giovedì, Maggio 23

Una ‘Modesta proposta’ per l’Italia / Parte seconda Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 65

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Occorre partire dalle considerazioni appena esposte riguardo all’Italia. E rispetto all’esistente, o all’esistito, porsi anche l’interrogativo se valga ancora la pena, e perché, di ‘fare la sinistra’. Strana parola dall’incidentale genesi e dal grande e fecondo peso storico, ma su cui occorre quantomeno riflettere. E ben di più. Ché a fronte delle fondamentali spinte propulsive così come dei non pochi crimini del ‘socialismo realizzato’ (dei ‘socialismi realizzati’, in realtà), sta oggi l’afasia e l’incapacità stessa di ‘essere’, e quindi fare. In Italia e non solo, ma in Italia siamo specialisti nel portare il male a peggio. Molti sono i ‘territori’ su cui intervenire, esercizio classico ed in sé semplice: lavoro, scuola, cibo, ambiente, periferie, diseguaglianze… Ma la sintesi più efficace, e di prospettiva, la mutuiamo da un intellettuale vero, fra tanti inutili pensatori ed autonominatisi ideologi, come Alessandro Bergonzoni, bolognese, che sfruttando il proprio funambolico uso delle parole indica come sia «il momento di passare dal sofà al so fare».

Va riconosciuto, prioritariamente e doverosamente a Cesare quel che è di Cesare, cioè a Beppe (Grillo) e Gianroberto (Casaleggio, ora Davide) quel che è di Beppe e Gianrobertodavide: cioè che senza di loro e il MoVimento Cinque Stelle in questi anni, altro che Lega e Matteo Salvini avremmo avuto, forse direttamente un’ellenica ‘Alba Dorata’ declinata in salsa italiana. Del loro originale e generoso tentativo ‘a mani nude’, ora anche tentativo di Governo, non si può gettare il bambino con l’acqua sporca, anche se colpevolmente troppo acquiescènti a Salvini, convinti che «il fine giustifica i mezzi», in questo caso lo stare nell’Esecutivo per guidare e salvare il Paese. In realtà sempre «i mezzi prefigurano il fine», base della nonviolenza gandhiana. Quanto ai livelli amministrativi locali, da ruoli di Governo o di opposizione che siano, MoVimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Liste civiche o altri vanno giudicati caso per caso, situazione per situazione, visto quanto diversi e a volte diversissimi tra loro siano i rispettivi esponenti locali. E, una volta esaurito il benefit del ‘vuoto’ (e a volte peggio) cui spesso succedono, vanno analiticamente esaminati nella effettiva capacità operativa. Anche nella parte più difficile e di prospettiva, di avere cioè al di là della capacità di corretta amministrazione (che è o sarebbe comunque tanto) una ‘visione’. E di riuscire a realizzarla.

Pur senza allargarsi sino all’«Ecco io faccio nuove tutte le cose» dalle sin troppo alte ed eventualmente irraggiungibili genesi, riteniamo si possa e debba ripartire dalla ridefinizione delle ‘cose giuste’, e del ‘giusto posto’ in cui collocarsi (che magari, brechtianamente, sarà ancora «dalla parte del torto»). Che ha un’unica discriminante, si chiami ciò da cui si parte e tende come più aggradi: ‘Sinistra’, ‘Bene’, ‘Buono’, ‘Nonviolenza’, o magari ‘Buon senso’, quello che in certi periodi e temperie manzonianamente se ne sta nascosto per paura del senso comune. Sintetizziamo a modo nostro: a partire dalla discriminante fra chi crede che gli altri siano un valore, e chi crede siano uno strumento.

Il Paese delle cose giuste’ è il titolo di una canzone di Mario Pappagallo. «Ieri ho fatto un sogno e te lo voglio raccontare, se solo hai tempo e voglia di ascoltare. C’era un Paese in festa, la banda che suonava un motivetto che mi rallegrava. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te. Che posto singolare, e che stradine anguste: questo è il Paese delle cose giuste. Qui tutto ciò che accade ha la sua spiegazione, non rischia l’innocente la prigione. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te. Certo un sogno è un sogno e non c’è modo che si avveri, corso misterioso dei pensieri, qualche volta non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio. Certo un sogno è un sogno e non puoi certo farne a meno, viaggerà spedito come un treno, schiaccerà l’offesa d’ogni torto, la realtà sta sul binario morto. Le stelle su nel cielo, segno di buon auspicio, poi nella notte fuochi d’artificio. Negli occhi dei bambini giochi di nuove stelle, sono le luci delle bancarelle. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava, e volava con te. Certo un sogno è un sogno e non c’è modo che si avveri, corso misterioso dei pensieri, qualche volta non sognare è meglio, quando doloroso è il tuo risveglio. Certo un sogno è un sogno e non puoi certo farne a meno, viaggerà spedito come un treno, schiaccerà l’offesa d’ogni torto, la realtà sta sul binario morto. Ma la realtà comanda e il sogno è già svanito. Sono rammaricato e non pentito. Ma noi ci siamo stati a maggio tra le rose, era il Paese delle giuste cose. E il mio cuore cantava, e il mio cuore ballava, e il mio cuore volava e volava con te. E volava con te. E volava con te».

Lo abbiamo mutuato per questa nostra ‘Modesta proposta’. Per chi volesse ripercorrere il romanzo (biografico e quasi autobiografico) ‘Mario Pappagallo, ‘l’uomo delle ‘cose giuste’’’ di Gabriele Della Rovere, pubblicato in anteprima su ‘L’Indrodal 6 al 24 agosto 2018, con testi e Video ed Audio delle sue canzoni e monologhi, questo il link al Primo Capitolo: ‘Mario Pappagallo alla ricerca de ‘Il Paese delle cose giuste. Ed all’ultimo: ‘Mario Pappagallo: ‘Il piromane’ che ci aiuta a capire ‘Dove andremo a finire. Che contiene al termine l’Indice degli undici Capitoli complessivi (della sua Prima parte), ciascuno anche come connessione diretta. Nel corpo del Testo, il Titolo evidenziato di ogni Canzone o Monologo è il link (Video o Audio) all’esecuzione del brano.

2 / (fine, o magari inizio)

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’