domenica, Gennaio 17

USA 2020: Joe Biden, un Presidente normale … e signore A soli 29 anni, diventò per la prima volta senatore, fu rieletto sei volte, per 36 anni. Oggi a 78 anni, al suo terzo tentativo conquista la Casa Bianca

0

Barack Obama lo ha definito «il miglior vicepresidente che l’America abbia mai avuto». Il soprannome con cui è noto è ‘Middle class Joe’. Ma nessuna definizione è più adatta a Joe Biden di quella di veterano della politica.
La sua esperienza politica sarà alla base di quella che sarà la sua presidenza. Non divisivomoderato, uomo establiment, molto legato al mondo delle grandi lobby americane, il suo programma esprime la necessità del partito Democratico di ritornare alla guida del Paese per poi trovare una sua nuova identità nell’America che intanto è già cambiata.
In questi giorni ha dimostrato tutta la sua forza e capacità di essere istituzionale. Al termine della prima giornata di spoglio dei 160milioni di voti. Siamo «in corsa per vincere», anche se sappiamo che «ci vorrà un pò di tempo» perchè ogni voto possa essere contato, ha dichiarato, assicurando che sarà il Presidente di tutti gli americaniCi vorrà pazienza, ha aggiunto, «Sapevamo che sarebbe durata molto, forse fino a domani, forse di più».

Biden sarà il Presidente più anziano della storia USA, infatti, a gennaio, quando si insedierà avrà 78 anni.
Biden ha alle spalle oltre 30 anni da senatore e due mandati da vice di Obama (2009-2017), e questa è stata per lui la terza corsa per la Casa Bianca. La prima volta ci provò lanciandosi nelle primarie Dem nel 1988, ma dovette ritirarsi dopo le accuse di plagio (uno dei suoi discorsi somigliava molto a quello di un laburista britannico). La seconda volta, nel 2008, fu battuto da Obama, che poi lo volle come suo vice proprio perché aveva bisogno di un veterano: Barack aveva il carisma, Joe -che carismatico notoriamente proprio non è- aveva l’esperienza politica. Nel 2016 non provò a soffiare la corsa a Hillary Clinton perché ancora molto scosso dalla morte nel 2015 del figlio Beau, procuratore generale del Delaware, per un cancro al cervello.

Non è l’unica tragedia privata che Biden ha dovuto affrontare. Ancora 29enne, nel 1972perse la prima moglie Nilia e la figlia Naomi in un incidente d’auto in cui invece sopravvissero, feriti, i due figli. Il secondo matrimonio, con l’attuale moglie Jill, giunse cinque anni dopo, e insieme ebbero una figlia.

Noto per le sue gaffe -famoso l’episodio in cui in una riunione chiese a un senatore in sedia a rotelle di alzarsi in piedi – Joe Biden, ha sempre mantenuto un profilo basso, pur ricoprendo incarichi politici non da poco.

Nato nel 1942 a Scranton, città operaia della Pennsylvaniain una famiglia cattolica di origini irlandesi, una famiglia della ‘middle class’ appunto con il padre venditore d’auto, da piccolo riuscì a superare un problema di balbuzie. La famiglia si trasferì poi in Delaware, dove lui frequentò l’università studiando storia e scienze politiche, prima di diventare avvocato. È proprio in Delaware che un giovanissimo Bidena soli 29 anni, diventò per la prima volta senatorefu rieletto sei volte, per 36 anni, e al Senato fu due volte presidente della commissione esteri.

Fra le leggi di cui si fece promotore da senatore, una contro la violenza domestica. Dei suoi otto anni alla Casa Bianca a fianco di Obama, invece, si ricorda quando nel 2012 si disse favorevole alle nozze gay prima ancora che lo facesse il Presidente: il sì di Obama arrivò qualche giorno dopo.

Come Joe Biden aiutò Obama a diventare il primo Presidente afroamericano della storia Usa conquistando il voto degli operai bianchi, così quest’anno Obama ha aiutato il suo ex vice a ottenere il sostegno dell’elettorato afroamericano e non solo. L’ex Presidente Usa si è speso molto in prima persona per Biden in queste ultime battute della campagna elettorale, fino al comizio congiunto in Michigan.

Rispetto all’esuberante Donald Trump che ha continuato a fare comizi su comizi affollati di pubblico senza mascherina, Biden ha scelto un’impronta più istituzionale e già ‘presidenziale’, martellando sulla cattiva gestione della pandemia di coronavirus e dando lui stesso il buon esempio restando a lungo confinato da marzo nella sua casa in Delaware, da cui partecipava a eventi perlopiù virtuali. In ques’ultima fase, invece, si è concesso comizi di persona, ma soprattutto con la formula drive-in.

Biden ha puntato molto sulla sottolineatura della sua esperienza di governo, cercando di porsi come una mano ferma nell’America pericolosa, incerta e preoccupata.
Sul grande tema della sua campagna elettorale, il Covid-19, si è proposto come comandante in capo, formulando raccomandazioni basate sui consigli di esperti di sanità ed economia e accusando Trump di non avere un piano per fermare il virus. Ha promesso test del coronavirus gratuiti, sostenendo che non dovrebbero esserci costi diretti per i pazienti per ricevere il vaccino che verrà.

Biden crede fermamente nel valore del bipartitismo e insiste per estendere aperture ai repubblicani anche in un momento in cui molti nel suo stesso partito non vedono partner con cui confrontarsi e negoziare tra i repubblicani.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore