sabato, Settembre 21

Un album in una sola copia

0

Il 6 luglio 1983 il francese Jean-Michel Jarre pubblica il suo nuovo album ‘Music for supermarkets‘, la cui caratteristica principale è quella di essere stato stampato in una sola copia. Battuto all’asta, il disco viene venduto per sessantanovemila franchi francesi. Non è la prima e non sarà l’ultima stravaganza del figlio del grande compositore francese di colonne sonore Maurice Jarre.

Jean-Michel, nato il 24 agosto 1948 a Lione diventa, alla fine degli anni Settanta, il simbolo della nuova musica francese. Diplomatosi al Conservatorio di Parigi, nel 1968, entra a far parte del Gruppo di Ricerca Musicale di Parigi, diretto da Pierre Shaffer. Nel 1972, appena ventiquattrenne, compone parte delle musiche per ‘Aor, una coreografia di Norbert Schmuki e porta per la prima volta i suoni elettronici nel Teatro dell’Opera di Parigi, il tempio della classicità. Cinque anni dopo l’album ‘Oxigene‘ e il singolo omonimo scalano le classifiche di tutto il mondo. Jarre, musicista puro come Mike Oldfield, si caratterizza come un personaggio schivo con l’abitudine a lavorare da solo. La sua musica costituisce una sorta di sintesi cibernetica tra l’elegante e patinata creatività del padre e l’onirica immaginazione del rock sinfonico. Il successo di ‘Oxigene‘ gli vale il Grand Prix dell’accademia Charles Cross di Parigi e il titolo di ‘personaggio dell’anno’ dalla rivista statunitense ‘People‘.
Pur continuando a pubblicare dischi di successo ritiene che la sua musica debba essere soprattutto eseguita dal vivo. Affascinato dall’idea di ambientare le sue composizioni in grandi ambienti aperti e di sperimentare nuove fusioni tra musica e immagine, il 14 luglio del 1979, a Parigi, in Place de la Concorde dirige, di fronte a più di un milione di spettatori, l’esecuzione all’aperto delle sue musiche corredata da giganteschi giochi di luce.
Due anni dopo, è il primo musicista moderno occidentale invitato a esibirsi nella Repubblica Popolare Cinese. La registrazione delle sue performances in Cina, pubblicata nel doppio live ‘The Concert in China‘, si trasforma in un nuovo successo mondiale.
Intelligente e colto, tornato dall’oriente dichiara di non sopportare le pressioni e i trucchi del music business, per il quale «contano soltanto i dischi venduti e non la musica». Comincia, quindi, a pensare a una provocazione sul tema. L’occasione arriva quando gli viene chiesto di comporre la colonna sonora per una mostra d’arte sul tema del ‘supermercato’. Ideata da un gruppo di giovani artisti, si svolge dal 2 al 30 giugno 1983, ed è destinata a concludersi con la vendita all’asta di tutte le opere. L’idea del rapporto tra arte e commercializzazione lo stuzzica. Accetta di comporre le musiche, ma decide che anche la sua debba essere un’opera unica. Realizza così ‘Music for supermarkets‘, con la stessa cura di un album destinato al mercato, ma per contratto pretende che debba essere stampato in una sola, rarissima, copia che viene venduta in un’asta di beneficenza tenutasi all’Hotel Drouot.
Alla fine della mostra tutte le tracce registrate e le copie di prova del disco vengono distrutte. L’album diventa, così, uno dei più costosi e richiesti della storia della musica.
Nel libretto che lo accompagna sono inserite 11 foto che ritraggono passo per passo l’elaborazione del disco e uno spazio vuoto dove, nelle intenzioni dell’autore, il proprietario del disco avrebbe dovuto mettere la sua foto. Il nome dell’uomo che aggiudica la prima proprietà dell’album rimane a lungo un segreto.
Nel 2007 l’album è stato di nuovo messo in vendita e l’attuale proprietario è sconosciuto. Qualche tempo dopo la vendita dell’album, Jarre ne eseguì alcuni brani ai microfoni dell’emittente Radio Luxembourg‘, che trasmetteva in onde medie e quindi in mono. Alcune registrazioni di scarsa qualità di questa esibizione sono state pubblicate su dischi non ufficiali.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore