sabato, Dicembre 14

Una storia ‘semplice’ di terrorismo islamico

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Locarno. Giovane, sorridente, slanciata, ironica; eppure lo indovini fin dal suo primo “Buongiorno” e dalla stretta di mano che dietro le spalle della regista francese Marie-Castille Mention-Schaar c’è qualcosa di solido, di ben assimilato, un piglio sicuro e una non comune abilità di raccontare, con la parola e le immagini; di sicuro, non è banale: senza scadere nella provocazione fine a se stessa sa come costringerti a riflettere e pensare. ocatoria, conosce la maestria di far riflettere e costringe a pensare. Lo ha dimostrato anni fa, nel 2009, quando ha realizzato la sceneggiatura di ‘La Première Etoile’, candidato ai Cesar, nella categoria ‘Miglior opera prima’; nel 2012 firma il suo primo lungometraggio, ‘Ma première fois’; e nello stesso anno ‘Bowling’, seguito due anni dopo da ‘Les Héritiers‘.

Proprio con ‘Les Héritiers’, Mention-Schaar mostra di che tempra è fatta; quella classe di seconda liceo ‘Léon Blum di Créteil‘, a sud est di Parigi, è un paradigma, non solo una metafora, composta com’è da una quantità di etnie, e gli inevitabili conflitti provocati dall’incontro-scontro di confessioni religiose e diversi status sociali. In quel film con un realismo che non scade nel cinismo, ma è comunque venato di amarezza, Mention-Schaar mostra come in una banlieue multietnica, la ricerca di identità (e la sua affermazione) si possa spesso tradurre in una conflittualità e in una guerra tra poveri. La scuola, l’istruzione non costituiscono l’auspicata, sperata ancora di salvezza, ‘semplicemente’ perchè non se ne scorgono il senso e la possibile prospettiva di riscatto. Chi ha visto ‘Les Héritiers’ senz’altro apprezzerà meglio, e individuerà il ‘filo’ che lo collega a ‘Le ciel attendra’, che qui al Festival Internazionale del Cinema di Locarno (69 anni portati con grande ‘leggerezza’), viene proiettato in prima mondiale.

Un film che tratta una questione particolarmente attuale: il fenomeno ISIS e del terrorismo islamico

Si’, decisamente è una questione drammaticamente attuale. Cerco pero’ di trattarla da un versante inedito, dal punto di vista di due madri francesi che cercano a tutti i costi contrastare che le loro figlie si arruolino nelle fila dei fondamentalisti islamici.

Mélanie e Sonia, sono all’apparenza due ragazze normali

Qui sta il problema. Sono effettivamente due ragazze normali. Eppure un giorno decidono di arruolarsi nell’ISIS e partire per la Siria e combattere per la jihad.

Mélanie, sedici anni, va bene a scuola, le studiare le piace, ha molte amiche, coltiva ideali

Come tutti i ragazzi del mondo. E si innamora, via internet, di un ragazzo. Il resto è facile da immaginare, quel ragazzo la conduce in quel mondo di morte che è il fanatismo del terrorismo islamico.

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