martedì, Ottobre 20

Uomini ombra, morti fantasma ed è subito Libia!

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Una missione militare in Libia ancora non si è aperta, eppure pare che lo Stato Maggiore della Difesa si sia già dovuto impegnare nelle prime smentite ufficiali sulla presenza di caduti sul campo di battaglia.
Venerdì pomeriggio, intorno alle ore 17.45 (ora italiana), il sito israelianoDebka‘ ha pubblicato la clamorosa notizia di un attacco dello Stato Islamico contro un convoglio militare composto da forze speciali italiane ed inglesi dirette verso la città di Sirte. L’attacco, avvenuto nella giornata di mercoledì, avrebbe mietuto le prime vittime italiane in terra libica. Le movimentazioni per liberare la città, caposaldo dello Stato Islamico, è iniziata intorno a martedì scorso e ha visto una strana sinergia tra le forze antagoniste del Generale Khalifa Haftar e quelle del Governo Serraj. Entrambi gli Eserciti  -regolare e non- hanno deciso di iniziare l’avanzata per liberare la città e sono in molti a sostenere che tale dispiegamento sia accompagnato dal supporto tattico di forze occidentali tra cui forze speciali inglesi ed italiane.

Al lancio della news il sito israeliano è diventato a tutti gli effetti virale tra gli esperti del settore, soprattutto italiani, tra i quali si è scatenata una folle corsa per rintracciare fonti locali e conoscenti. La notizia, tuttavia, è apparsa fin da subito insolitamente esagerata, basata su analisi tattiche non proprio attuali per quanto concerne la strategia dello Stato Islamico, ed altrettanto strano è il seguito dell’attentato. Sempre secondo l’informatore del sito ‘Debka‘, il convoglio multinazionale che si trovava a 270km ad Est di Sirte è stato colto all’improvviso dall’esplosione di un ordigno esplosivo di fabbricazione artigianale, i miliziani dell’IS avrebbero poi aperto il fuoco contro i soldati occidentali che hanno a stento resistito grazie al supporto degli elicotteri d’attacco.

I primi morti non è chiaro se siano stati uccisi da alcune schegge vacanti derivate dall’esplosione dell’IED  -forse un’autobomba- oppure nel conflitto a fuoco. Gli uomini del commando, che in quel momento si trovavano accompagnati da una piccola aliquota di colleghi dell’Esercito libico, oltre a rispondere con scarsa incisività all’azione di fuoco, pare abbiano permesso il sequestrato di due presunti due cittadini americani in appoggio alle forze del Generale Haftar. Il contesto in cui si è svolto l’attacco sarebbe anche stato credibile, la movimentazione verso Sirte iniziata 24 ore prima e la presenza di uomini ombra occidentali che si muovono per dare supporto allo schieramento ha dato un’apparente solidità alla notizia.

Bisogna però sottolineare come alcuni punti della ricostruzione del sito ‘Debka non hanno riscontro con le procedure usate dai membri della Special Boat Service (SBS) inglese e dalle nostre Forze Speciali. In primo luogo, un convoglio militare in una zona altamente ostile, come quella vicino Sirte, non sarebbe mai rimasto senza una piccola aliquota di personale in QRF che si attivi in caso di pericolo o in generale con un supporto di fuoco capace di permettere l’esfiltrazione delle forze. Per quanto questi uomini lavorino oltre le linee, nemiche nascosti nell’ombra, gli si deve garantite una condizione di sicurezza accettabile. L’attivazione delle normali procedure per il TIC  -troup in contact- prevedono l’arrivo di aliquote supplementari.

Secondo le ricostruzioni invece non pare che vi siano state forze in rinforzo al convoglio, se non qualche elicottero italiano e francese di cui si dubita fortemente la presenza in loco. Si dubita inoltre che lo Stato Islamico sia riuscito a mettere in pratica un piano così sofisticato da aver colto di sorpresa militari dalla comprovata esperienza tattica. Lavorare in zona altamente ostili e con personale occultato è il normale iter operativo delle FS, che in caso di contatto con il nemico hanno sempre il tempo necessario per difendersi e rispondere al fuoco. È bene sottolineare che in Libia lo Stato Islamico è, sì, radicato, ma non è preparato militarmente come quello presente in Siria ed Iraq.

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