giovedì, Dicembre 12

Usa, ancora bombe anti-dem. E Trump attacca i media Il Parlamento europeo ha chiesto la messa al bando dei gruppi neofascisti e neonazisti nell'Ue 

0

Ancora giornata di tensione negli Usa. Dopo i pacchi bomba di ieri, recapitati tra l’altro a Hillary Clinton, Barack Obama e alla Casa Bianca, oggi nuovi ordigni contro l’attore Rober De Niro, vicino ai democratici, e all’ex vice presidente Joe Biden.

In merito alla vicenda, duro attacco alla Casa Bianca da parte del presidente della Cnn a livello mondiale, Jeff Zucker: «C’è una totale mancanza di comprensione alla Casa Bianca sulla serietà dei loro continui attacchi ai media. Il presidente e soprattutto la portavoce della Casa Bianca, dovrebbero capire che le parole contano. Per ora non hanno mostrato alcuna comprensione di questo».  Mentre Donald Trump è partito all’attacco: «Anche i media hanno le loro responsabilità e dovrebbero mettere fine alle loro incessante ostilità». La portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders invece ha respinto come ‘vergognose’ le accuse che Trump sia responsabile per i pacchi bomba indirizzati ai suoi oppositori.

Ma negli Usa non finisce qui. L’intelligence ha accertato che Russia e Cina ascoltano spesso le telefonate personali di Trump usando le informazioni che ottengono per gestire meglio i rapporti col presidente e condizionare la politica americana. Pechino definisce fake news la ricostruzione.

Il Parlamento europeo ha chiesto la messa al bando dei gruppi neofascisti e neonazisti nell’Ue. In una risoluzione non legislativa approvata con 355 voti favorevoli, 90 e 39 astensioni, i deputati esortano le autorità nazionali a vietare la formazione dei sopraddetti gruppi e qualsiasi altra associazione che glorifica il nazismo e il fascismo, oltre che la xenofobia. Il testo adottato menziona tra gli altri l’attacco che ha ucciso 77 persone in Norvegia nel 2011 ad opera di Breivik, l’assassinio della deputata britannica Jo Cox nel 2016 e il recente attacco di squadre fasciste di CasaPound contro la deputata europea Eleonora Forenza e il suo assistente lo scorso settembre a Bari.

Un procuratore saudita ha confermato che l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi  è stato premeditato. Intanto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha confermato: «In questo momento non abbiamo intenzione di trasferire a un tribunale internazionale la competenza sul caso. Stiamo compiendo tutti i passi necessari per fare luce su questo omicidio. Questo processo deve essere condotto nel modo più chiaro e trasparente. Ci sono domande a cui ancora bisogna dare risposta. Chi è che ha dato gli ordini a queste 18 persone che sono state arrestate in Arabia Saudita? Dov’è il corpo di Khashoggi?». Proprio in merito al caso, l’Italia come ha confermato il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, sta valutando la possibilità di bloccare la fornitura di armi all’Arabia saudita, come ha già fatto la Germania. 

Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, ha accusato gli Stati Uniti di «utilizzare un linguaggio ogni volta più ostile nei confronti di Cuba», cercando di «manipolare l’opinione pubblica internazionale per danneggiare l’isola». Il capo della diplomazia cubana ha reso noto che il 31 ottobre prossimo, quando nell’assemblea generale dell’Onu si discuterà una risoluzione che Cuba presenta ogni anno e che condanna l’embargo che i diversi governi statunitensi hanno applicato negli anni, gli Stati Uniti tenteranno di emendarla attraverso un documento preparato a Washington dal Dipartimento di Stato.

E’ entrata nel vivo oggi, in Norvegia, Trident Juncture 18, la più grande esercitazione Nato dalla Guerra fredda, col coinvolgimento di 45mila militari di 31 Paesi (i 29 membri dell’Alleanza più Svezia e Finlandia), sotto il coordinamento del Comando Nato di Napoli. All’esercitazione, a cui partecipano 65 navi di 14 Paesi e 150 aerei 10.000 veicoli, prende parte anche la Russia, in qualità di osservatore. Le manovre dureranno fino al 7 novembre.

In Gran Bretagna, si stempera la tensione in casa Tory in vista di un ipotetico accordo con l’Ue sulla Brexit. Ieri incontro tra la premier Theresa May e i deputati del comitato 1922. Secondo la ‘Bbc‘, la May è riuscita almeno per ora a tenere a bada i venti di rivolta dei ‘brexiteers’ ultrà. Per la rete tv, la premier ha recuperato consensi illustrando apertamente i punti su cui è disposta a cedere con Bruxelles e quelli sui quali intende mantenere la propria linea.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore