venerdì, Novembre 27

USA 2020: perché il voto per posta è sicuro Gli americani stanno privilegiano il voto per posta, la Corte Suprema USA ha respinto un attacco a questo sistema di voto, e gli esperti assicurano che Trump ha torto, spiegano perché il voto per posta è sicuro

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USA 2020 probabilmente sarà ricordata nella storia degli Stati Uniti come l’elezione dell’absentee voting’, il voto per posta. Il voto per posta, infatti, sta prendendo piedi. Non solo perché milioni di schede elettorali sono già state votate e regolarmente restituite via posta dagli americani che, preoccupati per la pandemia, stanno preferendo la possibilità di votare per posta, ma anche perché il tema del voto per posta oltre essere entrato pesantemente nella campagna elettorale, in quanto ferocemente avversato dal Presidente uscente Donald Trump, è diventato un problema legale, e sulla sua affidabilità o meno negli Stati Uniti si stanno versando fiumi d’inchiostro.

Intanto la questione legale. Poche ore fa, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato un ricorso presentato dai leader repubblicani della Pennsylvania -uno degli stati più in bilico nella corsa per la Casa Bianca- che mantiene in vigore una normativa sul voto per posta in base alla quale i voti saranno contati se spediti entro l’Election day. La Corte suprema si è divisa tra 4 giudici che hanno votato a favore e 4 contro, con il conservatore John Roberts che si è schierato con i progressisti. La decisione conferma una sentenza della Corte suprema dello stato in base alla quale possono essere conteggiati i voti per posta arrivati fino a 3 giorni dopo il 3 novembre se riportano il timbro postale precedente all’Election Day.

La decisione di allungare i tempi era stata presa dalla Corte dopo le polemiche sulle carenze del servizio postale e le frasi critiche di Trump sul voto per posta. Si tratta di un punto importante a favore dei Democratici che il 3 novembre si attendono un’ondata di voti per corrispondenza.

Altre dispute legali sono acese un po’ in tutti gli Stati, ma l’intervento della Corte potrebbe aver segnato un precedente importante.

Il problema sul quale il dibattito è più acceso è sulla sicurezza del voto per posta, esattamente quanto messo in dubbio, anzi, decisamente negato, da Trump. Un dubbio sulla sicurezza del voto in generale degli americani che di fatto Trump ha dirottato per interesse personale sul sistema del voto per corrispondenza. Un sondaggio Gallup del 2019 ha rilevato che il 59% degli americani non ha fiducia nell’onestà delle elezioni per una serie di motivi, dalle preoccupazioni per le interferenze di potenze straniere o nazionali, al ruolo delle élite politiche, fino alle preoccupazioni per la sicurezza.La fiducia degli americani nel voto, secondo Gallup, è inferiore a quella riportata in quasi tutti gli altri Paesi democratici. Mentre da anni e in molti Stati –Oregon, per esempio- il voto per posta è non solo molto accreditato presso l’elettorato ma abitualmente e in maggioranza utilizzato.

Secondo la gran parte degli studiosi il voto per posta -possibile in 43 Stati e nel Distretto di Columbia- è sicuro.

«Le prove che abbiamo esaminato rivelano che il voto per posta è raramente soggetto a frodi, non offre un vantaggio a un partito politico rispetto a un altro e può ispirare la fiducia del pubblico nel processo di voto, se fatto correttamente», affermaEdie Goldenberg, politologa dell’Università del Michigan e studiosa di politiche pubbliche che ha studiato il voto per corrispondenza come parte di un gruppo di lavoro della National Academy of Public Administration.
Le frodi sono rare e le condizioni di svolgimento di tale voto rendono agevole l’individuazione e il relativo blocco del processo elettorale in caso di frode.

«Un database di rapporti di frode elettorale gestito dalla Heritage Foundation riporta circa 1.200 accuse di frode degli elettori per frode degli elettori dal 2000. Di questi, solo 204 accuse riguardavano votazioni per corrispondenza» sul totale di 250 milioni di schede elettorali restituite via posta in questi due decenni in esame.

Eppure le paure ci sono e su queste ha lavorato Trump. Le persone che votano per posta, per esempio, sono preoccupate che il loro voto non venga conteggiato correttamente, rispetto al voto di persona, piuttosto che semplicemente ‘valga di meno’, una sensazione per nulla rara.

Il perché delle pochissime frodi nel voto per corrispondenza è spiegato da Jake Grumbach, docente di scienze politiche all’Università di Washington, e Charlotte Hill, ex commissario elettorale e studiosa delle leggi sul voto. «Il processo di votazione per corrispondenza ha diverse salvaguardie integrate che insieme rendono difficile per una persona votare in modo fraudolento e ancora più difficile commettere frodi elettorali in dimensioni tali da incidere sui risultati delle elezioni», affermano Grumbach e Hill.

La sicurezza inizia dal ricevimento della scheda elettorale da parte degli elettori. Le persone non ricevono le schede per posta per caso. AlcuniStati li inviano automaticamente a tutti gli elettori registrati, in altri Stati gli elettori devono richiedere la scheda elettorale, la quale non viene spedita fino a quando un funzionario elettorale non ha confermato che la persona ha diritto di voto.

Le schede, poi «presentano elementi di design particolari che sono difficili da copiare. Sono stampate su cartoncino speciale, con dimensioniesatte della pagina, colore e spessore che variano a seconda dello Stato, o anche della contea o della città».

Anche l’espressione del voto non è banale, in alcuni casi è chiesto all’elettore «di ‘fill in the bubble’ mentre altre persone devono ‘connect the arrow’ o ‘darken the box. Anche il testo sulle schede è diverso da luogo a luogo». I candidati presidenziali sono gli stessi in tutto il Paese, ma ogni Stato elegge persone diverse, così come il voto coinvolge incarichi diversi –governatori, procuratorigenerali, ecc.… oltre alla pletora di incarichi decisamente locali. «Gli elettori potrebbero non notare tutti i piccoli dettagli, ma i funzionari elettorali certamente lo farebbero se ricevessero una scheda che non era del tutto corretta», affermanoGrumbach e Hill.

Le schede votate devono poi essere restituite «all’interno di una busta ufficiale del Governo, che di solito viene spedita direttamente agli elettori insieme alla scheda stessa. Molte di queste buste per la scheda elettorale sono dotate di codici abarre univoci per identificare ogni elettore e per consentire agli elettori di monitorare il percorso della loro scheda elettorale attraverso la posta e il processo di conteggio».
Chi volesse produrre e distribuire schede elettorali false su una scala abbastanza ampia da influenzare i risultati delle elezioni «dovrebbe fare di più che duplicare la busta speciale e i codici a barre. Dovrebbero anche in qualche modo impedire l’utilizzo di buste e codici a barre originali e autentici. Altrimenti, i funzionari elettorali noterebbero che un codice a barre univoco è stato utilizzato più di una volta».

Altrettanto fiscale è la procedura per il controllo dell’identità di chi ha votato. Ogni Stato ha un procedimento per verificare che gli elettori sianodavvero chi dicono di essere. «Nella maggior parte degli Stati, gli elettori devono firmare l’esterno della busta di ritorno. Questa firma di solito non può discostarsi in modo significativo dalla firma sulla scheda originale di registrazione degli elettori, altrimenti la votazione verrà respinta. Semmai, il processo di abbinamento di queste firme è spesso troppo rigido, dicono i critici, portando gli amministratori elettorali a rifiutare ingiustamente i voti autentici degli elettori registrati a causa di lievi discrepanze nelle firme. Alcuni Stati richiedono inoltre agli elettori di ottenere una firma da uno o più notai o testimoni. Alcuni addirittura costringono gli elettori a presentare una copia del loro documento d’identità ufficiale del governo, come la patente di guida».

Non bastassero tutti questi accorgimenti, un falsario dovrebbe preoccuparsi anche del servizio postale. «Il servizio postale si coordina con i dipartimenti elettorali statali e locali per segnalare eventuali schede che si discostano anche in modo minore dalla procedura tipica. L’agenzia ha anche una propria forza di polizia, il servizio di ispezione postale, che indaga su potenziali crimini legati alla posta».

Un sistema sicuro, dunque, che secondo gli esperti dovrebbe essere gradito da tutti i partiti. Goldenbergassicura che il sistema non avvantaggia nessuno dei partiti in pista, «né in termini di membri del partito che si presentano a votare, né in termini di risultato delle elezioni». Se quest’anno dovessero essere maggiori i voti per i Democratici sarà perché il partito democratico ha cercato di convincere quanto più possibile i suoi elettori a privilegiarlo, mentre i repubblicani hanno fatto di tutto per scoraggiarlo. Ma questo non dipende dal sistema di voto naturalmente, bensì dalle scelte delle forze politiche in campo. Nessun vantaggio per nessuno dei contendenti secondo la studiosa che richiama diversi studi recenti.

Una prova dell’accuratezza che viene applicata nel lavorare il voto per posta quest’anno la si avrà probabilmente quando si vedrà che tarderanno i risultati della tornata elettorale, infatti è già previsto che proprio per il massiccio ricorso al voto per posta determini che ci vorranno giorni per avere i risultati, perchè, spiega Goldenberg, ci vuole più tempo per gli operatori elettorali per aprire, verificare le firme e contare le schede elettorali per corrispondenza di quanto non ce ne voglia per gestire le macchine per il voto, anche considerando che alcuni Stati non consentono l’apertura delle schede per corrispondenza fino al giorno delle elezioni.

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