domenica, Novembre 29

USA2020: in caso di disordini, chi difende democrazia e cittadini? Gli americani non si nascondono il timore che durante le elezioni, ma soprattutto nel post-voto, possano scoppiare violenze. Le forze federali possano scendere in campo?

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Da maggio, da dopo l’uccisione da parte della Polizia di George Floyd, gli Stati Uniti sono attraversati da manifestazioni di protesta razziale, a tratti anche violente. Le ultime proprio questa notte, a Filadelfia, dove le proteste contro l’uccisione di un cittadino afroamericano, Walter Wallace, da parte di agenti di Polizia, hanno generato violenze e saccheggi. Da settimane, dunque, gli americani non si nascondono il timore che durante leelezioni, ma soprattutto nel post-voto, in quelle lunghe settimane durante le quali non ci sarà il nome del vincitore e, anzi, proseguirà il conteggio e molto probabilmente in molti Stati il riconteggio dei voti, e vi saranno importanti battaglie giudiziarie, in particolare negli Stati chiave, possano scoppiare violenze. Incidenti, tafferugli o vere e proprieguerriglie tra i sostenitori dell’una e dell’altra parte, per non parlare del rischio di atti attribuibili al terrorismo interno (nuovamente oggetto di preoccupazione, considerando la estrema polarizzazione politica di questo voto e il fatto che i suprematisti bianchi e altri estremisti simili hanno condotto due terzi dei complotti e degli attacchi terroristici negli Stati Uniti nel 2020).

In questo clima si inizia a dibattere se le forze federali possano o meno scendere in campo per proteggere i cittadini e la malconcia democrazia americana. Definirlo, in un Paese come gli USA, è tutt’altro che facile. Non è un caso, infatti, che la decisione di Trump di schierare forze federali in risposta alle manifestazioni contro l’uccisione di George Floyd, sia stata al centro di molte polemiche sia tra la gente che nelle stanze della politica.

L’uso delle forze federali in casi di disordini e violenze durante le elezioni e la possibilità che vengano dispiegate per prevenire le frodi elettorali, ha sollevato interrogativi sulle leggi, le politiche, le pratiche in materia. Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) ha realizzato uno studio sul tema.
Quando si parla di forze federali si intende: forze dell’ordine federali, Guardia nazionale federata, e militari in servizio attivo.
Gli Stati Uniti hanno una solida struttura di leggi e norme intese asalvaguardare il processo elettorale da inadeguate interferenze federali, precisa il CSIS, nello stesso modo, l’intervento di queste forze è regolato da leggi e norme ben precise, in particolare il loro dispiegamento prima, durante e immediatamente dopo una tornata elettorale. La corretta applicazione di questi ‘guardrail’, precisa il CSIS, «si basa sul giudizio e sull’impegno dei leader della Nazione».

Il punto di riferimento è il decimo emendamentodella Costituzione degli Stati Uniti, che riflette due aspetti chiave della democrazia americana: «ilgoverno federale deve avere una autorità specifica per agire; e i poteri non specificatamente dati al governo federale sono riservati agli Stati, a meno che non vi sia un divieto specifico», l’applicazione della legge federale deve essere specificamente autorizzata dalla legge degli Stati. «Questo costrutto costituzionale rafforza la norma secondo cui l’applicazione delle leggi locali è lasciata alle forze dell’ordine locali», il dispiegamento di forze federali per l’applicazione delle leggi locali è riservato «ai rari casi in cui le forze dell’ordine locali e le autorità statali non siano in grado di mantenere l’ordine da sole e le forze federali sono necessarie a loro sostegno». Per altro, al di là delle obiezioni morali, legali e normative, la maggior parte delle forze federali non sono addestrate per affrontare i disordini civili.

Posto ciò, quando le forze federali possono essere dispiegate a livello nazionale?

Non è possibile che «le forze federali vengano dispiegate presso o vicino ai seggi elettorali o in altri luoghi in cui si svolgono le elezioni, ad esempio dove vengono raccolte o contate le schede. La legge federale è chiara: è un crimineper un funzionario federale schierare forze o uomini armati in un luogo in cui si tengono le elezioni a meno chenon sia necessario respingere i nemici armati degli Stati Uniti»,una eccezione che comunque si rileva non è effettivamente chiara.

Diverso il contesto in una prospettiva di violenze o disordini civili durante o dopo un’elezione. «Il Posse Comitatus Act (18 USC §1385) è un controllo fondamentale contro il dispiegamento arbitrario dei militari negli Stati Uniti. Afferma che il ramo esecutivo non può utilizzare l’Esercito per far rispettare le leggitranne nei casi e in circostanze espressamente autorizzati dalla Costituzione o dall’Atto del Congresso».

In sintesi: i governatori e i sindaci devono far ricorso alle forze dell’ordine locali per affrontare disordini, se queste hanno bisogno di rinforzo, fanno appello alle giurisdizioni vicine per il rafforzamento. «Il livello successivo di supporto, qualora il governatore lo ritenga necessario, è la Guardia Nazionale dello Stato. Il governatore può chiedere ad altri Stati l’aiuto delle rispettive guardie nazionali. Si può richiedere alle forze federali un supporto, ma inserendole in una forza composta da personale locale. I rinforzi federali e la Guardia Nazionale dovrebbero essere schierati in risposta alle richieste delle autorità statali e locali e solo insostegno di missioni ristrette.

Ci sono eccezioni? Si, ci sono eccezioni a questo quadro giuridico e normativo tradizionale. In particolare, l’Insurrection Act (10 USC §251-253)nel quale si prevede che ogni qualvolta il Presidente ritenga vi siano criticità contro l’autorità degli Stati Uniti, che sia impraticabile l’applicazione delle leggi degli Stati Uniti in unoqualsiasi degli Stato, può chiedere l’intervento della Guardia Nazionale e utilizzare le forze armate, come ritiene necessario per far rispettare quelle leggi o per sopprimere la ribellione. «L’ultima volta che è stato invocato l’Insurrection Act è stato in risposta alle rivolte di Los Angeles del 1992 ed è stato fatto su richiesta del governatore della California. Ma ci sono stati anche casi in cui i presidenti hanno invocato l’atto contro la volontà dei governatori, come è stato fatto in alcune occasioni durante l’era dei diritti civili, quando le forze federali sono state inviate per far rispettare i decreti di desegregazione negli Stati resistenti».

A controllare che l’uso della forza sia motivato sono chiamati Congresso e Corte Suprema. Il CSISannota che durante una elezione controversa o un trasferimento di poteri, non si può presumere che il Congresso effettui un controllo sull’eventuale uso improprio della forza da parte del Presidente,rischierebbe di diventare un grave problema politico.

CSIS non nasconde la preoccupazione per una eventuale decisione di Trump di dispiegare le forze federali. «È importante ricordare che questa non è la prima elezione in cui i funzionari elettorali hanno dovuto pianificare la possibilità di violenza. Sono in atto piani per collaborare con le forze dell’ordine locali in modi appropriati per prevenire o rispondere a qualsiasi violenza. Se queste forze locali necessitano di rinforzo, la loro prima chiamata è alle forze dell’ordine locali delle giurisdizioni vicine, ai sensi degli accordi di mutua assistenza. La necessità di forze federali è remota.

Tuttavia, il Presidente Trump ha indicato il suo forte desiderio di avere forze nei seggi elettorali per monitorare le elezioni e proteggersi dalle frodi. Inoltre, il procuratore generale Barr ha affermato che la presenza delle forze dell’ordine potrebbe essere garantita se il governo federale determina che esiste un “pericolo investigativo specifico”. Ha continuato citando il Voting Rights Act del 1965, sottolineando che durante l’era dei diritti civili, i monitor dei sondaggi sono stati schierati per garantire che gli afroamericani non fossero molestati nei seggi elettorali. La logica qui è che l’applicazione della legge sarà necessaria per garantire un’elezione eque. Eppure potrebbe avere l’effetto opposto.

I seggi elettorali sono gestiti dalle autorità locali,non dal governo federale. Tutti gli Stati hanno leggi specifiche che prevedono che i cittadini fungano da osservatori dei sondaggi o sfidanti e molti processi in atto per prevenire le frodi degli elettori. Non solo non c’è un’apparente necessità di forze federali, molte leggi statali vietano la presenza delle forze dell’ordine nei seggi elettorali» oltre al chiaro divieto federale a qualsiasi applicazione della legge federale armata alle urne.

CSIS raccomanda l’applicazione ferrea della legge.L’Amministrazione dovrebbe schierare le forze federali solo come ultima risorsa e a sostegno delle forze dell’ordine locali, e le forze federali e la Guardia Nazionale dovrebbero addestrarsi per i disordini civili e gli scenari correlati, prepararsi per essere in grado di bloccare le violenze e garantire alla società civile di manifestare pacificamente, il tutto da una posizione assolutamente e visibilmente apolitica.

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