domenica, Giugno 16

Un’‘invasione’ di 49 poveracci Una campagna elettorale sulla pelle dei migranti

0

Lo stato confusionale del Governo, dell’intera classe politica in Italia ha raggiunto il suo diapason, è un dato di fatto sotto gli occhi di chiunque sappia e voglia vedere. Al tempo stesso si può con amarezza e un buon margine di sicurezza, sostenere che si deve essere ottimisti: il peggio ancora non è venuto: si poggia su una specie di sabbia mobile, per cui si sprofonda, senza mai toccare un solido fondo che consenta di risalire.

A sostegno di queste affermazioni paradossali solo in apparenza, si possono mettere in fila una serie di ‘indizi’. In omaggio all’aurea regola di Agatha Christie, ‘un indizio è un indizio; due indizi sono una coincidenza; ma tre indizi fanno una prova’. Qui, gli ‘indizi’ sono i quantità industriale.
Si prenda l’ultimo casus belli, oggetto di polemica tra i due vice-presidenti del Consiglio Luigi Di Maio e Matteo Salvini: da oltre due settimane due navi, la ‘Sea Watch’ e la ‘Sea Eye’, con a bordo 49 (quarantanove!) extracomunitari salvati dai barconi che stavano imbarcando acqua, non sanno né dove, né quando sbarcare. Il primo ministro maltese Joseph Muscat (le acque territoriali, sono quelle di Malta), in omaggio a una tradizione di sempre, non ne vuole sapere di accoglierli: «Per non creare un precedente». La Germania si dichiara disponibile ad accogliere una quota dei migranti (una quota di 49!), a un patto: che anche altri Paesi dell’Unione facciano la loro parte’. In quante quote andranno mai divisi questi 49 poveracci? La Commissione Europea, con grande solerzia ‘sondaaltri Paesi che siano disponibili a farsi carico del problema (vale a dire le quote di 49). Tra loro ci sono bambini, alcuni senza famiglia, perfino un neonato; e donne sole. In quale ‘quota’ saranno compresi?

E l’Italia? Ecco, qui, vergogna si aggiunge e si somma a vergogna. Il vice-presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Salvini e il vice-presidente del Consiglio e ministro del Lavoro Di Maiogiocanoal poliziotto cattivo e a quellobuono’. Per Salvini può scendere Cristo in terra (e quasi l’ha fatto, visto che papa Francesco ieri ha rivolto un preciso appello-monito per l’accoglienza), i porti italiani fino a quando lui è in carica resteranno chiusi. E’ la risposta a brutto muso a Di Maio che, bontà sua, si è detto disponibile ad accogliere bambini e donne (e pazienza se si smembrerà qualche nucleo famigliare; e comunque: i maschi sono un po’ meno poveracci di donne e bambini)? Scende in campo il ministro Danilo Tonielli, che in quanto responsabile delle Infrastrutture e dei Trasporti è l’effettivo responsabile dei porti: «Siamo pronti a dare una lezione all’Europa, accogliendo donne e bambini, ma tutta la UE deve farsi carico del problema a partire da Germania e Olanda, Paesi le cui bandiere sventolano sulle due imbarcazioni». Poi, per cercare di dare un colpo al cerchio, dopo averlo dato alla botte, aggiunge: «Le ONG, come al solito, non hanno rispettato la legge del mare». Non è dato sapere a quale legge del mare si riferisca il Ministro Toninelli. Gaetano Vallini, in un articolo per ‘L’Osservatore Romano’, scrive: «Il mare ha le sue leggi. Quelle non scritte sono radicate nel cuore di quanti sul mare e del mare vivono. E la legge più importante è anche la più semplice: se qualcuno è in difficoltà bisogna soccorrerlo. Perché in mare non esistono stranieri, ma solo uomini, persone. È stato sempre così. Lo sanno i vecchi marinai e i pescatori, che conoscono il valore della solidarietà, soprattutto quando quell’immensa distesa d’acqua da fonte di vita diventa improvvisamente pericolo incombente».
Sempre il Ministro Toninelli fa sapere di non aver emanato «alcun decreto di chiusura dei porti, perché non serve, non essendo alcun porto italiano interessato alle operazioni, e non avendo il Maritime rescue coordination centre coordinato i soccorsi. Nessuna autorità di sistema portuale italiana può arrogarsi prerogative che travalicano le sue funzioni amministrative. Darò mandato alle strutture del mio Ministero di valutare eventuali accertamenti di natura disciplinare».

Conviene ricapitolare: non c’è alcun decreto di chiusura; nessun porto italiano è interessato. Il Ministro comunque si riserva azioni di natura disciplinare? Si chiama minaccia o, quantomeno, ‘avvertimento’. Rivolto, probabilmente, a persone come Carla Roncallo: «Al di là di quanto si legge dai giornali, non risulta che esista alcun decreto, ordinanza o provvedimento di alcun tipo, che disponga la chiusura dei porti. Per chiuderli infatti, sarebbe necessario un decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti ai sensi dell’art. 83 del Codice della Navigazione, motivato da ragioni di ordine o sicurezza pubblica, provvedimento che non ci è mai stato notificato e pertanto ne deduco che non sia mai stato emesso. Qualsiasi nave può quindi chiedere l’autorizzazione all’attracco e seguire le normali procedure ed indicazioni impartire dall’Autorità Marittima. Diversa invece è la questione dell’autorizzazione allo sbarco, operazione che può essere vietata dal Ministero dell’Interno. Queste le considerazioni tecniche, da presidente di una delle Autorità di Sistema Portuale».
Roncallo prosegue, da ‘semplice cittadina’: «Anzi, da essere umano penso comunque sia vergognoso ed incredibile che non si riesca a trovare una soluzione per risolvere la terribile situazione di queste persone e che dobbiamo assistere inermi al braccio di ferro tra i vari Stati europei, Italia in primis, giocato sulla pelle di uomini, donne e bambini già stremati dalla loro storia, prima ancora che da questo viaggio».

Salvini non desiste: «In Italia non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Roberto Fico e Alessandro Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Giuseppe Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io». In soldoni: non sbarca nessuno.
Il ping pong con i 49 migranti al posto della pallina prosegue. Di Maio punta il dito contro Malta e l’Europa. Se sono ancora in mare, la colpa non è dell’Italia: «Abbiamo dato la disponibilità ad accogliere circa 10 persone. Si tratta di donne e bambini e sia Malta sia Sea Watch fanno ostruzionismo, non permettendo lo sbarco e tenendoli a bordo». E Salvini? «Non ho sentito Salvini dire che donne e bambini devono rimanere sulle navi. Anzi. Ci siamo sentiti. Sono d’accordo sulla linea dura: non possiamo assumerci da soli i problemi dell’Unione Europea sui migranti».
Questo per quel che riguarda i problemi legati all’immigrazione, e si sta parlando di un’invasionecostituita da 49 (quarantanove!) poveracci.

Si può aggiungere la questione relativa alla ‘povertà’, il reddito di cittadinanza. Una questione che a suo tempo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti ha definito un qualcosa che appartiene all’Italiache non ci piace’, un qualcosa di simile a un rospo che la Lega è costretta a ingoiare, se vuole mantenere in piedi il Governo con il movimento pentastellare. Finalmente comincia a essere chiaro come sarà abolita la povertà. «L’obiettivo è avere 10mila navigator che assistano i disoccupati. Ci saranno delle assunzioni graduali, si cercherà di partire il prima possibile. Siamo in cerca di laureati che abbiano una propensione alla gestione delle risorse umane. Stiamo inoltre pensando a un sistema premiale in base ai contratti di assunzione che riusciranno a portare a casa». Lo annuncia Mimmo Parisi, docente dell’Università del Mississippi. Parisi con Di Maio studia il funzionamento dei nuovi centri per l’impiego legati al reddito di cittadinanza, e a giorni sarà nominato Presidente dell’ANPAL, Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro. «Partire, o dalle strutture che già abbiamo, ma saranno rivoluzionati grazie alle nuove tecnologie. Il modello chiave è la creazione di un Cybernetic State: un ecosistema di dati focalizzato sull’utilizzo di tecnologie come l’intelligenza artificiale, il machine learning e il cloud». Tutto chiaro no? Il professore vuole «sfruttare i miei anni di esperienza negli USA in modo da poter massimizzare l’uso della tecnologia nel contesto italiano, così da rendere il modello italiano una vera e propria avanguardia». L’annunciato ‘modello Mississippi’ è «un programma di data science per migliorare l’efficienza e l’efficacia del settore pubblico e aiutare le persone a trovare un lavoro. Abbiamo così reso lo Stato del Mississippi un modello per gli USA. Adesso replicheremo in Italia».

L’altra sera -sarà capitato a tanti- un clochard ha chiesto a chi scrive una moneta. Dato qualche spicciolo, gli ho detto che il 28 settembre scorso Di Maio e altri ‘delle Stelle’ hanno abolito la miseria dandone lo storico annuncio dal balcone di palazzo Chigi. Non era per nulla convinto, e mi ha guardato un po’ storto…

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore