domenica, Dicembre 8

Un rosario polacco contro Dio La cultura dei polacchi che pregano contro gli islamici è potenzialmente in grado di fare esplodere il Pianeta, denuncia un cedimento della religione più diffusa alla tentazione dell’individualismo

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Chissà se nei giorni scorsi al Nazareno facevano male i chiodi, mentre schiere di cattolici polacchi giravano una pellicola sugli zombie. Pretendevano di difendere, in Suo nome e rosario alla mano, le frontiere nazionali dall’invasione degli islamici. Questi ultimi, se non vado errato, dovrebbero essere stati fabbricati dallo stesso Dio a cui i rosarianti di rivolgevano chiedendo soccorso. Che confusione e che stupidità! Succede, quando le religioni vengono usate da cavernicoli, disposti ad adorare qualsiasi pezzo di legno per garantirsi qualche tutela.

Ignorano che il cristianesimo è nato da un uomo che diceva esattamente il contrario, ossia che c’è un solo Dio, dunque non c’è un campionato dei nostri contro i nemici ma siamo tutti nella stessa squadra. Solo a queste condizioni c’è cristianesimo, in questo principio elementare, senza il quale esso, semplicemente, non esiste. Troppo diretto, troppo scomodo, per questo non entra nella testa della maggior parte dei devoti, comprese quelle di molti prelati, che finiscono per farsi rappresentare da individui da circo equestre, che neppure in Italia mancano, e fanno pure soldi spaventando i creduloni. Una compagnia di giro che si spaccia per ultima frontiera dei valori cristiani e comprende il verboso avvocato rubato al cabaret, il giocatore d’azzardo bulimico e tardo convertito, il cantante scarsino e omofobo, la signora che invoca sottomissione e ubbidienza per le donne.
Un manicomio venduto come spremuta di Vangelo.

Questo è ciò che sta minando una religione nata per avvicinare gli uomini ma che ora rischia di diventare monopolio di persone disturbate che la brandiscono come una spada, mentre il Papa viene attaccato a ripetizione dai custodi di quella tradizione che vorrebbe un ‘Uomo genuflesso’, non davanti a Dio ma ai consacrati. Un Uomo da tenere in balia di paure ancestrali. L’ultimo esempio di questo cattolicesimo da cuore di tenebra arriva dalle contestazioni mosse a Francesco sul capitolo ottavo dell’Esortazione Apostolica Post SinodaleAmoris Laetitia‘, che apre alla comunione per i divorziati risposati, in un’ottica di accoglienza e di perdono, capitolo avversato da chi propugna una dottrina punitiva, persino vendicativa, incapace di schiodarsi dall’Antico Testamento. Uomini che vorrebbero imporre il loro padronato speculando sulle nostre umane fragilità.

Non meravigli, dunque, che i cattolici polacchi, pensando di essere il braccio armato di un uomo che in nome della fratellanza universale si è fatto crocifiggere, si sentano nel giusto. È vero, contro di loro si è levata la voce del primate di Polonia, a minacciare sanzioni severe a quei sacerdoti che si fossero messi su quell’onda, tuttavia se monsignor Wojciech Polak è stato costretto a intervenire significa che parte del suo clero è sensibile al fascino regressivo dell’intolleranza.

Quello che è accaduto in Polonia non rappresenta una sorpresa, semmai una conferma di cose già scritte, ossia che il cattolicesimo è oggi una religione in grave difficoltà, con larghe fette del popolo che non sembrano avere capito bene le intenzioni, inequivocabili, presenti nel Vangelo. Un Dio creatore di tutti gli esseri viventi, che dunque sono affratellati. Punto.
Non c’è molto da interpretare, anzi proprio nulla, chi si discosta da tale logica non crede al Dio dei cristiani, e in definitiva farebbe meglio a non andare in chiesa.
Girare intorno a tale concetto serve solo a rinviare la presa di coscienza della scomodità del cristianesimo, a moltiplicare l’esegetica e gli esegeti, perché proprio l’essenzialità di un messaggio così dirompente crea imbarazzo e rende necessario predisporre dei distanziatori. Una tacita convenzione che permette alla religione cattolica di mantenere un equilibrio perverso, in cui coesistono uomini che danno la loro vita per la causa dell’umanità, come il gesuita padre Paolo Dall’Oglio, e altri gesuiti molto vicini al Papa che, vestiti da fighetti, parlano in televisione dello stesso missionario gesuita. Una contraddizione stridente.

Francesco cerca di affondare i colpi, non risparmia nessuno, qualche volta, con giustificabile eccesso di zelo, punta il bersaglio sbagliato, come quando si avvita nell’analisi di presunte teorie gender, probabilmente influenzato da consiglieri paranoico o, speriamo di no, dalla sua parte interiore più tradizionalista o ancora dalla necessità di dare un colpo al cerchio e uno alla botte.
C’è molta ignoranza sull’argomento. Non esistono progetti culturali capaci di trasformare maschi e femmine in esponenti di un genere intermedio, si tratta di bufale che si propagano nel vuoto di cervelli di cartapesta, in ambienti popolati di fobici, bigotti e immaturi che, incapaci di misurarsi coi propri simili, cercano rifugio nel recinto della religione e inventano nemici da combattere, per chiudersi ancora di più. Un vuoto che solo la presenza di un nemico riesce a riempire. Dunque, il bene contro il male, i buoni contro i cattivi. L’Inferno contro il Paradiso. Una struttura di pensiero infantile, che bipartisce ogni fenomeno e lo semplifica, mettendo il mondo in mano agli officianti di questa pericolosa banalizzazione, desiderosi di irretire la divinità all’interno di un Creato grande quanto un chicco di riso. Proprio nel momento in cui una parte importante del mondo della Fisica fa intravedere che universo da noi abitato, seppure immenso, non è affatto l’unico e non sarebbe altro che una goccia in un mare di universi. La scienza apre, la religione chiude. È accaduto troppe volte, generando mostri. Non ce lo possiamo più permettere.

La cultura dei polacchi che pregano contro gli islamici è potenzialmente in grado di fare esplodere il Pianeta, giacché denuncia un cedimento della religione più diffusa alla tentazione dell’individualismo, il grande nemico della fratellanza e della solidarietà.

Per quanto insidiato dalla patologia, il cristianesimo rimane un grande amico del genere umano e va protetto mani nude. Tutti, anche scettici e non credenti, dovrebbero impegnarsi in quest’impresa.

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