lunedì, Aprile 6

Uganda: servizi segreti militari supportano ribelli ruandesi contro Kagame Piano segreto dell'intelligence ugandese, che si spinge a supportare ex soldati ruandesi rifugiati in Uganda, con lo scopo di destabilizzare il Rwanda

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La chiusura del quotidiano ‘Red Pepper causa l’articolo pubblicato martedì 21 novembre, nel quale si rivelavano i piani segreti del Presidente Yoweri Kaguta Museveni per attuare un cambiamento di regime in Rwanda, e la relativa accusa rivolta all’intera Redazione del quotidiano di alto tradimento per tale pubblicazione – che avrebbe, secondo le Autorità, gravi ripercussioni sulla sicurezza e stabilità nazionale e regionale -, non ha risolto il problema, semmai lo ha aggravato. Il Presidente Museveni, con questo inaspettato atto di pura censura della libertà di stampa, ha ottenuto l’effetto contrario a quello atteso. I media, incuriositi da questa brutale reazione, hanno concentrato le loro attenzioni sulle relazioni Uganda-Rwanda, scoprendo una complicata situazione che avvalora le tesi pubblicate da ‘Red Pepper‘.

Le indagini condotte rivelano un complicato, sovversivo e segreto piano dell’intelligence ugandese che si spinge a  supportare ex soldati ruandesi rifugiati in Uganda con lo scopo di destabilizzare il Rwanda. Un talpa all’interno dell’intelligence ugandese rivela la presenza in Uganda del Generale Faustin Kayumba Nyamwasa, leader del Rwanda National Congress (RNC), un partito politico ruandese fondato il 12 dicembre 2010 da oppositori in esilio negli Stati Uniti, tra loro anche Theogene Rudasingwa, il Generale Nyamwasa, Gerald Gahima e Patrick Karegeya, ucciso dai sevizi segreti ruandesi nel 2014.

Nyamwasa sarebbe giunto in Uganda dalla Norvegia, dove risiede protetto da asilo politico dopo aver lasciato il Sudafrica, e sarebbe in stretto contatto con l’intelligence militare ugandese. Il Generale Nyamwasa è un temibile oppositore del Presidente Paul Kagame e del ‘clan ugandese’ che attualmente gestisce le sorti del Rwanda. Egli stesso apparteneva a questa élite al potere e, come Kagame, ha combattuto al fianco di Museveni durante la lotta di liberazione contro il dittatore ugandese Milton Obote. Dopo la vittoria (1986) ha prestato servizio come ufficiale nell’Esercito ugandese fino al 1990, quando contribuì alla creazione del Fronte Patriottico Ruandese e alla preparazione della invasione del Rwanda per abbattere il regime hutupower di Juvenal Habyarimana.

Entrato in contrasto con il Presidente Kagame, Nyamwasa fu costretto nel febbraio 2010 a fuggire in Sudafrica per evitare gli arresti. Il Governo, per sbarazzarsi di un pericoloso oppositore ed eroe della liberazione del Rwanda, lo aveva accusato senza prove tangibili di essere coinvolto in atti terroristici compreso l’attacco con granate avvenuto a Kigali il 19 febbraio 2010. Gli agenti segreti ruandesi tentarono di liquidare Nyamwasa nel giugno 2010, organizzando un attentato a Johannesburg, nel corso del quale il Generale ribelle fu solo ferito allo stomaco. Il giornalista Jean-Lèonard Rugambage fu ucciso due giorni dopo a Kigali per aver rivelato i piani di assassinio del Generale Nyamwasa.

Il Generale ribelle sarebbe in contatto con un altro ex ufficiale ruandese: Rugema Kayumba, suo cugino. Entrambi collaborerebbero con il Generale Henry Tumukunde e con il Generale Salim Saleh, fratello del Presidente Museveni. Rugema, grado di caporale, ha disertato dall’Esercito ruandese tre anni fa sposando una donna ugandese e creando una discreta attività a Kampala nel settore agroindustriale. I Generali ugandesi Tumukunde e Saleh avrebbero affidato il compito di contattare i ribelli ruandesi al Caporale AbdulKarim Mulindwa e la Colonnello Abel Kandiho, entrambi della Intelligence militare.

L’implicazione del Generale Tumukunde è particolarmente inquietante. Ex responsabile dei servizi segreti, parlamentare e fedelissimo del Presidente Museveni, Tumukunde fu costretto a dimettersi dal Parlamento nel maggio 2005 e fu successivamente arrestato per sospetti di complotto contro il Governo. Dopo due anni di prigione venne perdonato. Nel 2007 fu nuovamente arrestato per essersi opposto pubblicamente al terzo mandato presidenziale di Museveni.  Nuovamente accusato di complotti, il suo processo presso la Corte Marziale terminò nel aprile 2013, quando il Pubblico Ministero ritirò le accuse in cambio della fedeltà di Tumukunde al Presidente.

Una fedeltà che gli procurò nel settembre 2015 una promozione a Luogotenente Generale. Dopo essersi ritirato dall’Esercito, nel giugno 2016, ricevette l’incarico di Ministro della Sicurezza Nazionale. Durante questo incarico, tutt’ora in corso, il Generale Tumukunde è sospettato di essere coinvolto nelle più controverse azioni di spionaggio e cover up nazionali e regionali e di essere uno dei promotori delladark policydi Museveni, la politica ombra e segretissima adottata per il controllo del Paese e nella gestione degli affari esteri, in special modo Congo e Sud Sudan. Dal 2017, Tumukunde avrebbe ricevuto anche il compito di favorire il nascere di una ribellione per attuare un violento cambiamento di regime in Rwanda, pur mantenendo il monopolio politico alla classe sociale tutsi. L’incarico sarebbe stato confidato dal Presidente Museveni , dietro  indicazione di suo fratello, il Generale Saleh.

L’ex Caporale Rugema, tramite la mediazione di un avvocato ugandese in difesa dei diritti umani, è stato recentemente introdotto presso Human Right Watch e UNHCR, per sporgere denuncia contro il Governo di Paul Kagame. Denuncia fino ad ora non pubblicata, ma finita direttamente sul tavolo della Presidenza chiedendo a Museveni di supportare un cambiamento democratico in Rwanda.  Altri membri del RNC sono presenti a Kampala, tra loro il Maggiore Habib Mudathir e il Capitano Sibo Charles, entrambi disertori dell’Esercito ruandese sotto custodia di UNHCR. I due ufficiali avrebbero abbandonato il campo rifugiati ad Arua per giungere a Kampala e unirsi a Rugema e Nyamwasa per organizzare un complotto contro il Governo di Kigali. Un complotto che prevede la creazione di una guerriglia controllata da ufficiali tutsi ruandesi tesa a rovesciare con la forza l’attuale Governo ruandese.

Fonti ugandesi affermano che questi ex ufficiali disertori hanno organizzato un campo di addestramento militare nella regione del West Nile, collocata ai confini con il Congo e il Sud Sudan. Un secondo campo di addestramento sarebbe sorto a Minebwe, nella provincia congolese del Sud Kivu. Fonti credibili all’interno dell’intelligence ugandese rivelano che il Maggiore Habib e il Capitano Sibo stanno contattando ex ufficiali e soldati congedati dall’esercito ruandese cercando di convincerli ad unirsi alla causa. Altri ex ufficiali ruandesi rifugiati in Uganda hanno abbandonato il campo profughi di Aura: tra essi si segnala Kanyemera Claude Ruhinda Bosco e Kamera Alex.

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