevo sulla deriva di un individuo simile al comando. Scene raccapriccianti che pongono una seria ipoteca sul futuro della democrazia in quel Paese e nel mondo. Qualcuno dirà, addirittura? Sì addirittura, e dico di più, perché oltre la cronaca degli avvenimenti immediati è necessario cogliere alcuni segnali per il futuro. Provo cosìa mettere in fila alcune questioni complesse. Solo ‘dopo’ l’indizione del coprifuoco e solo ‘dopo’ l’arrivo di oltre 5 mila soldati della Guardia Nazionale che dovevano essere presenti prima dell’apertura del Congresso si è dato corso a notte fonda, una notte buia per la democrazia, al pronunciamento ufficiale per Biden ed Harris. Qui sta il primo enorme problema di attacco alla democrazia perché non c’erano solo squadristi con armi, letteralmente essendoci stati 4 morti e 15 feriti, i primi tra le fila dei ‘terroristi’ che se la sono cercata e meritata, essendo ognuno artefice delle propri azioni, sì perché la massa era in prevalenza di appartenenti alle milizie di QAnon, fanatici folli tra cui l’energumeno con cappello di pelliccia e corna, secondo i quali il potere corrotto, solo e sempre quello altrui, agisce con una rete di pedofili tra cui spiccano ovviamente la Clinton ed Obama. Rilevo che è interessante il richiamo all’America ‘vera’, alle ‘origini’, al ‘sogno americano’, ad una verginità propria, immacolata, non contaminata, ad un’autenticità di cui erano portatori in senso millenaristico e profetico i padri fondatori americani delle sette religiose che appunto quando agiscono pretendono di arrogarsi l’assoluto della verità. Altro problema ricorrente, la religione viene brandita sempre più nei consessi pubblici. StupidGeorge, cioè Bush jr. infatti prima di ogni briefingpresidenziale con i suoi stretti collaboratori recitava passi dalla Bibbia. Inaudito per gli Usa, fino ad allora. Erano i primi del 2000 ed imperversavano le sette religioso-politiche del Tea Party, dei re-born, i rinati cristiani dunque migliori dell’usato sicuro precedente. Paccottiglia che cominciava ad allargare le sue basi di consenso resuscitando vecchie teorie, follie negazioniste, caldeggiando lo scontro ideologico, ma anche spingendosi più in là, come avvenuto. Insomma i nuovi Templari, i nuovi fondamentalisti infiltratisi in una società, in un’organizzazione sociale sempre più stanca depressa e sfiduciata. Queste alcune delle premesse che sono diventate promesse. Altra questione. È sfuggito ai più che tra i facinorosi vi erano diverse bandiere gialle con la scritta Jesus saves, appunto la religione brandita come arma, il Gesù dei preconciliari di quelli come Bannon (e Meloni) ed una rete mondiale pericolosissima che odia Papa Francesco I e che vuole bruciare tutto e tutti tornando alla messa in latino, al potere assoluto di Dio e naturalmente cancellare il Concilio Vaticano II. I laici e non religiosi di tutto il mondo di questi temi si sono totalmente dimenticati. Passiamo ora in rassegna alcuni di quei momenti terribili consegnate per molto tempo alla Storia. La ratifica dei voti ufficiali è stata di un record mai raggiunto da altri presidenti, con Biden votato da 81.238.485 elettori e l’altro con 74.223.744, uno scarto di 7.014.741 voti, con i Grandi Elettori 306 per Biden contro 232. Registro che anche la Clinton quattro anni fa superò il fascista sociopatico ma perse per il numero dei GE.

Dunque hai più voti ma meno grandi elettori, misteri di una democrazia da sempre enfatizzata come la migliore al mondo, al massimo la più antica, con un farraginoso sistema elettorale di cui ho già parlato su questo quotidiano, in un’elezione che era prevedibile essere ad alto rischio democratico. Voti che sono un record, purtroppo per entrambi e qui sta un altro problema. Per Biden che supera nettamente il troppo mitizzato Obama, da parte di una sfrantummata sinistra con altri personaggi, tra cui il little megalomane di Rignano che addirittura lo copiava scendendo dagli aerei con lo stessoincedere! Vedere per credere… Per il fascista, però, si sono mobilitati un numero altrettanto record di elettori per un perdente. E qui evidenzio altri due problemi. Il primo, è che si vota molto ed è un bene, ma solo quando si sente che i fondamenti delle istituzioni democratiche sono in pericolo. Non successe così con la Clinton, considerata troppo establishment ed èlitaria ma anche per gli scandali sessuali del marito Bill. Poi non la votarono donne,afroamericani ed ispanici, diffidenti con motivazioni diverse tra cui la mancanza di feeling e la percezione dinon riuscire a ‘scaldare’ gli animi. Soprattutto in un’epoca, purtroppo, in cui alle ragioni del pensiero e della ragione si sostituiscono sempre più passioni ed emozioni. Quelle rilasciate su Facebook tra cuoricini like fiori foto di panorami, immancabili ricette ornamenti e pensieri sulla cui ‘profondità’ mi taccio (tra gli orridi di un’epoca che all’etica intesa in senso ampio ha da tempo privilegiato l’estetica). Né Hillary fece nulla per non dare l’immagine di una cólta wasp, white anglo saxon person, in un paese a forte diffusione di minoranze etniche descritte da de Tocqueville. Tesi che regge in parte perché Biden stesso sta nel Congresso da 47 anni! E che ne fai dei post democristiani nostrani… In un’epoca in cui ormai prevale la società delle emozioni, delle impulsive reazioni di pancia, priva di collegamento con il cervello per carenza di scienza e conoscenza, in una sorta di ritorno di ‘futurismo’ che vorrebbe parafrase il nuovo secolo del Novecento della velocità e del progresso. Un secolo dopo il pianeta è in una crisi ecologica inarrestabile, la democrazia liberale perde colpi, gli autoritarismi aumentano alimentati da violente politiche di esclusione e tutti vogliono alzare muri, per stare comodi ‘a casa propria’. Trump ha rappresentato tutto questo con largo seguito. Appare urgente per l’America e per lo statuto politico della democrazia nel mondo sotto attacco da tempo approfondire questi temi per cercare di porvi rimedio. Un’operazione a cui nessuno può sottrarsi, ciascuno per la sua parte.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.