giovedì, Ottobre 29

USA 2020: osservatori internazionali pochi e preoccupati Gli osservatori internazionali addetti al monitoraggio elettorale sono preoccupati per le presidenziali del 3 novembre causa il clima che Trump ha creato

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Gli osservatori internazionali addetti al monitoraggio elettorale sono preoccupati per le elezioni presidenziali americane del 3 novembre. A sostenerlo nelle ultime settimane sono i più accreditati media americani dopo aver raccolto i timori degli addetti ai lavori.

Gli osservatori elettorali in genere monitorano l’intero processo elettorale, non solo il giorno delle elezioni. Esaminano la registrazione dei candidati, osservano l’apertura dei seggi elettorali e aiutano, ad esempio, a contare i voti. E sono essenziali anche per garantire che l’osservazione dei monitor volontari dei partiti -repubblicano e democratico- non si trasformi in intimidazioni degli elettori. Non hanno il potere di fermare brogli, frodi o intimidazioni, ma solo di segnalarle.

Gli Stati Uniti spesso supportano il monitoraggio delle elezioni in diversi Paesi attraverso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e l’Organizzazione degli Stati americani,e però a casa loro non sono molto ben disposti nei confronti di questi operatori al servizio della democrazia. Per quanto gli osservatori internazionali non siano estranei alle elezioni statunitensi ne hanno monitorato almeno sette dal 2002, considerato che le elezioni statunitensi sono gestite dai singoli Stati, gli Stati decidono se consentire o meno la presenza degli osservatori elettorali internazionali. Se un buon numero -California, Missouri, New Mexico e Washington DC- hanno leggi che consentono gli osservatori internazionali di monitorare il voto, e alcuni hanno leggi che potenzialmente possono tollerarne la presenza –Hawaii, North Dakota, South Dakota e Virginia la maggior parte degli Stati non accoglie i monitor internazionali. La pratica è esplicitamente vietata in 11 Stati: Alabama, Alaska, Arizona, Connecticut, Florida, Louisiana, Mississippi, Ohio, Oklahoma, Tennessee e Texas.

I sondaggi mostrano che gli americani sono molto coinvolti nelle elezioni 2020, molto più che nel passato, e molto più che nel passato sono preoccupati per la correttezza del processo elettorale e sono favorevoli agli osservatori internazionali -secondo un sondaggio dell’International Public Opinion Lab della Western Kentucky University, più del 70% è d’accordo o fortemente d’accordo a consentire il lavoro agli osservatori internazionali.
Le preoccupazioni si attestano su molti aspetti del processo elettorale che vanno dai problemi determinati dal Covid-19, al cattivo funzionamento delle macchine per il voto,disinformazione, o fake news programmate dalle campagne elettorali, eccessiva polarizzazionepolitica, fino al conteggio del voto anticipato e in particolare delle schede arrivate via posta. L’ultimo punto specialmente è critico.
A fine scorsa settimana, l’
11 ottobre, US Elections Project riferisce che un numero record di americani avevano già votato via posta ed erano state restituite già 9,3 milioni di schede. Eproprio su questa modalità di voto si sono appuntate le critiche più feroci di Donald Trump, sostenendo che il voto per posta sarà sicuramente oggetto di brogli, e che le elezioni 2020 saranno «le più grandi elezioni truccate della storia». Secondo alcuni osservatori, sul voto per corrispondenza si appunta quella che è considerata la «strategia di un uomo che si aspetta di essere messo in minoranza e intende ostacolare il conteggio» dei voti con l’obiettivo finale di mettere in dubbio la validità di questa tornata elettorale.

L’elenco completo delle organizzazioni che manderanno il loro personale a monitorare il voto non è disponibile. Le informazioni sono frammentarie. LOrganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) aveva previsto l’invio di 500 osservatori, causa pandemia ne ha potuti inviare soltanto 30. L’assemblea parlamentare dell’OSCE prevede di inviare 84 membri del parlamento da 30 Paesi, supportati da20 dipendenti.
L’OSCE ha affermato che il suo sforzo di osservazione prevedeva di coprire i due terzi dei 50 stati degli Stati Uniti. Tra gli Stati che non seguirà questa ridotta pattuglia di osservatori:Indiana, Delaware, Maine, Missouri e New Jersey.

L’Organizzazione degli Stati americani (OAS), è la prima volta che mette sotto osservazione gli USA, lo fa con 41 funzionari che si sposteranno in11 o 12 Stati California, Colorado, Iowa, Kansas, Maryland, Minnesota, Montana, Nebraska, New York, Rhode Island e Wisconsin., guidati dall’exPresidente del Costa Rica, Laura Chinchilla.
Per la prima volta nella sua storia, il Carter Center metterà in pista i suoi osservatori. «Se osservassimo tendenze simili in un altro Paese,saremmo preoccupati per queste elezioni e il tono delle elezioni, il tono della campagna elettorale e l’ambiente pre-elettorale», ha dichiarato ai media americani Avery Davis-Roberts, che gestisce il progetto Elections del Carter Center.

«Il numero di possibili cose che potrebbero andare storte questa volta è più alto di quanto abbia maivisto nella mia vita», ha detto Sarah Repucci, responsabile della ricerca e analisi presso Freedom House.

Le affermazioni di Trump nel corso del dibattito con Biden, il suo rifiuto a garantire un tranquillo passaggio di poteri, piuttosto che il rifiuto a condannare i suprematisti bianchi, è guardato con molta preoccupazione dagli osservatori internazionali. Tale linguaggio è «di solito qualcosa che viene criticato dagli osservatori elettorali di tutto il mondo», ha detto Susan Hyde,docente di scienze politiche in California e che nel passato ha lavorato come osservatore in diversi Paesi.
«Questo è un dittatore. Questo è ciò che vediamo costantemente nei Paesi africani», ha detto una fonte abituata da anni al monitoraggio del processo elettorale in Paesi dell’Africa a ‘BuzzFeed.news’.«Non ho mai pensato nei miei otto anni di lavoro in questo settore, che mi sarei preoccupata per la violenza elettorale negli Stati Uniti».

Trump da mesi mette in dubbio l’equità del voto, sostiene la vulnerabilità del processo elettorale, haincoraggiato gli elettori a votare due volte per testare il sistema, ha affermato che i Paesi stranieri stamperanno schede per posta per truccare le elezioni. A questo punto il timore non nascosto degli osservatori internazionali ora è una crisi istituzionale e costituzionale e persino la violenza, sostiene ‘CNN’.

«Penso che Trump ci stia preparando per la narrazione di un’elezione truccata», ha detto Dren Nupen, esperto di elezioni sudafricane, osservatore da decenni in Africa in svariate elezioni, sentito da ‘CNN’. Trump sta piantando nella mente degli elettori il seme della convinzione che questo voto non sarà corretto. «Le sue munizioni sono fondamentalmente gli elettori. Se perde, allorapotrà dire che sapeva che c’erano problemi con il voto e li può mobilitare», ha detto Nupen, paragonando queste presidenziali alle presidenziali dello Zimbabwe del 2008.

«Quando hai cittadini armati che ora credono nell’idea di una milizia armata che protegge il voto, e quando hai persone dall’altra parte che dicono che non ce la fanno più, ci sono tutti gli ingredienti per una situazione molto instabile», ha detto Ory Okolloh-Mwangi, un commentatore politico keniota, mentre c’è chi, come Ken Opalo, politologo della Georgetown University, solleva lo spettro della ‘violenza armata post-elettorale’.

Pochi osservatori internazionali, probabilmente molti, invece, i volontari osservatori dei due partiti, repubblicani in particolare, e un clima pre-elettorale che ben poco ha a che fare con gli Stati Uniti come siamo abituati a pensarli. Un voto che rischia di essere il più difficile che gli americani abbiano mai espresso.

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