sabato, Dicembre 5

Uganda: Museveni gioca con il fuoco del Covid-19 per la rielezione La minaccia del lockdown2 sembra essere collegata ai timori di un fallimento alle prossime elezioni presidenziali di Yoweri Kaguta Museveni. Dopo 33 anni al potere, il Presidente sta perdendo consenso e le proteste contro un nuovo blocco oramai sono unanimi

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Da due settimane il Ministero della Salute dell’Uganda avverte che vi è un drastico aumento di contagi e di decessi per Covid-19. In totale 3.112 sono le persone contagiate dall’inizio della crisi lo scorso marzo. L’area metropolitana di Kampala è considerato l’epicentro della pandemia con 540 casi. I decessi nell’ultimo mese sarebbero aumentati, e il totale attuale, secondo i dati OMS, sono 32. La dottoressa Jane Ruth Aceng del Ministero, ha incolpato gli ugandesi accusandoli di non seguire le linee guida delle norme igieniche di prevenzione: uso delle maschere facciali, distanza sociale, lavaggio delle mani con disinfettante gel, etc.

Secondo gli esperti medici, è probabile che le infezioni e i decessi da Covid-19 aumentino rapidamente a causa del lassismo della popolazione, della scarsa strategia di comunicazione del Governo e della sfiducia nelle informazioni ufficiali su Covid-19. I funzionari della Sanità stanno avvertendo che se il trend di aumento registrato in queste settimane dovesse continuare saranno necessarie misure più severe,fino anche un Lockdown2.

Il 18 agosto il Ministero dei Lavori e Trasporti (sotto il controllo non di un esperto civile ma di un militare, il generale Katumba Wamala) ha avvertito i taxisti e i motociclisti (denominati Boda Boda) di un imminente blocco forzato delle loro attività, a meno che non si conformino maggiormente alle linee guida del Governo per contenere la pandemia.

I funzionari della Kampala Capital City Authority (KCCA) hanno riferito che i test positivi più recenti per Covid-19 sono stati rintracciati presso utenti di taxi e boda bodas. Secondo il loro parere, è possibile che il numero dei contagiati sia maggiore, in quanto i malati non possono essere facilmente rintracciati e messi in quarantena. Anche quelli i cui contatti vengono trovati si rifiutano di collaborare con il funzionario medico della task force Covid-19.

Le linee guida includono l’uso costante di disinfettanti per le mani sui trasporti pubblici, indossare maschere per il viso, mantenere una distanza di sicurezza trasportando il 50% dei passeggeri e tenere un registro dei passeggeri. Secondo la Polizia, queste linee guida non vengono seguite.

Per capire perché le linee guida vengono disattesebasta dare uno sguardo alla loro sostenibilità da parte dei mototaxi Boda Boda.
Indossare una mascherina e farla indossare al passeggero è fattibile e doveroso. Mantenere la distanza di sicurezza su un motorino sembra una barzelletta. Un autista di Boda Boda non è proprietario del mezzo, e deve pagare al mese una locazione abbastanza onerosa. Al giorno può guadagnare dai 2 ai 5 dollari. L’acquisto di disinfettanti gel diventa impossibile anche perché il
Governo non è stato in grado di controllare i prezzi di queste soluzioni che sono saliti alle stelle. Tenere un registro dei passeggeri va contro il concetto generalizzato della privacy. La maggioranza degli ugandesi non vede la ragione di dare le sue generalità ad un autista di taxi, boda boda o pulmino e tanto meno il luogo e il motivo del suo spostamento.

Sui dati del contagio si notano delle incongruenze. Il Ministero della Sanità dichiarava, scorsa settimana, ai media nazionali dichiarava un totale di 2.362 casi di contagio, all’OMS un totale di 2.166 casi. Non si riesce a comprendere i motivi della macroscopica differenza (+196 casi). Affermare che la capitale Kampala è l’epicentro nazionale della pandemia è corretto. I casi registrati rappresentano il 23% dei contagi a livello nazionale, mentre il totale degli abitanti della capitale rappresenta il 4% del totale popolazione nazionale.
Se però prendiamo in considerazione il totale dei contagi a Kampala (540) e lo rapportiamo al totale della popolazione della città (1,507 milioni di abitanti) la percentuale di contagio è del 0,00036%. A livello nazionale solo il 0,006% della popolazione è stato fino ad ora contagiato dal Covid
19. La percentuale di mortalità sul totale dei contagiati è tra le più basse in Africa: 0,85%. Al livello continentale la percentuale di mortalità è del 3,47%, mentre la percentuale di contagiati sulla popolazione totale in Africa è del 0,31%.

Sicuramente ci sono vari casi di contagi asintomatici che non vengono registrati, e probabilmente anche una percentuale di decessi che sfugge, in quanto il paziente potrebbe non avere la possibilità di accedere alle strutture ospedaliere. In tutti i modi, la percentuale di contagi e decessi che sfugge al Ministero della Sanità potrebbe non essere talmente considerevole da proclamare un lockdown2, sostengono alcuni osservatori locali. Prendendo in considerazione le medie continentali in Uganda ci dovrebbero essere 128.612 casi di contagio (corrispondenti al 0,31% della popolazione nazionale) e 4.462 decessi (corrispondenti al tasso continentale del 3,47% di mortalità sui contagiati).
Questi semplici calcoli dimostrano c
ome vi sia una certa dose di allarmismo tra le autorità sanitarie difficilmente giustificabile. Ricordiamoci che l’Uganda ha agito immediatamente nel contenere la pandemia dopo i primi 10 casi registrati, imponendo un lockdown totale dallo scorso marzo. Questa ottima gestione ha impedito la diffusione del virus.

Osservatori regionali nutrono il sospetto che la minaccia del lockdown2 possa esserepoliticamente motivata, e legata alle imminenti elezioni presidenziali, alle quali Yoweri Kaguta Museveni si presenterà nella speranza di ottenere l’ennesimo mandato presidenziale.
Le
precedenti elezioni, indipendentemente dalle vittorie ottenute, dimostrano un calo di popolarità di Museveni e del suo partito, il NRM (National Resistance Movement). Nelle elezioni del 2016, Museveni è riuscito ad ottenere il 59.9% dei voti. Un calo netto rispetto alle precedenti elezioni: 2011, 68.38% delle preferenze; 2001, 69.33% delle preferenze. I risultati delle elezioni 2016 sono leggermente superiori a quelli del 2006, quandoMuseveni capitalizzò il 59.26% dei consensi. Alle elezioni per il seggio parlamentare nel distretto di Hoima, il NRM ha subito un crollo elettorale. L’opposizione ha aumentato i voti, ma non è riuscita ad imporsi

Vi sono chiari segnali che la popolazione ugandese inizia essere intollerante difronte allaingombrante, ‘eterna presenza di questo Presidente, per quanto sia consapevole che si deve a Museveni il lungo periodo di stabilità, pace e sviluppo socioeconomico dell’Uganda. Sono 33 anni che non c’è un cambio politico al potere. Inoltre, l’età (75 anni) rende Museveni anacronistico. Spesso si addormenta durante le sedute del Parlamento.

Il Governo è riuscito a contenere la pandemia, ma il costo sociale che la popolazione ha pagato è enorme. Centinaia di migliaia di lavoratori precari sono ora disoccupati. Circa il 30% dei piccoli commercianti non riesce a riaprire le attività dopo il lungo lockdown. Il resto è sommerso dai debiti. Il National Planing Authority nel suo studio sull’impatto del coronavirus sull’economia ugandese, preannuncia una situazione postpandemica da incubo.
Il
turismo è crollato. La nascente industria ferma per mancanza di materie prime. La disoccupazione aumentata del 22%. La povertà e la insicurezza alimentare raddoppiate. La neonata industria dell’aviazione civile (con la creazione della compagnia nazionale Uganda Airpraticamente collassata e con serie difficoltà di ripresa nell’immediato futuro. Aumento spropositato e imprevisto delle spese sanitarie e drastica diminuzione delle entrate fiscali.

Durante la crisi sanitaria, Museveni ha commesso una serie di errori gravissimi che hanno incrinato la sua reputazione. Ha creato di fatto una grave emergenza alimentare, in quanto non ha provveduto (se non in maniera estemporanea) a supportare le famiglie a basso reddito (che rappresentano circa il 58% della popolazione). Ha promesso uno spray istantaneocontro il coronavirus, inventato dall’americano Safraz K. Niaz, che doveva essere prodotto dalla ditta Day International e risolvere il problema. Una invenzione che è risultata una bufala.
Ha
ritardato la fine del lockdown in quanto coinvolto economicamente in una fabbrica cineseche produceva mascherine per il Paese, tentando di proibire mascherine non fabbricate da questa ditta.
Ha infine
promesso un vaccino contro il viruscreato dalla Uganda Virus Research Institute in partenariato con il Imperial College London. In realtà il vaccino ugandese è ben lontano dall’essere somministrato alla popolazione. La fase sperimentale su volontari umani inizierà in dicembre, e non vi sono garanzie che funzioni contro il Covid-19. Solo garanzie che gli effetti secondari non sono dannosi sulla salute dei volontari. Ovviamente non potevano mancare i soliti furti dettati dalla corruzione ormai dilagante. Il leader dell’opposizione, Kizza Besyge, ha pubblicamente accusato il Governo di Museveni di aver rubato una consistente percentuale degli aiuti finanziari ricevuti dalla Comunità Internazionale per far fronte alla pandemia.

Le previsioni di voto del marzo 2020 indicavano una percentuale di preferenze oscillante tra il 49 e il 48%. Dati che confermavano il calo di popolarità, ma sufficienti per riportare una schiacciante vittoria sui candidati dell’opposizione: Kizza Besyge e Bobi Wine, divisi e dunque impossibilitati a vincere. Ora, secondo vari esperti, queste percentuali potrebbero essere calate al 44% delle preferenze. Una percentuale che mette in serio rischio l’ennesimo mandato presidenziale di Museveni e sarebbe un chiaro segnale che l’elettorato ugandese è intenzionato a punirlo, sia per la sua lunga permanenza al potere, sia per le disastrose conseguenze sociali ed economiche derivate dalla gestione della pandemia.

Per queste ragioni si sospetta che Museveni abbia avuto l’intenzione di dichiarare il Lockdown2 per rinviare a data da definirsi le elezioni (come ha fatto il Primo Ministro Abiy Ahmed in Etiopia), o per indire delle elezioni con voto via internet, la cui manipolazione sarebbe facilissima da attuare. Questi sospetti possono essere fondati, in quanto è palese la volontà del Vecchio M7 di rimanere al potere.

Tornare a un lockdown come quello imposto a marzo, risulta praticamente impossibile, causa il contraccolpo che potrebbe creare a livello economico e sociale, che si ritorcerebbe contro la rielezione del Presidente. Ordinare il lockdown2 sarebbe operazione suicida per l’economia e per quei cittadini che hanno bisogno di spostarsi da casa al lavoro ogni giorno per guadagnarsi da vivere.

Un primo serio avvertimento giunge dalla potente KACITA (Kampala City Traders Association), che ha protestato contro qualsiasi piano futuro del governo di ripristino del blocco, affermando che gli ugandesi possono ora convivere con la pandemia. Thadeus Musoke Keno, il segretario generale di KACITA, ha affermato che il blocco precedente ha distrutto i mezzi di sostentamento e le imprese dei commercianti, aggiungendo che il ripristino sarebbe tragico, irragionevole e rovinoso. «I commercianti hanno appena acquisito più prestiti per far fronte ai propri obblighi bancari e di affitto. Portarli a un altro blocco senza fornire una soluzione è una grave minaccia non solo per la comunità imprenditoriale ma per l’intero Paese», ha aggiunto Musoke, incolpando il Governo per non aver mitigato i tassi di interesse e le sanzioni che le banche stanno imponendo agli operatori che hanno acquisito prestiti prima del blocco.

L’intervento della KACITA è suonato come una vera e propria dichiarazione di guerra al Presidente e ha trovato il supporto della classe media, dei lavoratori, dei contadini, dei giovani, dei precari e dei disoccupati. La sfida lanciata dai commercianti di Kampala è stata talmente seria che ha costretto il Governo a fare marcia indietro e a pubblicare dichiarazioni contraddittorie, nella speranza di calmare la popolazione, esasperata da 33 anni di potere, da 4 mesi di lockdown da incubo e dalle conseguenze che sanno doversi attendere.

Il Ministro della Salute ha respinto le notizie di un altro blocco, dicendo che il Governo non ne aveva discusso. «Non c’è stata alcuna riunione di gabinetto. Il gabinetto è a riposo. Quelle sono voci e sono prive di fondamento. Quello che abbiamo detto alla popolazione è che devono aderire alle linee guida. Continuerò a fare le chiamate se non le rispettano. Quando si ammalano e stanno morendo, si ricorderanno che le ho detto», ha detto il dottor Aceng.

Anche il Ministro dell’Informazione, Judith Nabakooba, si è apprestato a dichiarare alla emittente televisiva NTV-Uganda che il Governo non è interessato ad imporre un lockdown2 perché colpirebbe le vite dei cittadini. Le osservazioni sono arrivate due giorni dopo che il Ministro di Kampala, Betty Amongi, ha emesso un ultimatum ai residenti di Kampala per conformarsi alle raccomandazioni SOPs, altrimenti le raccomandazioni che propongono un blocco sarebbero state inoltrate alPresidente Yoweri Museveni.

Sembra che il Vecchio M7 si sia reso conto che si stava giocando con il fuoco. Ora deve pensare ad altre strategie per vincere le elezioni. Il Covid19 potrebbe essere l’elemento chiave per la fine di 33 anni di indiscusso potere. Che la pandemia riesca a donare agli ugandesi l’aspirata e agognata alternanza politica?

Intanto dal OMS giungono notizie incoraggianti. Per la prima volta si constata una riduzione del 5% dei nuovi casi di contagio a livello mondiale e una riduzione del 12% dei decessi. In Africa i nuovi casi di contagio rispetto alla scorsa settimana sono diminuiti del 8% e i decessi del 12%. Attenzione però. Questo non vuol dire che il virus è sparito. Le misure di prevenzione sono ancora consigliate ed è saggio e responsabile adottarle.

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