lunedì, Gennaio 27

Unione Africana: un 30° vertice cruciale per il futuro del continente Grandi riforme strutturali della UA, accordi per l’apertura delle frontiere tra i diversi Paese e l’apertura del mercato a cominciare da quello aereo, lotta alla corruzione

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Si è aperto ieri, in Etiopia, ad Addis Abeba 30esimo summit dell’Unione Africana (UA), che durerà fino al prossimo 29 gennaio. ‘Vincere la lotta alla corruzione: un percorso sostenibile per la trasformazione dell’Africa’ è il tema al centro del vertice, iniziato con la 35° Sessione Ordinaria del Comitato dei Rappresentanti Permanenti (RPC).

Ma se la corruzione ha dato il titolo al vertice, al centro dei lavori dell’Unione, il cui Presidente di turno è il ruandese Paul Kagame, vi è un pacchetto di riforme, molto negoziate, per migliorare l’incisività dell’organizzazione e gli accordi che dovrebbero condurre l’Africa in un percorso di unificazione politica ed economica.

Per quanto attiene le riforme dell’Unione, come sottolineano gli analisti Institute for Security Studies (ISS) «molte decisioni sono prese, ma pochissime sono implementate dagli Stati membri dell’UA». Si spera che il vertice riesca ad adottare un meccanismo per garantire l’attuazione di decisioni giuridicamente vincolanti. «L’UA è un’organizzazione intergovernativa e gli Stati membri spesso usano la propria sovranità come scusa per non attuare le decisioni continentali». È necessario, proseguono gli analisti ISS, «istituire un organismo per garantire che gli Stati membri rispettino i loro impegni giuridici tenendo conto dell’opposizione storica dei leader africani a qualsiasi tipo di sovranazionalità pan-africana». Il gruppo di studio delle riforme ha raccomandato il «rafforzamento e applicazione di un meccanismo di sanzioni» che testerebbe la capacità degli Stati membri dell’UA di limitare la loro sovranità per il bene dell’impatto istituzionale degli organismi panafricani.

Altre misure del piano di riforma mirano a rendere più efficace la Commissione dell’Unione africana (AUC) ad Addis Abeba. Questi includono un audit per identificare le inefficienze burocratiche, l’adozione di quote per le donne e i giovani tra il personale dell’UA e le misure per garantire la partecipazione del settore privato. E’ previsto anche vengano prese decisioni sulla divisione dei compiti tra l’UA, le comunità economiche regionali e gli organi chiave.

La zona di libero scambio continentale (CFTA) e il programma del passaporto africano sono al centro dell’altro grande impegno di questo 30esimo vertice. I confini senza visti facilitano la libera circolazione di persone e merci all’interno del continente, ed è stato sottolineato: «La salvezza del nostro Continente risiede non solo nella chiarezza della visione che ci guida, ma anche nella perseveranza della nostra azione, la forza della nostra determinazione».

L’apertura del mercato aereo è una prima concretizzazione dei tentativi di attuare l’unione economica della UA. Durante l’incontro di questi giorni, infatti, la Commissione dell’Unione Africana avvierà il primo progetto dell’agenda 2063 Flagship, ovvero, il mercato unico dell’Africa per il trasporto aereo (SAATM), a quasi due decenni di distanza dall’adozione della decisione Yamoussoukro del 1999.

In vista dell’evento di lancio, Amani Abou-Zeid, commissario per le Infrastrutture e l’energia presso la Commissione dell’Unione africana, ha dichiarato: «Il lancio del mercato unico dell’Africa per il trasporto aereo stimolerà maggiori opportunità per promuovere il commercio, gli investimenti transfrontalieri nel settore della produzione e dei servizi, compreso il turismo, con la conseguente creazione di ulteriori 300.000 posti di lavoro diretti e due milioni indiretti che contribuiscono immensamente all’integrazione e alla crescita socioeconomica del continente». Secondo il Commissario, l’industria aeronautica attualmente fornisce otto milioni di posti di lavoro in Africa e quindi SAATM è stato creato con l’obiettivo di migliorare la connettività, facilitare il commercio e il turismo, creare posti di lavoro e garantire che l’industria svolga un ruolo più importante nell’economia globale contribuendo all’Agenda 2063 dell’AU. «Il vertice dell’UA vedrà anche l’adozione del testo normativo della decisione Yamoussoukro, cioè la normativa sulla concorrenza e sulla tutela dei consumatori che salvaguarda l’efficienza del funzionamento del mercato», ha aggiunto il commissario. Finora, 23 Paesi africani su 55 hanno sottoscritto il mercato del trasporto aereo africano unico, mentre 44 Paesi africani hanno firmato la decisione Yamoussoukro.

Anche la Commissione dell’Unione africana (AUC), la Commissione per l’aviazione civile africana (AFCAC), l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO), l’International Air Transport Association (IATA) e l’African Airlines Association (AFRAA), stanno sollecitando i Paesi africani di ‘aprire i loro cieli’ per migliorare la connettività e l’efficienza dei servizi aerei nel continente.

«Come primo dei 12 progetti di punta dell’Agenda 2063 dell’Africa Union, l’implementazione di SAATM aprirà la strada ad altri progetti di punta come il passaporto africano e consentirà la libera circolazione delle persone, l’area continentale di libero scambio (CFTA)», ha sottolineato il commissario Abou-Zeid. La dichiarazione sull’istituzione di un mercato unico per il trasporto aereo africano come progetto di punta dell’AU Agenda 2063, è stata adottata dall’Assemblea dell’Unione Africana già nel gennaio 2015. Subito dopo, undici Stati membri dell’UA hanno dichiarato il loro impegno solenne a istituire un mercato unico per il trasporto aereo africano attraverso la piena attuazione della decisione Yamoussoukro del 1999 che prevede la completa liberalizzazione dell’accesso al mercato tra gli Stati africani, il libero esercizio dei diritti di traffico, l’eliminazione delle restrizioni sulla proprietà e la completa liberalizzazione di frequenze, tariffe e capacità.

Non è ancora chiaro, invece, se il protocollo sulla libera circolazione delle persone in tutta l’Africa sarà adottato. Nel 2017, sottolineano gli analisti ISS, sono stati compiuti progressi significativi, molti incontri e molti negoziati che hanno portato a un consenso sull’implementazione graduale del diritto di ingresso delle persone entro il 2023. Il piano prevedeva che l’Assemblea dell’Unione africana decidesse questa settimana sull’attuazione dei diritti di ingresso, residenza e insediamento di persone che utilizzano il modello della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), che ha seguito un’implementazione graduale simile.

Al vertice dovevano essere risolti due problemi critici: in primo luogo, quando il protocollo deve essere adottato; e in secondo luogo, il carattere vincolante del piano di attuazione. Alcuni Stati membri vogliono che il protocollo venga applicato quando viene raggiunta la quota minima di ratifiche (15). Altri dicono che dovrebbe essere applicato non appena il protocollo sarà adottato dall’Assemblea AU.

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