sabato, Ottobre 24

Un Natale molto siriano L'ISIS sta fallendo nel distruggere lo spirito di unità in Siria

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Beirut – Nonostante la Siria continui ad essere in guerra – una guerra che ha richiamato troppi dei suoi figli e figlie e che rimane una ferita aperta su tutta la regione – i siriani generalmente hanno mantenuto la speranza, uniti nella preghiera che la pace torni presto a guarire la loro terra. Un bellissimo e ricco mosaico etnico-religioso, la Siria è la casa di molte comunità religiose differenti: sunniti, sciiti, sufi, druzi, cristiani, alauiti. Mentre i radicali si sono sforzati in tutti i modi negli anni passati di frammentare, dividere e isolare queste comunità, con l’intenzione di coltivare l’odio e la paura, i siriani hanno trovato nelle loro rispettive differenze una forza che trascende i singoli. E poiché hanno riconosciuto nei loro rispettivi credo, culti e credenze, il seme dello stesso amore e ordine alla pace, i siriani di tutte le etnie e di tutte le fedi si sono riunite questo Natale per celebrare Dio, unendosi insieme in preghiera

Come il siriano cristiano Joseph Nasrami ha detto in un commento esclusivo per ‘L’indro‘, “Persino i Regni Celesti si stanno allineando. Se mai c’è stato un segno che noi tutti stiamo adorando lo stesso Dio, solo che in maniera diversa e con diverse tradizioni, eccolo qui. Cristiani e musulmani hanno vissuto insieme per secoli senza animosità, è stato il Wahhabismo a distruggere l’unità qui, sono loro (ISIL conosciuti anche come Daesh) che sono venuti a coltivare odio dove c’era armonia. Io mi rifiuto di lasciare che il buio contamini la bella storia della nostra Siria, mi rifiuto di odiare i miei compagni siriani nel nome di una rancorosa mostruosità religiosa. Chi siamo noi per passare a giudizio la fede quando tutti i nostri profeti hanno sopportato tante avversità per permettere alla Verità di brillare?”.

Natale siriano 3

Una giovane donna, Sarah Haddad, una studentessa di arte diventata attivista per i diritti, ha spiegato come questo anno i siriani, incluse le comunità espatriate, hanno considerato importante celebrare il Natale e Al Mawlid al-Nabawi, usando questa sovrapposizione religiosa opportunamente per sigillare la tolleranza inter-religiosa. “La gente vede la Siria, e il Medio Oriente in generale, come un posto in cui le comunità sono divise da questo odio religioso viscerale! Si è verificato un lavaggio del cervello per far credere alle persone che musulmani e cristiani sono in ogni momento in lotta, cercando di imporre il proprio credo l’uno sull’altro. Questo è molto, molto triste perché non potrebbe essere più lontano dalla verità. In Siria ha sempre prosperato la pacifica coabitazione tra queste differenti comunità allo stesso tempo. Ciò significa che la nostra identità non è una, ma molteplice – c’è un legame che ci unisce e ci rende unici!”.

Facendo eco ai commenti di Haddad, la Holy Land Ecumenical Foundation ha diramato il seguente messaggio nel mese di dicembre: «A dispetto dell’ininterrotta guerra in Siria e delle brutte situazioni che queste persone stanno attraversando, lo spirito festivo del Natale di Damasco risplende e propaga amore e speranza in tutta la città».

La Siria, che è uno dei più antichi Paesi del mondo, patria di Gesù Cristo e casa di alcune delle più antiche comunità musulmane e cristiane, oggi fronteggia una guerra che punta al suo completo annientamento, della sua storia, della sua cultura e persino della sua anima. Gli eserciti del terrore stanno lavorando per devastare una terra che parla ancora la lingua di Gesù: l’aramaico.

Prima che la Bandiera Nera venisse a reclamare la Siria, il mio Paese era un crogiolo di nazionalità e fedi religiose,” dice Mathan Olikara, un IDP di Homs.

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