lunedì, Agosto 3

Un piccolo spazio al Bilaterale con la Francia L'ultimo dossier sul tavolo dei due premier ha riguardato accordi in ambito spaziale

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Nel tanto atteso bilaterale tenutosi tra Francia e Italia, il 34° vertice tra i due Paesi uniti dalle Alpi, non si è trattato alla fine solo di navi, come sembrava, pur essendo quello della cantieristica l’asse che ne ha retto l’intera architettura diplomatica.

Ma se ne parliamo oggi è perché l’ultimo dossier sul tavolo dei due premier ha riguardato accordi in ambito spaziale che hanno riguardato il contratto che regola la messa in orbita dei due satelliti Cosmo-SkyMed di seconda generazione. Diciamocelo, non è molto lusinghiera la posizione caudale ma sarebbe stato assai peggio se un argomento di tanto spessore fosse migrato su altre scrivanie.

E invece, nel secondo obiettivo del capitolo di Ricerca e Innovazione, la Francia e l’Italia hanno dichiarato che intendono dare nuovo impulso alla loro cooperazione rafforzando la strutturazione dei loro partenariati, in particolare nell’ambito di un approccio europeo e mediterraneo. Si è rivolta particolare attenzione alle tematiche del cambiamento climatico, della transizione ecologica e della migrazione attraverso l’istituito di un gruppo direttivo per monitorare le azioni franco-italiane in un contesto bilaterale e multilaterale e per la ricerca spaziale la Francia e l’Italia si impegnano a rafforzare la loro cooperazione sugli aspetti duali e per promuovere un’efficace politica spaziale europea basata sugli investimenti e sul patrimonio comune.

I due Paesi, secondo quanto si apprende da Palazzo Chigi, ribadiscono la loro volontà di aggiornare l’accordo intergovernativo sulla cooperazione spaziale che li ha vincolati a partire dal 2007 e incaricano le due agenzie governative di avviare il lavoro necessario a tal fine. Le due organizzazioni realizzeranno, insieme ai loro altri partner, i programmi di lancio spaziale Ariane 6 e Vega-C. Un po’ poco, vista la poliedricità di interessi tra i due vicini. Ma poi apprendiamo che ci sarà una maggiore cooperazione con gli altri Stati membri d’Europa e con la Commissione europea per investimenti a lungo termine per le infrastrutture di ricerca fondamentali per lo spazio europeo della ricerca e determinanti per la competitività dell’Europa. Francia e Italia continueranno la loro stretta collaborazione poi per l’European Gravitational Observatory Ego-Virgo, i cui recenti successi nel rilevamento delle onde gravitazionali sono di grande interesse scientifico e sicuramente un giorno anche per opportunità tecnologiche.

Un’altra attenzione allo spazio c’è nell’impegno per un’iniziativa multilaterale finalizzata a un maggiore coordinamento nel campo del clima e della sua mutazione: nell’ambito dell’intensificazione della ricerca sui cambiamenti globali, la Francia e l’Italia stanno rafforzando la loro collaborazione tecnica e scientifica all’interno della stazione antartica Concordia. Sono impegnati a sostenere questa infrastruttura in egual misura e verrà creato un consiglio scientifico congiunto per rafforzare l’impatto della ricerca svolta.

C’è poi un altro punto che merita le nostra sottolineatura nel documento governativo e riguarda le pratiche di concorrenza sleale nel trasporto aereo. L’Italia e la Francia, secondo quanto si rileva dal volume pubblicato, condividono l’obiettivo di elaborare uno strumento normativo efficace che consenta di assicurare una concorrenza tra le compagnie aeree europee e quelle dei Paesi Terzi e così le due repubbliche europee considerano che sia realizzato un nuovo strumento sulla connettività regionale in modo che l’Unione europea possa adottare, nel più breve tempo possibile, un regolamento che risponda inequivocabilmente alla necessità di preservare una concorrenza leale tra i vettori aerei.

Più  complessa l’opportunità di valutare la pertinenza delle esigenze in materia di proprietà e di accesso al capitale dei vettori aerei europei, condividendo l’opinione espressa dalla Commissione nella sua comunicazione del dicembre 2015 su ‘Una Strategia dell’Aviazione per l’Europa’, che bisogna perseguire la flessibilità delle regole in materia di proprietà e di controllo dei vettori aerei sulla base della reciprocità, mediante gli accordi europei relativi ai servizi aerei. Così, l’Italia e la Francia condividono l’auspicio che l’esame delle regole in materia di proprietà e controllo sia avviato il più presto possibile, a complemento del regolamento sulla salvaguardia della concorrenza nel settore del trasporto aereo.

Ottimi discorsi e – amante dell’Europa – chi scrive oggi si sente più francese. Ma ancora troppo poco radice di quel progetto comune che Altiero Spinelli agognava durante il soggiorno forzato sull’isola di Ventotene assieme a Ernesto Rossi e Eugenio Colorni.

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